Post in evidenza

Viaggiatori tedeschi in Calabria dal Grand Tour al turismo di massa

Regione ai margini dei grandi itinerari del viaggio tardo-cinquecentesco e barocco, la Calabria viene toccata solo occasionalmente da quei viaggiatori che, in rotta verso Malta, approdano sulla sua costa tirrenica per ripararsi dalle burrasche e sfuggire ai pirati barbareschi. 
È col terremoto del 1783 che la Calabria balza all'attenzione richiamando viaggiatori da ogni parte d'Europa. 
Di area tedesca, osservatore spregiudicato degli usi e costumi, dei comportamenti prossemici e delle strutture comunicative del paese visitato, Johann Heinrich Bartels si sforza di comprendere il diverso nella sua specificità ed autonomia. 
Alla fine del Settecento il viaggio in Calabria subisce un arresto. 
L'attenzione che questa regione aveva suscitato in Europa col terremoto del 1783 cede ben presto il posto al disinteresse di sempre. 
Nella prima metà dell'Ottocento si registra solo il viaggio di Justus Tommasini, geografo e matematico di Schwerin, che ci ha lasciato un quadro estremamente realistico della regione. 
Attenti alla realtà socio-politica della regione i viaggiatori tedeschi della seconda metà del secolo (Marie Espérance von Schwartz, Gerard vom Rath, Waldemar Kaden) registrano unanimi il controllo di una speranza: che, cioè, l'Unità d'Italia potesse, in breve tempo, avviare la soluzione dei problemi secolari della regione. Quale, infine, l'immagine della regione in Germania all'epoca del turismo di massa? Il condizionamento della tradizione è ancora molto forte. 
Nuove realtà inquietanti - la 'ndrangheta, i sequestri di persona - parrebbero confermare gli antichi stereotipi.
Il tedesco medio fa ancora fatica a cogliere l'identità storico-culturale della regione. La conoscenza del patrimonio artistico è, ancora sino agli anni Settanta, piuttosto sommaria. 
Oggi, pur presentandosi nelle guide turistiche tedesche l'inventario delle località di interesse turistico notevolmente arricchito nei confronti del passato, l'offerta turistica, non ultimo per il persistere di una stereotipia negativa, stenta ancora a raggiungere il suo destinatario.

ASCOLTA i PODCAST dell’intero libro capitolo per capitolo

Presentazione

Si dice, ma non so quanto ci sia di vero, che in ogni tedesco, tacitamente alberghi un sentimento più o meno palese, cioè un inesprimibile amore per l'Italia, nutrito di suggestioni classiche, unitamente al desiderio di visitarla e conoscerla: si pensi alla goethiana evocazione del «bel suol, ove il cedro fiorisce», in cui è certo presente anche il mito della «solarità mediterranea».

E, mutatis mutandis, lo stesso impulso che, all'epoca del Barocco, muoveva i francesi e gli inglesi colti al «Grand Tour». 

Ma, mentre in quei viaggiatori, a prevalere era spesso la nota mondana, nei tedeschi - si pensi, ancora una volta, al ricordato Goethe - la spinta era, da una parte, legata alle conquiste filologiche della «scienza tedesca», che muoveva i primi passi, dall'altra, obbediente ai richiami estetizzanti alla Winckelmann, permeati, però, di solida cultura ed erudizione.

Ascolta "Presentazione da «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

Introduzione

«Il loro carattere generale è quello dei servi degradati. Sono rozzi, queruli, di malafede, spergiuri, calunniatori. Naturalmente sono indocili, ostinati nelle loro idee, risentiti, rissosi e vendicativi» (Giuseppe Maria Galanti)

«I calabresi sono degli esseri umani come noi» (Johann Heinrich Bartels)

«La parola Calabria dice alla maggioranza cose assai vaghe, paese e gente difficile» scriveva nel 1931 Corrado Alvaro e nello stesso contesto lo scrittore calabrese ricordava come una sua padrona di casa berlinese mettesse insieme, confondendole, la Calabria con le Asturie, e non ci fosse verso di convincerla che le Asturie con la Calabria proprio non avevano nulla da spartire. 

Ora, le associazioni geografiche della simpatica signora berlinese erano sicuramente un tantino bizzarre, e sarebbe certamente ozioso e di nessun costrutto cercare di stargli dietro. 

Non è però ozioso interrogarsi sull'idea che della Calabria si sono fatta i tedeschi nel corso dei secoli.

Quale, allora, l'idea di Calabria in Germania? Quali le sue origini? Quali le sue trasformazioni nel corso del tempo? Quali gli stereotipi più diffusi? 

Una risposta ci può venire dai resoconti di viaggio di quei tedeschi che nel corso dei secoli hanno visitato la regione, ma anche dai lessici enciclopedici, dalle rivelazioni scientifiche che sulla Calabria venivano lette nelle Accademie Scientifiche d'Europa, in epoca più recente dalle stesse guide turistiche. 

Chi si accinga a ricostruire l'immagine della Calabria nella Germania deve, però, affrontare, diversamente che per altre religioni italiane, anche della stessa area meridionale, una serie di difficoltà supplementari, prima fra tutte la penuria di fonti e la non sempre facile reperibilità di quelle individuate.

