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Lettere dalla Calabria del 1812 di Astolphe De Custine

La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. 

Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. 

E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili. 

Una terra che vomitava “sulla sua superficie una legione di demoni”, esposta ad ogni sopruso e ad ogni dominazione, dove l’uomo viveva nell’anarchia, senza nessun rispetto per le più elementari regole della convivenza civile, con la sua selvatichezza rimasta immutata nei secoli, e che tuttavia assume per de Custine un’aura magica e languidamente malinconica, suggestionata forse dal suo disagio esistenziale, quel male di vivere che lo aveva segnato fin dall’infanzia “…l’aspetto di tutta la zona è selvaggio e triste. In queste campagne ricche di storia si vede un genere di desolazione e di sterilità che non appartiene ad esse. Contemplando l’opera del tempo si può notare anche quella dell’uomo. Col tempo la terra è diventata sterile sotto i passi dei soldati ed è inutile che il contadino pianti le sementi in solchi saturi di sangue”.

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Lagonegro, 20 maggio 1812

Eccoci all'ingresso della Calabria! 

La notte scorsa abbiamo dormito alla Certosa di Padula, in casa di un commissario di guerra. 

Il nostro viaggio attraverso il Cilento si è concluso felicemente. 

Siamo così riposati che a vederci si crederebbe che stiamo lasciando Napoli. 

La mia rassegnazione di viaggiatore è spesso messa alla prova in un paese dove ci si imbatte in ogni genere di ostacoli in grado di fermare anche i curiosi. 

Il guado dei fiumi è un'impresa notevolmente difficile. 

La scelta degli alloggi sta per diventare un altro problema a causa del caldo che si avvicina e che aiuta a diffondersi della malaria; le strade sono spesso pericolose ed è difficilissimo trovare dei muli, o anche degli asini e, come se non bastasse, mancano le guide.

Luoghi narranti narrati e citati: Lagonegro - Certosa di Padula - Bonabitacolo (Buonabitacolo) - Napoli

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Castelluccio, 21 maggio

Oggi abbiamo attraversato rapidamente, perché viaggiavamo in carrozza, una parte triste e poco interessante del paese. 

Le montagne che abbiamo superato sono sterili ed isolate. 

Le loro cime grigiastre, striate di bianco o di nero, secondo i differenti strati di terra trascinati dalle acque, assomigliano al dorso di una bestia mostruosa; questa è screpolature, interamente spelacchiate, sembrano rivestite di pelle d'elefante. Presso Lagonegro, città ancora circondata di neve, malgrado il caldo e il bel tempo, ci sono vette molto alte. 

Ciò che più mi ha colpito è una vallata che noi abbiamo attraversato tra Lauria e Castelluccio.

Luoghi narranti narrati e citati: Lagonegro - Lauria - Castelluccio

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Castrovillari, 23 maggio

Sono preoccupato per voi. 

La vostra lettera piena di tristezza mi procura dei rimorsi. 

È così naturale credersi l'angelo custode delle persone a cui si vuole bene che i loro dispiaceri ci turbano come le nostre colpe. 

Ho l'impressione che se fossi rimasto vicino a voi non avreste provato tutto ciò che le vostre lettere mi fanno indovinare senza esprimerlo. 

Oggi siamo stati invitati ad un pranzo fatto preparare per l'intendente di Cosenza di passaggio per Castrovillari. 

Alzandosi dalla tavola, il padrone di casa disse all'intendente che tra i commensali c'era un famoso improvvisatore, Il barone Mollo. 

L'intendente chiese una chitarra e pregò il barone ed improvvisare delle strofe sull'arrivo dell'imperatore sulle rive della Vistola.

Luoghi narranti narrati e citati: Castrovillari

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Cassano, 24 maggio

Torniamo da un pranzo il cui racconto può servire per un giudizio e per un confronto con la scena che vi ho parlato a proposito del pranzo di ieri, anche se questa è forse un po' più bella. 

Eravamo venti persone a tavola. 

Si festeggiava l'esattore delle imposte e c'era gente di ogni sorta: Il cavaliere di Cassano, il fratello del duca, il cavaliere M, cittadini, militari, donne, bambini, Catel, io ... 

Mangiavamo tutti alla stessa tavola e parlavamo tutti contemporaneamente.

Luoghi narranti narrati e citati: Cassano (all’Ionio)

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Lungro, 25 maggio

Abbiamo lasciato Cassano coi suoi pranzi e le sue feste: non ne potevo più.

Ieri abbiamo ballato fino alle due del mattino e in maniera così noiosa che ora mi sento come liberato da un incubo. Il piacere del ballo non è sentito dagli italiani. 

Il tempo è magnifico, l'aria fresca e dolce; un sole splendente colora il mare con le tinte più vivaci e fa brillare il verde delle coste, le cui piante, dalle foglie folte e levigate, sembrano verniciate tanto sono luminose. 

La posizione di Lungro è affascinante.

Luoghi narranti narrati e citati: Lungro - San Demetrio (Corone) - Sibari

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Cosenza, 27 maggio

Da ieri ci troviamo a Cosenza. 

Questa città ha di italiano solo la sporcizia!

Arrivandoci, mi è sembrato di entrare in qualche vecchia città della Normandia, e se non avessi visto maiali e arance in quantità mi sarei creduto a Saint Lò anziché nella capitale della Calabria. 

Gli uomini qui sono più originali delle cose! 

Ci sono Crispini e Scapini che sembrano appena usciti dal teatro per continuare i loro lazzi nella strada. 

