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Il Sud e il viaggio costituiscono un binomio seducente che ha nutrito innumerevoli pagine di letteratura e saggistica, ma questo volume nasce, piuttosto, dall'esigenza di esaminare criticamente luoghi comuni e stereotipi cresciuti con la letteratura di viaggio e si fonda sulla scelta di privilegiare l'esame della lunga transizione che conduce dal declino del «Grand Tour» alla diffusione del turismo di massa. Cogliendo le emozioni, le sensibilità culturali, le ragioni politiche e personali intorno alle quali si sono dipanate le esperienze di viaggio, si offrono gli approcci e gli sguardi molteplici di alcuni tra gli ultimi viaggiatori che si sono dati come meta l'estremo Sud, descrivendo interpretando le relazioni istituite col paesaggio e le popolazioni, con l'ambiente naturale e gli uomini.
Tralasciate le pagine più note e scontate della letteratura di viaggio, ci si concentra su alcuni diari poco noti o addirittura sconosciuti.
Il punto di partenza è costituito da Paul-Louis Courier e Astolphe de Custine, due eccentrici scrittori francesi che si avventurarono in circostanze diverse nella sconosciuta e temuta Calabria in età napoleonica, offrendo poi una lettura della regione che mal si concilia con le immagini olografiche della Calabria brigantesca.
Si prosegue con l'originale diario della spedizione scientifica condotta dal botanico napoletano Michele Tenore nella provincia borbonica, per giungere dopo alle straordinarie e solitari imprese ciclistiche realizzate a fine Ottocento in Sicilia e in Calabria da Luigi Vittorio Bertarelli, fondatore pionieristico del Touring Club, che descrive questi suoi viaggi «cicloturistici» in due sconosciuti e vivacissimi diari.
La Sicilia degli anni Venti è argomento di uno scritto attento e partecipe di Margherita Sarfatti, grande protagonista della cultura artistica italiana del primo Novecento, e di un «divertissement» provocatorio e sciovinista del celebre Maurice Maeterlinck: i due offrono un esempio eclatante delle difformità degli sguardi di viaggiatori e segnalano l'incedere ingombrante dell'epoca del turismo.
Il tutto si conclude con l'esame dei diari di viaggio di alcuni protagonisti della cultura contemporanea italiana e occidentale.
Nel secondo dopoguerra è il grande Alberto Savinio a mostrarci la possibilità di «viaggiare» ancora, ignorando le coordinate culturali della società di massa, in un suo straordinario «Diario Calabrese».
Infine, Guido Piovene, lo storico dell'arte Bernard Berenson e l'americano Stanley Williams, visitando l'estremo Sud negli anni Cinquanta, si fanno preziosi testimoni e interpreti della grande trasformazione che ha determinato l'agonia dei miti coltivati da generazioni viaggiatori, creando lo scenario complesso del Sud odierno.
ASCOLTA i PODCAST dell’intero libro capitolo per capitolo
Premessa
Il Sud e il viaggio compongono un binomio seducente che ha nutrito innumerevoli pagine di letteratura e saggistica.
Ma più che riproporre questa tradizione narrativa e relativo filone di studi, questo volume nasce dall'esigenza di esaminare criticamente i luoghi comuni e stereotipi cresciuti con la letteratura di viaggio e sceglie, inoltre di privilegiare l'esame della lunga transizione che conduce dal declino del “Grand Tour” alla diffusione del turismo di massa.
Cogliendo le emozioni, la sensibilità culturale, le ragioni politiche e personali intorno alle quali si sono dipanate le esperienze di viaggio, si offrono ai lettori gli approcci e gli sguardi molteplici di alcuni tra gli ultimi viaggiatori che si sono dati come meta l'estremo Sud.
Tra guerra di conquista, brigantaggio e guerra civile. Paul-Louis Courier in Calabria [1806]
“Se dovessi citare uno scrittore che ha capito la Calabria parlerei di Paul Louis Courier che venne da noi con le truppe napoleoniche".
Così scriveva Corrado Alvaro nel suo «Itinerario italiano» [puoi ascoltarlo cliccando sul link], pubblicato da Bompiani nel lontano 1941.
Da allora, pochissimi altri in Italia si sono occupati di questo autore francese, che ha avuto forse soltanto in Leonardo Sciascia un entusiasta e affascinato estimatore.
