Uomini e cose prendono vita e si dotano di senso in questo viaggio in Calabria di Alberto Savinio solo nel flusso di uno sguardo iperrealista e visionario a un tempo, quello di un viaggiatore atipico, il cui percorso non ama la superficie delle cose, ma ne dice come per caso parti nascoste, mescolando uomini, animali e piante, umano e non umano, allo scopo non di rappresentare in forme e di esprimere l'incosciente, ma di dare forma all'informe coscienza all'incosciente.
Il che era precetto fondamentale del personalissimo surrealismo di Savinio, ammesso che di surrealismo si possa parlare.
E questa scelta, in ultima analisi, non rimuove affatto la realtà umana e sociale, nonché politica, del tempo, poiché - come asseriva lo stesso Savinio - “si tratta per mezzo di altre cose e di cose diverse, di far conoscere la cosa medesima meglio che si può, illuminarla con una con la luce più intensa, penetrarla più profondamente”. Seguendo questa via, lo scrittore ha rivendicato alla sua opera addirittura una sorta di supercivismo, una volontà formativa e perché non dirlo?, una specie di apostolico fine, poiché la scrittura per il Nostro non è gratuita né fine a se stessa, ma a suo modo è una poesia civica, per quanto operante in un civismo più alto e più vasto.
E il genere del viaggio sembra che si addica la perfezione a questo simbolismo visionario e ironico, dal libro d'esordio di Savinio “Hermaphrodito”, fino alle pagine godibilissime di questo “giornale di bordo” calabrese. [Dalla prefazione di Vittorio Cappelli]
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Viaggio ministeriale
12 marzo in treno: viaggerò con un ministro.
Non sapevo due ore fa che sarei partito per la Calabria.
La Calabria Io tra l'altro non la conosco.
Un viaggio in Calabria potrebbe dunque essere attraente per me.
Ma la mia vita è ormai di là degli interessi turistici.
I viaggi formano la gioventù.
Ma in me, in questo senso, non c'è più niente da formare.
Non sapevo due ore fa ... La vita è fatta di fili.
Corrono i fili della nostra vita e noi appresso.
D'un tratto un filo si avvolge intorno a sé stesso e fa nodo. Peggio quando il filo si spezza. Così è capitato a me l'altro ieri.
Ma due ore fa, inaspettatamente, il nodo si è sciolto.
Col telefono stesso - filo anche qui - che mi aveva annunciato lo scioglimento del nodo, dico a Fausto: «Vengo».
Ascolta "Viaggio ministeriale da «Partita rimandata. Diario calabrese» di Alberto Savinio" su Spreaker.
Il ferry-boat è una nave femmina
Arriviamo a Reggio alle 11. Il giorno è tralucente.
Alcune ore più avanti, mentre ancora era notte, attraverso la finestra del “saloncino” ministeriale nel quale io viaggio, avevo veduto brillare un fuoco in mezzo alle tenebre.
Non determinai a tutta prima la vera natura di quel fuoco solitario, laggiù, sull'invisibile mare.
Poi, per induzione geografica capii che era lo Stromboli.
Allora qualcosa di profondo avvenne in me.
Ci fermammo a Villa San Giovanni.
Da Villa San Giovanni partono i ferry-boat che attraversano lo Stretto, e io, sapendolo, cercai di infilare lo sguardo tra la tendina abbassata e la cornice del finestrino ... Il mio sforzo ebbe ricompensa.
Davanti all'approdo, un’enorme nave bianca come una vitella del Sole, stava mangiando.
Sul sesso della nave non erano consentiti dubbi: nave inconfondibilmente femmina. Spettacolo ripugnante.
Attraverso la poppa spalancata a guisa di bocca mostruosa, la nave bianca si stava trangugiando lentamente un bruco colossale - un lungo convoglio di carri ferroviari.
Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Stromboli - Castello di Scilla - Villa San Giovanni (Porto) - Messina - Scilla - Chiesa dell’Immacolata
Ascolta "Il ferry-boat è una nave femmina da «Partita rimandata. Diario calabrese» di Alberto Savinio" su Spreaker.
3 - La faccia vera di Garibaldi e due palme nude
4 - Le donne viti
5 - Dove le donne sono di più ma non si vedono che uomini
6 - Il montone
7 - Un nuovo mappamondo
8 - La Ricciutella
9 - Campanella chi è?
10 - Partita rimandata
L’AUTORE
Alberto Savinio, pseudonimo di Andrea Francesco Alberto de Chirico (Atene, 25 agosto 1891 – Roma, 5 maggio 1952), è stato uno scrittore, pittore, drammaturgo e compositore italiano.
Nato in Grecia, terzo figlio dell'ingegnere ferroviario Evaristo de Chirico e Gemma Cervetto, fratello del pittore Giorgio e di Adele, studiò pianoforte e composizione al conservatorio della sua città natale, dove si diplomò a pieni voti nel 1903.
La sua arte si caratterizza per alcune tendenze particolari: il gusto del fantastico, dell'ignoto e della compenetrazione uomo-animale; lo smascheramento degli autoinganni e delle certezze borghesi; la tendenza alla parodia (specie di soggetti mitologici), all'ironia e al citazionismo.
Queste ultime componenti lo differenziano in maniera decisiva dalle tonalità più radicali dell'avanguardia di primo Novecento.
Si oppose per esempio al credo futurista della distruzione dei musei, o alla moda surrealista della scrittura automatica.
Importante nella sua cultura fu il riferimento alla grecità classica, e per questo viene spesso definito "surrealista mediterraneo".
Da un punto di vista letterario praticò soprattutto forme brevi o miste e comunque sperimentali, trascurando il romanzo.
“Hermaphrodito”, il suo libro d'esordio, alterna prosa e poesia, italiano e francese, stile aulico e disfemismi, mescolando generi e toni assai diversi fra loro (lirico, visionario, drammatico, narrativo, oratorio).
I pochi romanzi della sua produzione (La casa ispirata, Tragedia dell'infanzia e Angelica o la notte di Maggio) hanno anch'essi una struttura molto particolare, con una trama poco rigorosa e forti effetti di tipo ironico o surreale.
Predilesse anche la biografia (Narrate, uomini, la vostra storia, il libro che gli procurò maggior successo editoriale, conteneva scritti dedicati alla vita di Nostradamus, Eleutherios Venizelos, Felice Cavallotti, Paracelso, Arnold Böcklin, Jules Verne, Vincenzo Gemito, Carlo Collodi, Antonio Stradivari, Guillaume Apollinaire, Giuseppe Verdi, Lorenzo Mabili, Cayetano Bienvenida, Isadora Duncan) e il reportage di viaggio (Dico a te, Clio, dedicato all'Etruria e agli Abruzzi, e Ascolto il tuo cuore, città, dedicato a Milano e al Veneto).
Sul piano politico, esordì manifestando idee fortemente antisocialiste e belliciste durante la prima guerra mondiale.
Fra le sue pagine torna spesso la critica alla democrazia e all'egualitarismo, colpevoli a suo dire di aver ingrigito e banalizzato l'arte.
Durante il fascismo, dopo una prima fase di vicinanza al regime (collaborerà alla rivista “Lavoro fascista” negli anni Trenta, dedicando fra l'altro alcuni reportage alle recenti bonifiche nell'Agro Pontino), se ne allontanò a partire dal 1939.
Dopo l'8 settembre rese sempre più esplicite le sue idee liberali ed europeiste, sostenendo fra l'altro la Repubblica al referendum istituzionale del 1946.
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