Hanno la figura, il costume, lo spirito di questi personaggi della commedia e io mi sono divertito molto a spiare le loro svagate furberie.

Luoghi narranti narrati e citati: Cosenza - Lungro

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Cosenza, 28 maggio

Oggi mi sento meglio e mi affretto a dirvelo per paura che le mie lamentele di ieri vi abbiano impensierito. 

Credo di aver avuto un po' di febbre; il mio corpo è incostante come il mio spirito e le mie malattie non durano più della mia malinconia. 

Poco fa ho assistito alla processione del Corpus Domini.

Luoghi narranti narrati e citati: Cosenza

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Paola, 29 maggio

Sul finire del giorno entrammo in Paola città resa famosa dal Santo di cui vi ho appena parlato. 

Eravamo partiti da Cosenza verso le cinque del mattino. 

Paola è edificata sul pendio di una montagna, a mezza lega dal mare. 

Vi si arriva per una strada costruita su delle magnifiche arcate. 

All'ingresso della città, sopra una elegante porta, si erge la statua di San Francesco poggiata su quattro colonne di singolare effetto. 

Degli imponenti edifici, tutti costruiti con un fine religioso - conventi, cappelle, oratori, stazioni della Via Crucis, croci, statue di santi - coronano le alture sulle quali la città è costruita.

Luoghi narranti narrati e citati: Etna - Reggio (Calabria) - Stretto di Messina - Isola di Vulcano - Lipari - Paola

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Monteleone, 3 giugno

Ieri sera, al nostro arrivo qui, non ho trovato le vostre lettere e penso con terrore alle altre sciocchezze che mi toccherà sentire e dire prima di rivedervi. 

Le conversazioni quotidiane con i nostri ospiti mi seccano e mi rimbecilliscono. 

Due volte al giorno facciamo la conoscenza di intendenti, sindaci, comandanti di piazza, gli uni più potenti e più noiosi degli altri.

Tutte queste persone hanno un protocollo per ricevere gli stranieri: tutti ci dicono le stesse cose e a tutti diamo le stesse risposte.

Luoghi narranti narrati e citati: Monteleone (odierna Vibo Valentia) - Napoli - Reggio (Calabria) - Catanzaro - Amantea

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Monteleone, 4 giugno

Durante questo viaggio faticoso e interessante, se mi accade di scoprire qualche nuova pianta, nuova almeno per me, qualche montagna famosa, qualche luogo più sorprendente di altri, mi sento ebro di gioia. 

Poi subentra la tristezza, l’appagamento e cado in un torpore assai dolce.

E poi ricomincio. 

Questa sera le fredde nebbie, che da tre giorni mi nascondevano il sole, si sono improvvisamente dissolte e mi hanno permesso di scoprire il mare e il vulcano di Stromboli, sempre fumante, e che somiglia ad un obbedisco in mezzo ad una pianura.

Luoghi narranti narrati e citati: Vulcano di Stromboli - Etna - Golfo di Sant’Eufemia - Paola - Amantea - Isola di Capri - Monteleone (odierna Vibo Valentia)

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Monteleone, 5 giugno

Un ricco proprietario di Daffinà, un villaggio vicino a Monteleone, fu ucciso l'anno scorso dal capo di una banda di briganti che razziava le campagne. 

Poco tempo dopo quest’omicidio si catturò il loro capo e si doveva impiccarlo a Monteleone. 

Due vecchie sorelle del povero defunto, apprendendo che si stava per giustiziare l'assassino del loro fratello, si fecero portare a Monteleone per gioire dello spettacolo dell'esecuzione. 

Dopo aver goduto pienamente di questa triste vendetta, non ancora soddisfatte, vollero ad ogni costo asportare la testa dell'impiccato. 

Dapprima gliela si rifiutò; ma, pregando e corrompendo, ottennero il permesso di mozzare quella testa e di portarsela tutta sanguinante a Daffinà. 

Tornate al loro villaggio con l'orribile trofeo, lo fecero rinchiudere in una gabbia di ferro e fissare sulla balaustra del balcone principale della loro casa.

Luoghi narranti narrati e citati: Daffinà - Monteleone (odierna Vibo Valentia) - Reggio (Calabria) - Napoli

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Mileto, 6 giugno

Sono circondato da rovine cadute su altre rovine. 

L'antica Mileto è sepolta sotto le macerie di un nuovo villaggio dallo stesso nome. Qui si apprende come si formano i deserti: templi e palazzi sono scomparsi senza lasciare dietro di loro una sola pietra per poter dire: e là che déi e re furono onorati. 

Ventinove anni fa il famoso terremoto distrusse Mileto e oggi non si vede più traccia di abitazioni! 

Il nuovo villaggio è stato riedificato nella pianura, a mezza lega dal vecchio, dove non è rimasto che un pezzo di muro vicino a una tomba. 

Questa tomba è quella di Ruggero, di avventurosa memoria, eroe normanno, figlio di Tancredi e primo re delle Due Sicilie.

Luoghi narranti narrati e citati: Mileto - Aspromonte - Etna - Stretto di Messina

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Nicotera, 8 giugno

Alle cinque del pomeriggio, in aperta campagna, sotto un albero.

Alle tre e trenta di ieri siamo giunti nella piccola e graziosa città di Tropea. 

Questo paese mi rapisce: realizza tutto ciò che avevo immaginato a proposito dei luoghi e del cielo del Mezzogiorno. 

Ho visto intere montagne ricoperte di aloe ed enormi fichi d'India, i cui cladodi spinosi, attaccati bizzarramente uno all'altro, formano lungo le strade come delle muraglie irte di formidabili dardi.