L'autore: Paul Louis Courier
Luoghi narranti narrati o citati: Campotenese - Morano (Calabro) - Reggio (Calabria) - Maida - Piana di Sant’Eufemia - Corigliano - Cassano (All'Ionio) - San Giovanni in Fiore
Intelligenza di uno sguardo romantico. Astolphe de Custine nella Calabria napoleonica [1812]
Nella Francia del primo Ottocento, per indicare che un uomo era spacciato, si diceva il court la Calabre.
E il giovanissimo marchese Adolphe de Custine ne era perfettamente al corrente. Quando, infatti, dirà, ricordando la propria infanzia, la mia prima malattia è stata la paura, Custine indicherà il punto d'inizio di una vicenda spirituale, che avrà il primo, solido riscontro culturale e letterario in un avventuroso viaggio compiuto attraverso la Calabria del 1812, ad appena ventidue anni.
La lontana e semisconosciuta regione mediterranea - che sarà percorsa e osservata come in una sorta di rito iniziatico - assumeva per Custine, nella romantica spaventevole immagine che ne aveva l'Europa del tempo, il valore di proiezione esterna e visualizzazione di un'emozione che nelle tragedie della sua famiglia aveva solide radici.
L’autore: Astolphe de Custine
Puoi ascoltare i capitoli del libro «Lettere dalla Calabria» di Astolphe De Custine cliccando qui sul link
Luoghi narranti narrati o citati: Cattolica di Stilo - Lungro - Cosenza - Reggio (Calabria) - Daffinà - Monteleone (odierna Vibo Valentia) - Parghelia - Amantea - Tarsia - Catanzaro - Sibari - Cassano (All'Ionio)
Un botanico in viaggio nella provincia borbonica. Diario di una spedizione scientifica da Napoli a Cosenza [1826]
Nel 1826,quando il celebre botanico Michele Tenore, prefetto del Reale Orto Botanico di Napoli, si accingeva a compiere una faticosa escursione scientifica nelle province meridionali del Regno, era da anni in corso la pubblicazione della Flora Napoletana, l'opera più importante del Tenore, che sarebbe stata assai apprezzata negli ambienti scientifici per la moderna concezione che la sosteneva e per la ricchissima iconografia che la illustrava.
Le ragioni della "spedizione" risiedevano nell'arricchimento dell’erbario napoletano, allestito presso l'orto botanico, e nell'ampliamento degli studi botanici condotti sul territorio, col concorso anche degli informatori locali, al fine di completare l'impresa scientifica in corso.
Erano anni, quelli, in cui il viaggiare nelle province del Regno costituiva ancora un ardita impresa, per le asperità del territorio, per la quasi generale mancanza di strade e per i rischi derivanti da brigantaggio, praticamente endemico in non pochi luoghi.
L’autore: Michele Tenore
Luoghi narranti narrati o citati: Reale Orto Botanico di Napoli - Cilento - Vallo di Diano - Lagonegro - Castelluccio - Lauria - Castrovillari - Cosenza - Figline (Contrada Lappano) - Maida - Longobardi - Dipignano - Certosa di Padula (Certosa di San lorenzo) - Rotonda - Bisignano
Un ciclista di fine Ottocento tra Grand Tour e turismo. Luigi Vittorio Bertarelli da Reggio Calabria a Eboli [1897] e in Sicilia [1898]
“Noi giungemmo qui per vie diverse dalle sue.
Goethe venne solcando le onde come Ulisse, combattendo con venti avversi, sfidando fatiche e pericoli.
Noi, nello spazio di una sola notte.
Viaggiamo veloci veloci quasi come lo sguardo che abbraccia il paesaggio; la rapidità con cui ci muoviamo rende l'occhio ancora più ardito; là dove ora non scorgiamo che vapori azzurrognoli, là cammineremo domani e domineremo un altro orizzonte.
Così prevediamo oggi ciò che vedremo domani.
Possediamo lo spazio e il tempo insieme, mentre egli non ebbe che la terra a cui legarsi.
Alla sua nitida mente quest'isola parve grande, possente, sublime.
E così, talvolta, appare a noi: un triangolo nell'azzurro del mare su quale ci libriamo come fantasmi”.