Ascolta "Introduzione «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

FRA EDEN E BARBARIE: LA CALABRIA FRA CINQUE E SEICENTO

Alle origini di uno stereotipo: Hieronymus Megiser e le sue fonti

«Questa magnifica provincia è fertile oltre misura. Non vi cresce, infatti, solo tutto ciò che serve alle necessità della vita, ma anche tutto ciò che serve al piacere e a superfluo. Tutti i monti le valli sono utili e non improduttivi. Vi cresce in grande abbondanza ogni tipo di frumento, vino e frutta, tutto della miglior qualità. Lo stesso dicasi per l'olio, il formaggio, lo zucchero, il miele, la cera, lo zafferano, il cotone, l'anice, il coriandolo in gran quantità, come pure per la resina, la pece, la trementina e lo storace. Non mancano miniere [...]. C’è moltissima canapa e lino e v’è più seta in questa regione che nel resto d'Italia; cosa meravigliosa, vi piove dal cielo abbondante la manna. Vi si trovano pure bagni termali [...]. Sulle sponde di entrambi i mari, come pure all'interno, vi si trovano i più bei giardini di limoni, cedri ed aranci di ogni tipo. Il paese è ricchissimo di corsi d'acqua, grandi e piccoli, come pure, sulle colline dell'Appennino, di fonti boschi di pini, acidi, larici e querce dove crescono il fungo agarico, candido e profumato, che riluce di notte. Vi si trovano pure pascoli e riserve di caccia [...]. Anche il mare è pescosissimo e in molti punti vi crescono i coralli bianchi e rossi [...]»

Questa descrizione, tratta dal volume “Delitiae Neapolitanae” di Hiromimus Megiser apparso a Lipsia nel 1605, non si riferisce, come a tutta prima potrebbe sembrare, ad un mitico paese dell'età dell'oro, ma la Calabria della fine del ‘500. 

Il Megiser, che nell'inverno del 1588 era bibliotecario della comunità degli studenti tedeschi di Padova, aveva sicuramente una conoscenza diretta dell'Italia centro settentrionale; della Calabria deve però avere avuto una conoscenza indiretta, anche se non è da escludere che, in occasione del viaggio che lo portò in Sicilia e a Malta, possa avere toccato taluni suoi centri costieri. 

In questa sua opera egli ripropone, come si legge già nel lungo, ridondante, barocco titolo dell'opera, notizie e dati desunti in parte da pubblicazioni di storici e geografi italiani, in parte da una conoscenza diretta del paese.

Luoghi narranti narrati e citati: Castel di Paula (Paola) - Castel di Sant’Eufemia (Castello della Valle) - Santa Eufemia - Nicastro - Maida - Laconia (Acconia ?) - Castello di Pizzo (Castello Murat) - Bagnara (Calabra) - Cosenza

Ascolta "Alle origini di uno stereotipo: Hieronymus Megiser e le sue fonti «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Barthold von Gadenstedt

Fra i primi tedeschi che toccano la Calabria e ne lasciano testimonianza scritta, figura Barthold von Gadenstedt che viaggia in Italia tra settembre del 1587 e l'agosto del 1589, con ritorno in Germania nella seconda metà di agosto del 1589. Al momento della partenza ha 27 anni. 

Primo di cinque fratelli il Gadenstedt  aveva ricevuto una solida formazione umanistica. 

Il viaggio in Italia l'avrebbe dovuto completare per meglio prepararlo ad una futura carriera diplomatica o nell'amministrazione dello Stato del senso del colto funzionario di impronta umanistica dell'epoca. 

Luoghi narranti narrati e citati: Università di Padova - Università di Bologna - Università di Siena - San Lucido - Amantea - Guardia Piemontese

Ascolta "Barthold von Gadenstedt «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

August Duca di Wolfenbuttel

Seguendo lo stesso itinerario del Gadenstedt - ma quasi sicuramente indipendentemente da lui -, a distanza di undici anni, viene in Italia il duca August di Wolfenbuttel, il fondatore dell'omonima biblioteca. 

Il viaggio inizia il 6 ottobre del 1598 a Strasburgo e dura quasi due anni. 

Da Monaco, passando per il Brennero, raggiunge Bassano, Padova, Lucca, Roma e il napoletano. 

Da qui prosegue alla volta di Malta. 

Gli appunti di diario sono molto scarni e sommari. 

Il manoscritto, ancora inedito, si trova nella biblioteca di Wolfenbunttel. 

L’approdo sulle coste calabre e dell'autunno del 1599. 

Il duca ricorda sommariamente le coltivazioni più diffuse (cotone, gelso, canna da zucchero). 

A Pizzo riferisce di aver visto all'ancora «3 galere con a bordo quasi 300 prigionieri che avrebbero voluto cedere la Calabria ai turchi per le angherie inflitte loro dagli spagnoli», una notazione che sicuramente si riferisce ad un momento della repressione del tentativo di congiura del Campanella.