Luoghi narranti narrati e citati: Nicotera - Reggio (Calabria) - Tropea - Rodi (Grecia) - San Giovanni d’Acri (Israele) - Piana di Gioia (Tauro) - Sicilia - Messina - Isole Eolie - Etna - Palmi - Seminara - Parghelia

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Nicotera, 8 giugno, alle dieci di sera

Lo stesso giorno, alle dieci di sera 

Ho visto Parghelia. 

Parghelia è un luogo unico in Calabria per la pulizia delle strade, delle case e degli abitanti.

Luoghi narranti narrati e citati: Nicotera - Parghelia - Monteleone (oggi Vibo Valentia) - Palinuro - Tropea - Isole Eolie - Stromboli

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Palmi, 9 giugno

Alle nove di sera 

Mi ripeto ogni giorno che farei meglio rinunciare a scrivere: ho molta immaginazione per descrivere ciò che vedo, ma da sola non è sufficiente: mi manca il tempo e la forza per descrivere tutto, il gusto della scelta. 

Il genio sarebbe il migliore sostegno del gusto.

Ma il gusto è sempre incerto e un genio viene meno ad ogni esitazione. 

Ciò che ho visto ieri è niente in confronto a quello che ho avuto sotto gli occhi durante la passeggiata che ho appena fatto nei dintorni di Palmi. 

Sfido la vostra immaginazione a tentare di raffigurarvi questi luoghi: Napoli e le sue meraviglie sono tristi in confronto a Palmi! 

Non c'è affanno, inquietudine, malinconia, malattia dell'anima che possa resistere alla vista di questo Elisio, di questo paradiso terrestre.

Luoghi narranti narrati e citati: Palmi - Napoli - Etna - Sicilia - Messina - Faro di Messina - Isole Lipari - Seminara - Frascati - Reggio (Calabria) - Monteleone (oggi Vibo Valentia)

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Tra Bagnara e Scilla, 10 giugno

Sotto un pino alle sei del pomeriggio 

Sento che sto per impazzire: non dormo più, non mangio più, non penso più.

Io contemplo e vado in estasi! Il signor Catel è come me. 

Questo paese gli fa girare la testa: si ferma ad ogni passo vorrebbe disegnare tutto, portare via ogni cosa.

E vorrebbe anche dormire, abitare, vivere all'aria aperta. 

Solo il signor M. resta freddo e si burla di noi. 

Dice che ripetiamo sempre le stesse cose. 

Ha ragione di rimproverarci: le parole non servono quando si assiste a simili spettacoli. 

Non credo che esistano al mondo dei luoghi più belli di questa parte delle coste della Calabria. 

Luoghi narranti narrati e citati: Palmi - Bagnara (Calabra) - Scilla - Stretto di Messina - Catania - Siracusa - Isole Eolie

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Campo San Giovanni, 12 giugno

Abbiamo trascorso la giornata di ieri nella speranza di vedere pescare il pesce spada. 

Ma lo scirocco ha guastato il tempo, agitato il mare ed impedita la pesca. 

Il piacere di contemplare con comodo il celebre scoglio di Scilla mi ha compensato abbastanza della perdita del pesce spada che, quantunque grande e bello, per me non avrà mai il fascino del mostro di Omero. 

È all'immaginazione di popoli e all'ignoranza dei marinai che è dovuta alla fama di queste rocce così ridotte!

Luoghi narranti narrati e citati: Scilla - Campo San Giovanni (Campora San Giovanni?) - Villa San Giovanni - Messina

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Reggio Calabria, 14 giugno

Alle nove di sera 

Reggio ha deluso le mie aspettative! 

Avevo un'idea diversa di una città bagnata dal mare dell'Africa è situata ad una delle estremità del mondo civile! 

I suoi dintorni più che ricchi sono belli: un orto ben coltivato e, malgrado i fichi, gli aranci, i numerosi ruscelli, i palmizi posti qua e là sulle colline, malgrado i melograni in fiore, le aloe, le siepi, le palme di Cristo che crescono ai bordi delle strade, e che assomigliano a fiaccole poste lungo una galleria, l'aspetto di questa città non ha niente di molto sorprendente.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Etna - Taormina

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Reggio Calabria, 15 giugno

Dicono che bisogna distrarsi, e comincio a credere che abbiano ragione.

Mi sembra di essere venuto a Reggio per fare il mio ingresso in società. 

Mi adatto a stare in compagnia di persone noiose e non mi trovo a disagio in un salotto purché non sia obbligato a conversare.

In nessun altro luogo lo spirito si riposa totalmente, poiché in un salotto non ci si può occupare nemmeno dei propri pensieri: non si pensa a niente, non si sente nulla. 

E ancora meglio che dormire, perché dormendo talvolta si sogna.

In società le sciocchezze si sostituiscono ai sentimenti e questo scambio assicura la pace a coloro che la frequentano: i convenevoli, le prese in giro, le dispute stupide, le chiacchiere - che poi non si ascoltano - fanno trascorrere il tempo e si è felici come una sedia o come un ciocco! 

Dopotutto, riconosco che la vita mondana è il migliore e unico rimedio contro gli sbalzi d'umore e contro l'immaginazione.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Catanzaro

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Reggio Calabria, 18 giugno

La solitudine mi pesa! 

Sono triste, scoraggiato, non ho chiaro alcun pensiero, né ho un vero desiderio. Sento una vaga inquietudine che assomiglia al rimpianto, il quale, però, indica ciò che si desidera. 

Io, invece, ignoro i miei desideri e la mia più grande fatica sarebbe quella di dover scoprire i voti segreti di questo mio cuore irragionevole. 