L’autore: Luigi Vittorio Bertarelli
Se vuoi puoi ascoltare i podcast del libro «Cicloturisti in Calabria» di Luigi Vittorio Bertarelli
Luoghi narranti narrati o citati: Reggio Calabria - Eboli - Grammichele - Caltagirone - Soveria Mannelli - Milazzo - Palermo - Modica - Scicli - Vittoria - Siracusa - Noto - Palazzolo Acreide - San Cataldo - Castello di Lipari - Lipari - Villa San Giovanni - Sant’Eufemia (Lamezia) - Rocca di Scilla (Castello Rufo) - Abbazia di Mileto (della SS. Trinità) - Palmi - Piana di Gioia - Mileto - Cosenza - Castrovillari - Vallo di Diano - Sala Consilina - Scilla - Rosarno - Monteleone (odierna Vibo Valentia) - Cosenza - Castrovillari - Lagonegro - Messina - Etna - Siracusa - Agrigento - Selinunte - Catania - Palermo - Teatro Politeama - Teatro Massimo - Acradina (Quartiere) - Latomia dei Cappuccini - Isola di Ortigia - Floridia - Piazza Armerina - Girgenti - Favara - Selinunte - Sciacca
In Sicilia negli anni Venti. Lo sguardo attento di Margherita Sarfatti [1921] e la provocazione de Maurice Maeterlinck [1924]
Margherita Sarfatti
Nel dicembre del 1921 su una rivista milanese di assai larga diffusione, “Il Secolo XX, compare un lungo articolo di Margherita Sarfatti, a quel tempo collaboratrice de “Il Popolo d'Italia”, ninfa egeria e amante di Mussolini, che sarebbe in breve divenuta, come noto, protagonista autorevolissima della politica condotta dal regime fascista in campo artistico con la Fondazione del Novecento Italiano.
Il testo, ormai dimenticato e praticamente sconosciuto, che ha per titolo “Venti giorni attraverso la civiltà della Sicilia”, espone le riflessioni dell'autrice dopo un viaggio effettuato nell'isola nell'estate del 1921: “È una mia fissazione - spiega la Sarfatti - che bisogna visitare i paesi meridionali l'estate, e i settentrionali d'inverno: ciascheduno secondo la sua generazione, come dice la Bibbia, e quando è più lui.
E prima di tutto, non è vero che in Sicilia faccia gran caldo; l'isola ha molte cose, mari di vario nome, brezze di diversa origine.
Poi, non vi sono turisti, i grandi alberghi chiudono a fine maggio”.
Maurice Maeterlinck
Maurice Maeterlinck, con alle spalle un già grande passato di poeta e drammaturgo simbolista, giunto da tempo alle celebrità e agli onori del premio Nobel, sempre più astratto dall'osservazione esoteriche e sacrale della natura e della vita animale, ormai sessantenne, gioca la carta, in uno svelto diario di viaggio, del divertissement e della provocazione, impostata sullo smontaggio dei miti del Grand Tour e della vasta e secolare letteratura di viaggio che aveva avuto per argomento il "profondo Sud".
L'intenzione esplicita e dichiarata nel diario - pubblicato per la prima volta in Francia sulla rivista “Demain”, nel 1924, e poi in volume nel 1928 - è quella di "avvisare" i viaggiatori "degli inconvenienti e delle delusioni che li attendono".
Gli autori: Margherita Sarfatti - Maurice Maeterlinck
Luoghi narranti narrati o citati: Catania - Napoli - Palermo - Duomo di Milano - Canalazzo a Venezia (Canal Grande) - Agrigento - Santa Maria dei Greci - Duomo di Siracusa (Cattedrale Metropolitana della Natività di Maria Santissima) - Porto Empedocle - Corso di Catania (Via Etnea) - Giardino dei Cappuccini a Palermo (Catacombe dei Cappuccini) - Quartiere della Kalsa di Palermo - Cappella Palatina (Palermo) - Chiostro di Monreale (Chiostro dei Benedettini) (Palermo) - Palazzo Reale (Palazzo dei Normanni) (Palermo) - Cattedrale di Palermo - Tempio di Segesta - Templi di Agrigento - Rovine di Selinunte - Taormina - Grand Hotel Politi di Siracusa - Messina - Ortigia (Isola di) - Etna - Castellammare (di Stabia) - Salerno - Nicastro
"L'argonauta in saloncino". Un viaggio in Calabria di Alberto Savinio [1948]
Neppure la conquista della libertà sembra acquisita da Savinio e forse neanche imminente, "a veder quanto fuoco bestiale consuma tuttora l'umanità, a udir quanto vano boato esce tuttora dalle sue innumerabili bocche”.
