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Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800

Alla fine del 1700 lasciare Napoli per addentrarsi in qualsiasi angolo del Reame, specialmente a Sud, era come “sfidare il tempo“, sfidare cioè secoli di arretratezza che l'avevano quasi del tutto fossilizzato. 

Napoli, ultimo avamposto d'Europa, “stretto tra l'acqua santa e l'acqua salata” (cioè tra lo Stato Pontificio e il mare), non riusciva neanche a farsi sentire nel Sud, oltre la “frontiera del Sele”, in quella parte del suo territorio, se non desertico come se ospitasse i leoni, per la stessa popolazione selvaggia che l'animava. 

Era una paura che affondava le sue la sua ragion d'essere ben lontano nella notte dei secoli, infatti già Cicerone aveva ammonito in modo lapidario: «Magna Graecia nunc non est».

Posto questo preciso limite, il viandante poteva essere certo di addentrarsi in un mondo tagliato fuori dalle vie consolari, dal quale perfino Roma, che pur sapeva penetrare dovunque, aveva scarse notizie sì e no due volte l'anno.

La presente ricerca concerne gli itinerari e i viaggiatori inglesi avventuratisi, a piedi o con mezzi di fortuna scelti caso per caso, in una Calabria senza strade, senza legge, ma ricca di bellezza, di antichi miti e di un'umanità varia. 

Nel periodo racchiuso tra il terremoto del 1783 ("Il flagello") e la fine del 1800 sono capitati: la Rivoluzione Francese, il dominio di Napoleone, il Risorgimento e l'Unità d'Italia: la Calabria “ferox”, come per miracolo, comincia a prendere parte, a qualcuno di questi fatti vivificatori, dimostrando così la sua esistenza in vita, tanto per incominciare a sperare di poter far parte anch'essa della vicenda dell'uomo nella storia ufficiale.

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Premessa

La Calabria fu teatro nei secoli passati di vicende che, per la logica in uso oggi e senza rigorosa attenzione critica, possono sembrare a volte oscure a volte contraddittorie. 

Intanto non ha mai avuto, né cercato, dignità di unità territoriale! 

Né avrebbe potuto, visto che ogni sua contrada non intenderà mai rinnegare i caratteri peculiari di coloro che si sono avvicendati, man mano nei secoli, nell'abitarla. 

Nonostante tutto ciò, è riuscita egualmente a guadagnarsi sul campo, per la sua gente, la caratterizzazione univoca di «umanità particolare». 

Ci sono molti che le hanno pianto addosso; altri ne hanno esaltato le innegabili bellezze naturali ed enfatizzato la storia più remota; ma quasi tutti sembrano essersene occupati più per accordare la materia alla loro piagnucolosa e ideologia di riferimento, che per appurare l'obiettiva realtà dei fatti.

Ascolta "Prefazione - Viaggiatori inglesi in Calabria nel ‘700 e ‘800" su Spreaker.

2- Henry Swinburne

3 - Brian Hill

4 - Richard Keppel Craven

8 - Arthur John Strutt

9 - Edward Lear

10 - George Gissing

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