Il mio male è questo paese che non conosco e dove non non ci si separa da ciò che si ama ... 

Come sogno di poter amare! 

Potrò dirlo? Io vorrei avervi amata abbastanza per non avervi lasciato! 

Questo perché non voglio nascondervi niente. 

Ecco perché consento di mettere a nudo le forze più segrete del mio essere. 

Si può dire tutto solo al cuore che vi ama ... O al genere umano! 

La tenerezza esclusiva e l'umanità comprendono tutto!

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria)

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La Calabria del 1812 è una terra sospesa tra crudeltà e miseria, ira incanto e paura, dove gli uomini rifiutano le “illusorie consolazioni del progresso”, felici di riconoscere e di vivere solo la natura. 

Astolphe marchese de Custine traccia nelle sue lettere un affresco della regione, filtrato dalla sua formazione romantica, e dipinge il “vero”. 

E il vero, nella Calabria di quel tempo, erano le incredibili difficoltà del viaggio, la mancanza dei muli, l’assenza di strade carrozzabili. 

Una terra che vomitava “sulla sua superficie una legione di demoni”, esposta ad ogni sopruso e ad ogni dominazione, dove l’uomo viveva nell’anarchia, senza nessun rispetto per le più elementari regole della convivenza civile, con la sua selvatichezza rimasta immutata nei secoli, e che tuttavia assume per de Custine un’aura magica e languidamente malinconica, suggestionata forse dal suo disagio esistenziale, quel male di vivere che lo aveva segnato fin dall’infanzia “…l’aspetto di tutta la zona è selvaggio e triste. In queste campagne ricche di storia si vede un genere di desolazione e di sterilità che non appartiene ad esse. Contemplando l’opera del tempo si può notare anche quella dell’uomo. Col tempo la terra è diventata sterile sotto i passi dei soldati ed è inutile che il contadino pianti le sementi in solchi saturi di sangue”.

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Lagonegro, 20 maggio 1812

Eccoci all'ingresso della Calabria! 

La notte scorsa abbiamo dormito alla Certosa di Padula, in casa di un commissario di guerra. 

Il nostro viaggio attraverso il Cilento si è concluso felicemente. 

Siamo così riposati che a vederci si crederebbe che stiamo lasciando Napoli. 

La mia rassegnazione di viaggiatore è spesso messa alla prova in un paese dove ci si imbatte in ogni genere di ostacoli in grado di fermare anche i curiosi. 

Il guado dei fiumi è un'impresa notevolmente difficile. 

La scelta degli alloggi sta per diventare un altro problema a causa del caldo che si avvicina e che aiuta a diffondersi della malaria; le strade sono spesso pericolose ed è difficilissimo trovare dei muli, o anche degli asini e, come se non bastasse, mancano le guide.

Luoghi narranti narrati e citati: Lagonegro - Certosa di Padula - Bonabitacolo (Buonabitacolo) - Napoli

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Castelluccio, 21 maggio

Oggi abbiamo attraversato rapidamente, perché viaggiavamo in carrozza, una parte triste e poco interessante del paese. 

Le montagne che abbiamo superato sono sterili ed isolate. 

Le loro cime grigiastre, striate di bianco o di nero, secondo i differenti strati di terra trascinati dalle acque, assomigliano al dorso di una bestia mostruosa; questa è screpolature, interamente spelacchiate, sembrano rivestite di pelle d'elefante. Presso Lagonegro, città ancora circondata di neve, malgrado il caldo e il bel tempo, ci sono vette molto alte. 

Ciò che più mi ha colpito è una vallata che noi abbiamo attraversato tra Lauria e Castelluccio.

Luoghi narranti narrati e citati: Lagonegro - Lauria - Castelluccio

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Castrovillari, 23 maggio

Sono preoccupato per voi. 

La vostra lettera piena di tristezza mi procura dei rimorsi. 

È così naturale credersi l'angelo custode delle persone a cui si vuole bene che i loro dispiaceri ci turbano come le nostre colpe. 

Ho l'impressione che se fossi rimasto vicino a voi non avreste provato tutto ciò che le vostre lettere mi fanno indovinare senza esprimerlo. 

Oggi siamo stati invitati ad un pranzo fatto preparare per l'intendente di Cosenza di passaggio per Castrovillari. 

Alzandosi dalla tavola, il padrone di casa disse all'intendente che tra i commensali c'era un famoso improvvisatore, Il barone Mollo. 

L'intendente chiese una chitarra e pregò il barone ed improvvisare delle strofe sull'arrivo dell'imperatore sulle rive della Vistola.

Luoghi narranti narrati e citati: Castrovillari

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Cassano, 24 maggio

Torniamo da un pranzo il cui racconto può servire per un giudizio e per un confronto con la scena che vi ho parlato a proposito del pranzo di ieri, anche se questa è forse un po' più bella. 

Eravamo venti persone a tavola. 

Si festeggiava l'esattore delle imposte e c'era gente di ogni sorta: Il cavaliere di Cassano, il fratello del duca, il cavaliere M, cittadini, militari, donne, bambini, Catel, io ... 

Mangiavamo tutti alla stessa tavola e parlavamo tutti contemporaneamente.

Luoghi narranti narrati e citati: Cassano (all’Ionio)

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Lungro, 25 maggio

Abbiamo lasciato Cassano coi suoi pranzi e le sue feste: non ne potevo più.

Ieri abbiamo ballato fino alle due del mattino e in maniera così noiosa che ora mi sento come liberato da un incubo. Il piacere del ballo non è sentito dagli italiani. 