È con questo abito mentale che Savinio si accinge a visitare la Calabria nel marzo del 1948, effettuando un viaggio che da lungo tempo desiderava fare, per seguire le tracce del fantasma di Tommaso Campanella, filosofo giudicato "verticale" piramidale" e "tolemaico" e tuttavia molto amato da "copernicano" Savinio (il desiderio dello scrittore viene rivelato nella citata intervista concessa a selvaggi, ma la passione per Campanella era stata resa nota già in una straordinaria quanto insolente introduzione alla “Città del sole”, pubblicata nel 1944, in cui il fascino esercitato da "questo calabrese lampeggiante e roccioso" non impediva a Savinio di indicare risolutamente la "Città del sole" come "un modello da non imitare").
L'autore: Alberto Savinio
Puoi ascoltare i capitoli del libro «Partita rimandata. Diario calabrese» di Alberto Savinio cliccando qui
Luoghi narranti narrati o citati: Crotone - Catanzaro - Duomo di Cosenza - Stilo
Ascolta ""L'argonauta in saloncino". Un viaggio in Calabria di Alberto Savinio [1948]" su Spreaker.
Agonia di un mito. I Sud in movimento nei diari di Bernard Berenson, Stanley Williams e Guido Piovene [1953-1956]
Agonia di un mito. I Sud in movimento: In Sicilia. L'ultimo viaggio di Bernard Berenson [1953]
Bernard Berenson - il grande critico e storico dell'arte, americano di origine lituana, che nel 1900 decise di abbandonare gli Stati Uniti per vivere a Settignano, nei pressi di Firenze, dove rimase per più di mezzo secolo -, quando era ormai quasi novantenne, nel 1953, decise di effettuare un ultimo viaggio in Sicilia, una regione che aveva visitato per la prima volta da giovane nel 1888.
La ragione del viaggio venne spiegata qualche anno dopo da Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia”: “Quest'uomo prodigioso si è accinto adesso ad un immenso catalogo di tutte le opere d'arte italiana nel mondo in cinque volumi illustrati, riscontrandone le attribuzioni, e viaggia per l'Italia, dal Veneto alla Sicilia, per controllare i suoi giudizi vecchi di cinquant’anni”.
L’autore: Bernard Berenson
Luoghi narranti narrati o citati: Napoli - Ercolano - Messina - Taormina - Teatro Romano - Siracusa - Isoletta di Ortigia - Piazza Armerina - Villa di Casale (mosaici romani) - Vittoria - Castelvetrano - Selinunte - Palermo - Teatro Massimo - Quattro Canti - Monreale - Bagheria - Cappella Palatina - Cattedrale di Palermo - Oratorio di San Lorenzo - San Francesco - Zisa - Villa Palagonia - Girgenti (Agrigento)
Agonia di un mito. I Sud in movimento: Stanley Williams: al Sud in Topolino [1954]
Nel 1954,quando l'automobile è divenuta ormai il mezzo di trasporto per eccellenza, non più solo negli Stati Uniti, lo studioso americano Stanley Williams e sua moglie Mary Lee girano in lungo e in largo per l'Italia con una minuscola e gloriosa Topolino.
Proprio in quegli anni, il mito dell'auto americana è ormai penetrato nella coscienza degli italiani come una sorta di emanazione della grandezza d'oltreoceano.
I coniugi americani, invece, si infilano in una italianissima Topolino: non un mezzo meccanico di trasporto, ma un veicolo che si anima e diviene creatura viaggiante coi suoi ospiti, come è d'obbligo aspettarsi da una macchina che sin nel nome richiama i disegni animati della americanissimo Walt Disney.