Il tempo è magnifico, l'aria fresca e dolce; un sole splendente colora il mare con le tinte più vivaci e fa brillare il verde delle coste, le cui piante, dalle foglie folte e levigate, sembrano verniciate tanto sono luminose. 

La posizione di Lungro è affascinante.

Luoghi narranti narrati e citati: Lungro - San Demetrio (Corone) - Sibari

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Cosenza, 27 maggio

Da ieri ci troviamo a Cosenza. 

Questa città ha di italiano solo la sporcizia!

Arrivandoci, mi è sembrato di entrare in qualche vecchia città della Normandia, e se non avessi visto maiali e arance in quantità mi sarei creduto a Saint Lò anziché nella capitale della Calabria. 

Gli uomini qui sono più originali delle cose! 

Ci sono Crispini e Scapini che sembrano appena usciti dal teatro per continuare i loro lazzi nella strada. 

Hanno la figura, il costume, lo spirito di questi personaggi della commedia e io mi sono divertito molto a spiare le loro svagate furberie.

Luoghi narranti narrati e citati: Cosenza - Lungro

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Cosenza, 28 maggio

Oggi mi sento meglio e mi affretto a dirvelo per paura che le mie lamentele di ieri vi abbiano impensierito. 

Credo di aver avuto un po' di febbre; il mio corpo è incostante come il mio spirito e le mie malattie non durano più della mia malinconia. 

Poco fa ho assistito alla processione del Corpus Domini.

Luoghi narranti narrati e citati: Cosenza

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Paola, 29 maggio

Sul finire del giorno entrammo in Paola città resa famosa dal Santo di cui vi ho appena parlato. 

Eravamo partiti da Cosenza verso le cinque del mattino. 

Paola è edificata sul pendio di una montagna, a mezza lega dal mare. 

Vi si arriva per una strada costruita su delle magnifiche arcate. 

All'ingresso della città, sopra una elegante porta, si erge la statua di San Francesco poggiata su quattro colonne di singolare effetto. 

Degli imponenti edifici, tutti costruiti con un fine religioso - conventi, cappelle, oratori, stazioni della Via Crucis, croci, statue di santi - coronano le alture sulle quali la città è costruita.

Luoghi narranti narrati e citati: Etna - Reggio (Calabria) - Stretto di Messina - Isola di Vulcano - Lipari - Paola

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Monteleone, 3 giugno

Ieri sera, al nostro arrivo qui, non ho trovato le vostre lettere e penso con terrore alle altre sciocchezze che mi toccherà sentire e dire prima di rivedervi. 

Le conversazioni quotidiane con i nostri ospiti mi seccano e mi rimbecilliscono. 

Due volte al giorno facciamo la conoscenza di intendenti, sindaci, comandanti di piazza, gli uni più potenti e più noiosi degli altri.

Tutte queste persone hanno un protocollo per ricevere gli stranieri: tutti ci dicono le stesse cose e a tutti diamo le stesse risposte.

Luoghi narranti narrati e citati: Monteleone (odierna Vibo Valentia) - Napoli - Reggio (Calabria) - Catanzaro - Amantea

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Monteleone, 4 giugno

Durante questo viaggio faticoso e interessante, se mi accade di scoprire qualche nuova pianta, nuova almeno per me, qualche montagna famosa, qualche luogo più sorprendente di altri, mi sento ebro di gioia. 

Poi subentra la tristezza, l’appagamento e cado in un torpore assai dolce.

E poi ricomincio. 

Questa sera le fredde nebbie, che da tre giorni mi nascondevano il sole, si sono improvvisamente dissolte e mi hanno permesso di scoprire il mare e il vulcano di Stromboli, sempre fumante, e che somiglia ad un obbedisco in mezzo ad una pianura.

Luoghi narranti narrati e citati: Vulcano di Stromboli - Etna - Golfo di Sant’Eufemia - Paola - Amantea - Isola di Capri - Monteleone (odierna Vibo Valentia)

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Monteleone, 5 giugno

Un ricco proprietario di Daffinà, un villaggio vicino a Monteleone, fu ucciso l'anno scorso dal capo di una banda di briganti che razziava le campagne. 

Poco tempo dopo quest’omicidio si catturò il loro capo e si doveva impiccarlo a Monteleone. 

Due vecchie sorelle del povero defunto, apprendendo che si stava per giustiziare l'assassino del loro fratello, si fecero portare a Monteleone per gioire dello spettacolo dell'esecuzione. 

Dopo aver goduto pienamente di questa triste vendetta, non ancora soddisfatte, vollero ad ogni costo asportare la testa dell'impiccato. 

Dapprima gliela si rifiutò; ma, pregando e corrompendo, ottennero il permesso di mozzare quella testa e di portarsela tutta sanguinante a Daffinà. 

Tornate al loro villaggio con l'orribile trofeo, lo fecero rinchiudere in una gabbia di ferro e fissare sulla balaustra del balcone principale della loro casa.

Luoghi narranti narrati e citati: Daffinà - Monteleone (odierna Vibo Valentia) - Reggio (Calabria) - Napoli

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Mileto, 6 giugno

Sono circondato da rovine cadute su altre rovine. 

L'antica Mileto è sepolta sotto le macerie di un nuovo villaggio dallo stesso nome. Qui si apprende come si formano i deserti: templi e palazzi sono scomparsi senza lasciare dietro di loro una sola pietra per poter dire: e là che déi e re furono onorati. 

Ventinove anni fa il famoso terremoto distrusse Mileto e oggi non si vede più traccia di abitazioni! 

Il nuovo villaggio è stato riedificato nella pianura, a mezza lega dal vecchio, dove non è rimasto che un pezzo di muro vicino a una tomba. 

Questa tomba è quella di Ruggero, di avventurosa memoria, eroe normanno, figlio di Tancredi e primo re delle Due Sicilie.

Luoghi narranti narrati e citati: Mileto - Aspromonte - Etna - Stretto di Messina

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Nicotera, 8 giugno

Alle cinque del pomeriggio, in aperta campagna, sotto un albero.

Alle tre e trenta di ieri siamo giunti nella piccola e graziosa città di Tropea. 

Questo paese mi rapisce: realizza tutto ciò che avevo immaginato a proposito dei luoghi e del cielo del Mezzogiorno. 

Ho visto intere montagne ricoperte di aloe ed enormi fichi d'India, i cui cladodi spinosi, attaccati bizzarramente uno all'altro, formano lungo le strade come delle muraglie irte di formidabili dardi.

Luoghi narranti narrati e citati: Nicotera - Reggio (Calabria) - Tropea - Rodi (Grecia) - San Giovanni d’Acri (Israele) - Piana di Gioia (Tauro) - Sicilia - Messina - Isole Eolie - Etna - Palmi - Seminara - Parghelia

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Nicotera, 8 giugno, alle dieci di sera

Lo stesso giorno, alle dieci di sera 

Ho visto Parghelia. 

Parghelia è un luogo unico in Calabria per la pulizia delle strade, delle case e degli abitanti.

Luoghi narranti narrati e citati: Nicotera - Parghelia - Monteleone (oggi Vibo Valentia) - Palinuro - Tropea - Isole Eolie - Stromboli

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Palmi, 9 giugno

Alle nove di sera 

Mi ripeto ogni giorno che farei meglio rinunciare a scrivere: ho molta immaginazione per descrivere ciò che vedo, ma da sola non è sufficiente: mi manca il tempo e la forza per descrivere tutto, il gusto della scelta. 

Il genio sarebbe il migliore sostegno del gusto.

Ma il gusto è sempre incerto e un genio viene meno ad ogni esitazione. 

Ciò che ho visto ieri è niente in confronto a quello che ho avuto sotto gli occhi durante la passeggiata che ho appena fatto nei dintorni di Palmi. 

Sfido la vostra immaginazione a tentare di raffigurarvi questi luoghi: Napoli e le sue meraviglie sono tristi in confronto a Palmi! 

Non c'è affanno, inquietudine, malinconia, malattia dell'anima che possa resistere alla vista di questo Elisio, di questo paradiso terrestre.

Luoghi narranti narrati e citati: Palmi - Napoli - Etna - Sicilia - Messina - Faro di Messina - Isole Lipari - Seminara - Frascati - Reggio (Calabria) - Monteleone (oggi Vibo Valentia)

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Tra Bagnara e Scilla, 10 giugno

Sotto un pino alle sei del pomeriggio 

Sento che sto per impazzire: non dormo più, non mangio più, non penso più.

Io contemplo e vado in estasi! Il signor Catel è come me. 

Questo paese gli fa girare la testa: si ferma ad ogni passo vorrebbe disegnare tutto, portare via ogni cosa.

E vorrebbe anche dormire, abitare, vivere all'aria aperta. 

Solo il signor M. resta freddo e si burla di noi. 

Dice che ripetiamo sempre le stesse cose. 

Ha ragione di rimproverarci: le parole non servono quando si assiste a simili spettacoli. 

Non credo che esistano al mondo dei luoghi più belli di questa parte delle coste della Calabria. 

Luoghi narranti narrati e citati: Palmi - Bagnara (Calabra) - Scilla - Stretto di Messina - Catania - Siracusa - Isole Eolie

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Campo San Giovanni, 12 giugno

Abbiamo trascorso la giornata di ieri nella speranza di vedere pescare il pesce spada. 

Ma lo scirocco ha guastato il tempo, agitato il mare ed impedita la pesca. 

Il piacere di contemplare con comodo il celebre scoglio di Scilla mi ha compensato abbastanza della perdita del pesce spada che, quantunque grande e bello, per me non avrà mai il fascino del mostro di Omero. 

È all'immaginazione di popoli e all'ignoranza dei marinai che è dovuta alla fama di queste rocce così ridotte!

Luoghi narranti narrati e citati: Scilla - Campo San Giovanni (Campora San Giovanni?) - Villa San Giovanni - Messina

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Reggio Calabria, 14 giugno

Alle nove di sera 

Reggio ha deluso le mie aspettative! 

Avevo un'idea diversa di una città bagnata dal mare dell'Africa è situata ad una delle estremità del mondo civile! 

I suoi dintorni più che ricchi sono belli: un orto ben coltivato e, malgrado i fichi, gli aranci, i numerosi ruscelli, i palmizi posti qua e là sulle colline, malgrado i melograni in fiore, le aloe, le siepi, le palme di Cristo che crescono ai bordi delle strade, e che assomigliano a fiaccole poste lungo una galleria, l'aspetto di questa città non ha niente di molto sorprendente.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Etna - Taormina

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Reggio Calabria, 15 giugno

Dicono che bisogna distrarsi, e comincio a credere che abbiano ragione.

Mi sembra di essere venuto a Reggio per fare il mio ingresso in società. 

Mi adatto a stare in compagnia di persone noiose e non mi trovo a disagio in un salotto purché non sia obbligato a conversare.

In nessun altro luogo lo spirito si riposa totalmente, poiché in un salotto non ci si può occupare nemmeno dei propri pensieri: non si pensa a niente, non si sente nulla. 