L’autore: Stanley Thomas Williams
Clicca sull’ipertesto se vuoi ascoltare i podcast del libro «L’Italia in Topolino» di Stanley Thomas Williams
Luoghi narranti narrati o citati: Napoli - Sorrento - Assisi - Orvieto - Castelluccio (Superiore) - Mormanno - Morano (Calabro) - Messina - Siracusa - Palermo - Taormina - Giardini Naxos
Agonia di un mito: Il Sud in movimento di Guido Piovene [1953-1956]
Lo scrittore-giornalista attraversò la Calabria e tutte le altre regioni meridionali intorno alla metà degli anni ‘50, nell'ambito di quell'”inventario delle cose italiane”, affidato a una trasmissione radiofonica prodotta dalla Rai, poi confluito nel volume “Viaggio in Italia”, che riscosse in breve tempo un grande successo (cinque edizioni in cinque mesi, 3 settembre 1957 e gennaio 1958).
Il viaggio cominciò nel maggio 1953 e finì nell'ottobre 1956, ricorda Piovene nell'introduzione al volume.
Mentre percorrevo l'Italia, e scrivevo dopo ogni tappa quello che avevo appena visto, la situazione mi cambiava in parte alle spalle.
Si risolvevano questioni lasciate in sospeso, e questioni diverse spuntavano al loro posto.
Industrie si chiudevano, altre si aprivano; decadevano prefetti e sindaci; nascevano nuove province.
Per aggiornare le mie pagine, avrei dovuto compiere il viaggio un'altra volta, e poi una terza, all'infinito.
Decisi perciò di lasciare quelle pagine come stavano.
L’autore: Guido Piovene
Luoghi narranti narrati o citati: Pescara - Castrovillari - Cosenza - Corso Telesio (Cosenza) - Spaccanapoli - Duomo di Cosenza - Accademia di Cosenza (Cosentina) - Biblioteca Civica di Cosenza - Teatro di Cosenza - Villa di Cosenza (Comunale) - Corso Mazzini (Cosenza) - Sassi di Matera - Catanzaro Marina - Locri - Marchesato di Crotone - Palermo - Catania - Agrigento - Tempio di Giunone (Agrigento) - Ragusa - Noto - Acireale - Siracusa - Selinunte - Segesta (Parco Archeologico) - Erice - Foggia - Crotone - Taranto
Ascolta "Agonia di un mito: Il Sud in movimento di Guido Piovene [1953-1956]" su Spreaker.
L’AUTORE
Vittorio Cappelli (Castrovillari, 26 settembre 1947) è uno storico e scrittore italiano.
Laureato in Filosofia all'Università Statale di Milano, ha insegnato per una dozzina d'anni nell'Istituto d'Arte di Porta Romana a Firenze, poi per più di vent'anni è stato professore di Storia Contemporanea nell'Università della Calabria, dove ha insegnato anche Storia delle Migrazioni.
Ha tenuto lezioni nelle Università Federali di Manaus e Rio de Janeiro e nelle Università Pontificie di San Paolo e Porto Alegre, in Brasile.
È direttore scientifico dell'Istituto Calabrese per la Storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea - associato all'Istituto Nazionale Ferruccio Parri - e del Centro di Ricerca sulle Migrazioni che opera al suo interno.
Nel 1988 ha fondato la rivista «Daedalus» Quaderni di Storia e Scienze Sociali, attiva fino al 2014.
Da questa data fino al 2023, è stato condirettore della rivista storica «Giornale di Storia Contemporanea».
Dal 2021 dirige la «Rivista calabrese di storia del '900».
Si è occupato a lungo di storia politica e sociale del Mezzogiorno d'Italia e di storia del fascismo.
Tra i suoi interessi è anche la storia culturale italiana tra Otto e Novecento, con particolare riguardo al futurismo e alle avanguardie storiche, alla psicoanalisi e alla letteratura di viaggio.
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Vittorio Cappelli
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Fotografo documentarista geografico dal 1977; 40 anni da viaggiatore resiliente in Italia, oggi Divulgatore Geografico - Storyteller - Travel Blogger - Podcaster; Meridionalista innamorato dell'Italia, narro e faccio conoscere il Bel Paese, il più grande giardino emozionale diffuso.
Nel 2005 apro il blog Penisolabella seguito da Agricoltour e Va dove (ti) Porta il Treno e mi ritrovo ad essere l'unico blogger a raccontare l'Italia minore con la M maiuscola


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