E ancora meglio che dormire, perché dormendo talvolta si sogna.

In società le sciocchezze si sostituiscono ai sentimenti e questo scambio assicura la pace a coloro che la frequentano: i convenevoli, le prese in giro, le dispute stupide, le chiacchiere - che poi non si ascoltano - fanno trascorrere il tempo e si è felici come una sedia o come un ciocco! 

Dopotutto, riconosco che la vita mondana è il migliore e unico rimedio contro gli sbalzi d'umore e contro l'immaginazione.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Catanzaro

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Reggio Calabria, 19 giugno

Domani finalmente lasceremo Reggio! Ne sono felicissimo.

Per un'anima così agitata come la mia è un tormento rimanere qui!

Abbiamo frequentato abbastanza la società di Reggio ed essa, come ogni altra cosa, ha deluso le mie aspettative. 

Mi abituo alle mie delusioni, che sono uno degli attributi dell'entusiasmo. 

Bisogna sopportare i difetti incorreggibili del proprio spirito come quelli dei propri amici. 

Nelle mie illusioni attribuivo agli abitanti di questo paese dalle maniere rozze, grossolane e una sorta di fierezza selvaggia: invece, non ho visto che uomini semicolti che vivono in una falsa agiatezza, in un lusso meschino. 

Non hanno il coraggio di essere ricchi, ne hanno solo la pretesa! 

Le aspirazioni comuni sono un difetto raro fra i calabresi delle zone interne. 

Le loro ambizioni si limitano a portare il fucile in spalla andando a passeggio. 

Ma nei pressi di Reggio si trova un popolo emancipato dal commercio, che ha cambiato, cioè, le sue virtù peculiari con i vizi di tutto il mondo.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Paola - Amantea - Cilento - Cosenza

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Reggio Calabria, 19 giugno, alle undici di sera

Sono dispiaciuto! 

Il signor M. mi ha appena detto che ha deciso di partire solo lunedì, perché l'intendente della provincia, che abbiamo atteso inutilmente fino ad oggi, arriverà solo domenica. 

Noi non abbiamo bisogno di lui, perché il generale ci ha fornito tutte le lettere necessarie. 

Ma il signor M. ha la mania di credersi importante e ritiene che sarebbe ridicolo per lui partire alla vigilia dell'arrivo dell'intendente. 

Considerate che qui tutti ci sopportano appena, che non ci si invita a pranzo e che siamo costretti a mangiare alla taverna perché il signor M. vuole, per educazione, conversare dopo il pranzo, cosa che i calabresi detestano enormemente: preferisco dormire invece che chiacchierare, soprattutto a quell'ora.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria)

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Reggio Calabria, 21 giugno

Non mi rispondete mai. La nostra corrispondenza è zoppa, come dice la signora di Sévigné.

Un vero amico, però, non è mai da disprezzare, fosse anche in capo al mondo, fosse a Reggio! 

Quando, penetrando nel suo cuore si trova l'amicizia, ci si sente rinascere. Credevate che saremmo partiti lunedì, come avevo scritto a mia madre. 

Non è affatto vero. 

Il signor M. ha un debole irresistibile per gli intendenti ed è rimasto imbrigliato con quello di Monteleone, il quale vuole offrirli un pranzo sontuoso.

Sono proprio deciso a partire da solo se qualche altro invito lo tratterà oltre martedì.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Monteleone (oggi Vibo Valentia)

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Reggio Calabria, 21 giugno, a mezzanotte

È molto tardi per iniziare un racconto; ma non andrò a letto senza averli narrato quel che ho appena visto. 

Stasera sono uscito, alle nove, per respirare l'aria fresca e dolce della notte. Camminavo lentamente nel letto di un torrente asciutto, e che durante l'estate serve per la passeggiata degli abitanti di Reggio. 

La luna diffondeva una viva luce che delineava chiaramente i contorni delle palme egiziane ed edifici mezzo moreschi che circondano la città. 

Niente può eguagliare l'eleganza orientale di questi quadri notturni assai simili a dei disegni a china su carta colorata. 

Solo il cinguettio degli uccelli turbava il silenzio di questa notte maestosa e di maiocchi erano quasi costretti a posarsi sulla stella di Venere, il più brillante dei globi di fuoco sospesi nel cielo! 

Ero seduto sotto un gelso.

Improvvisamente, udii in lontananza gli accordi di una chitarra. 

Tesi l'orecchio e avanzai verso il luogo da dove proveniva il suono, avendo cura di procedere sempre all'ombra degli alberi per paura che la vista di uno straniero facesse tacere il trovatore calabrese. 

Finalmente, lo scorsi sotto una terrazza, sulla quale c'era un gruppo di fanciulle avvolte in lunghi veli bianchi sedute accanto ad un gran fuoco di paglia. 

Uno dei divertimenti della gioventù calabrese, anche durante l'estate più tardi, è quello di accendere dei fuochi in certi giorni di festa e di danzarvi intorno.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria)

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Palmi, martedì 23 giugno

Finalmente abbiamo lasciato Reggio!

Benché ci fossimo alzati alle quattro del mattino, non abbiamo potuto partire che alle otto. 

L'intendente, il sotto-intendente, il sindaco ed il comandante della piazza hanno esercitato tutta la loro autorità per quattro ore per procurarci quattro selle.

Questo, in una città come Reggio, che si può definire la Parigi della Calabria! Interessare tutte le autorità di una provincia per ottenere delle selle! 

Basta questo per comprendere le difficoltà di un simile viaggio! 

Io sono abituato a qualsiasi tipo di difficoltà e sfido i calabresi più testardi a farmi perdere la pazienza. 

Ma la vivacità è l'attivismo sono delle qualità superflue in questo paese e anche pericolose, perché finiscono con lo scontrarsi con i pregiudizi di questo popolo. Nessuno qui impiega il proprio tempo. 

Esso non ha alcun valore e nessuno si rammarica di perderlo o di farlo perdere agli altri!

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Palmi - Cannitello - Scilla - Bagnara (Calabra) - Nicotera - Capo Vaticano - Casalnuovo (di Africo) - Gerace - Passo del Mercante

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Stilo, 27 giugno

Sono quattro giorni che non tocco penna.

Ero troppo attonito è troppo triste per scrivere. 

Gli uomini, i luoghi, tutto ciò che ho visto mi è parso nuovo, singolare, diverso dal mondo dove ho vissuto fino a oggi.

E, devo dirlo? Un terrore segreto mi assale quando penso a voi! 

Ora la sensazione di essere su un altro pianeta, che non vi rivedrò più. 

Quello che provo è nostalgia; non sto bene se non quando cammino, perché ogni passo mi avvicina a voi. 

Ma non appena bisogna mangiare, dormire, attendere, il mio cuore si chiude e la mia ragione si smarrisce! 

Ah, riguardatevi per me. Senza di voi il mondo sarebbe vuoto. 

L'estate avanza e la malaria ci assedia! 

Tutte le sere, come gli uccelli che guadagnano il proprio nido, cerchiamo un rifugio in cima alle rocce, in qualcuno di quei ripari che chiamano città e che i popoli della pianura hanno costruito ad altezze prodigiose per difendersi dalle incursioni dei barbari. 

Queste fortezze, che si innalzano come delle isole al di sopra dei flutti della malaria, oggi proteggono gli uomini non dai Saraceni, ma dalla peste: questo flagello dei paesi caldi è un diluvio invisibile che costringe le popolazioni a rifugiarsi sulle alture.

Luoghi narranti narrati e citati: Stilo - Cattolica di Stilo (chiesetta bizantina citata erroneamente come chiesetta saracena) - Palmi - Casalnuovo (di Africo) - Gerace - Piana di Gioia (Tauro) - Seminara - Passo del Mercante - Stretto di Messina - Bagnara (Calabra) - Reggio (Calabria) - Capo Zefiro (o Capo Bruzzano) - Locri - Roccella (Jonica) - Tropea - Catanzaro

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Castrovillari, 4 luglio

Alle due pomeridiane 

Se la mia mano tremante, i miei occhi stanchi e la mia testa vuota mi consentiranno di scrivere, vi racconterò cosa mi ha ridotto nello stato in cui mi trovo. 

Non avevo mai sentito nulla di simile al caldo infernale che fa nella Vallata che conduce da Cosenza a Castrovillari!

Luoghi narranti narrati e citati: Cosenza - Castrovillari

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Castrovillari, 5 luglio

Alle nove del mattino 

Il sonno mi ha restituito un po' di forze e di coraggio e voglio raccontarvi le mie sciagure! 

Il 2 luglio ho lasciato il signor M. a Catanzaro per recarmi a Cosenza, attraverso la foresta della Sila, così famosa già nell'antichità. 

Essa occupa una grande distesa di montagne e i suoi castagneti ombreggiano prati, ruscelli e circondano dei villaggi così freschi che è difficile credere che questi luoghi tanto simili agli altipiani della Svizzera si trovino alla stessa latitudine della Sicilia. 

La foresta oggi serve da rifugio agli ammalati ricchi di Cosenza e dai poveri briganti di tutta la Calabria: è un ospedale e un coro. 

L’ho attraversata senza incidenti, affascinato dalla purezza dell'aria e dalla bellezza della vegetazione.

Luoghi narranti narrati e citati: Catanzaro - Cosenza - Montalto (Uffugo) - Rogliano - Spezzano (Albanese) - Tarsia - Castrovillari - Sibari - Napoli - Lagonegro

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L’AUTORE

Astolphe de Custine, marchese, letterato francese, nato a Niederwiller il 18 maggio 1790, morto a Pau il 29 settembre 1847. 

Caduti sotto la ghigliottina il padre Renaud-Philippe e il nonno Adam-Philippe, vittime della Rivoluzione, fu educato dalla madre, per lo più, in provincia; e trascorse poi gran parte della vita in viaggio per l'Europa, soggiornando a lungo anche in Italia, dove soprattutto s'interessò agli aspetti e alle condizioni della Calabria.

Dotato di uno spirito di osservazione non comune, meglio che nei romanzi, trovò nei libri di viaggio e nelle lettere la forma adatta al suo temperamento di scrittore. 

I Mémoires et Voyages ou lettres écrites à diverses epoques des courses en Suisse, en Calabre, en Angleterre et en Écosse (voll. 2, 1830) riferiscono i viaggi della sua giovinezza. 

Il soggiorno in Spagna gli offrì la materia per l'Espagne sous Ferdinand VII (1838).

Ma gli scritti suoi più importanti furono quelli sulla Russia. 

Poco si conosceva sulla Russia, fino alla metà dell'Ottocento, nel mondo occidentale; e quando uscì la sua Russie en 1839 (voll. 4, 1843), con pittoresche descrizioni dell'ambiente e piccanti rivelazioni sulla vita della corte, ne sorsero grandi discussioni; in Russia l'opera sollevò numerose proteste; ma come documento per la storia del costume del tempo il suo interesse resta notevole, e la letteratura posteriore vi ha attinto largamente.

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