Luoghi narranti narrati e citati: Strasburgo - Monaco (di Baviera) - Brennero (Passo del) - Padova - Lucca - Roma - Napoletano - Malta - Biblioteca di Wolfenbunttel (Herzog August Bibliothek) - Pizzo (Calabro) - Stilo - Bivona (Vibo Marina)

Ascolta "August Duca di Wolfenbuttel «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Ludwig Principe di Anhalt-Kohten

Nel 1716 viene pubblicata nella raccolta «Accessiones historiae Analitinae ...» una relazione di viaggio che il principe Ludwig Principe di Anhalt-Kohten aveva redatto in versi, sul modello dell'oraziano “Viaggio da Roma a Brindisi”, un anno prima della sua morte, ma che si rifaceva ad un viaggio compiuto alcuni decenni prima, fra 1598 e il 1602, in compagnia del fratello Hans Principe di Anhalt e di alcuni altri gentiluomini tedeschi. 

Le annotazioni riguardanti la Calabria si trovano nella sezione «Il viaggio in Sicilia e a Malta e ritorno in Sicilia e a Napoli». 

Luoghi narranti narrati e citati: Napoli - Vietri (sul Mare) - Malta - Castellabate - Licosa (isola) - Cerola [Acciaroli] - Pisciotta - Capo Palinuro - Policastro [Bussentino] - Scalea - Grissolina [Grisolia] - Cirella - Isola di Cirella - Diamante - Belvedere (Marittimo) - San Gianitro [Sangineto] - Bonifati - Cetraro - Fiscaolo [Fuscaldo] - Paola - Belmonte (Calabro) - Amantea - Aiello (Calabro) - Castiglione (Cosentino) - Capo Sughero [Capo Suvero] - Sant’Eufemia (Lamezia) - Monteleone [Vibo Valentia] - Bivona (Vibo Marina) - Briatico - Tropea - Reggio (Calabria) - Isole Lipari - Gioja [Gioia Tauro] - Seminara - Palmi - Bagnara (Calabra) - Scilla

Ascolta "Ludwig Principe di Anhalt-Kohten «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann Jacob Grasser

Agli inizi del ‘600, probabilmente nel corso del 1605, visita la Calabria Johann Jacob Grasser, svizzero di Basilea. 

Grazie alla sua posizione geografica Basilea occupa nell' Europa della fine del Cinquecento un posto privilegiato quale centro commerciale e, grazie alla forza di attrazione dei suoi stampatori e tipografi, anche quale centro internazionale di cultura. 

Grasser, vissuto fra il 1579 e il 1627, è «una personalità complessa, bizzarra». 

E ancora: «dagli interessi molteplici, assetato di sapere, aperto e instancabile lavoratore, questo teologo, diplomatico, storico oltre che poeta, dai costumi severi, buon parlatore si era fatto un nome oltre che per le sue conoscenze linguistiche anche per la conoscenza dei Paesi stranieri in quei tempi tutt'altro che scontata. Nelle sue numerose pubblicazioni egli, figlio del suo tempo, accetta, in parte acriticamente, le antiche superstizioni, cerca però nello stesso tempo di fornire conoscenze nuove». 

Grasser viaggia come precettore di due giovani aristocratici. 

Luoghi narranti narrati e citati: Basilea - Marsiglia - Genova - Lucca - Pisa - Firenze - Siena - Sicilia - Puglia - Malta - Tempio di Hera Lacinia - Sant’Eufemia - Pizzo (Calabro) - Nicastro - Tropea - Isole Lipari - Scilla - Reggio (Calabria) - Locri - Squillace - Petilia (Policastro) - Crotone - Cosenza

Ascolta "Johann Jacob Grasser «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

Johann Friedrich Breithaupt

In occasione del Giubileo dell'anno 1624-25 proclamato dal Papa Urbano VIII compiono un viaggio in Italia i fratelli Georg Wilhelm e Ludwig William von Streitberg zu Ahorn, Sachsengrun ecc.

Li accompagnano il cugino Johann Hieronimus Marschalk von Ebeneth zu Frendsdorfdf und dei Weingartsgreutt e Johann Friedrich Breithaupt al quale secondo l'uso del tempo, è affidato il compito di redigere il resoconto del viaggio. L'opera, che come si legge nella prefazione era già stata completata nel giugno del 1627, verrà pubblicata a Francoforte sul Meno solo cinque anni più tardi, nel 1632. A Napoli i viaggiatori tedeschi salgono su una galera proveniente da Civitavecchia e diretta in Sicilia. 

Sulla nave viaggiano alcuni nobili, tra i quali «una principessa romana della famiglia degli Orsini, nata Duchessa di Bracciano, andata in sposa ad un Principe di Castiglione in Calabria, in compagnia del suo signor cugino oltre che di alcuni cortigiani e cameriere».

Luoghi narranti narrati e citati: Napoli - Civitavecchia - Sicilia - Messina - Salerno - Amantea - Ancona - Venezia - Cosenza - Cetraro - Paola

Ascolta "Johann Friedrich Breithaupt «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Hieronymus Welsch

Registriamo infine il viaggio in Calabria di Hieronimus Welsh (1610-1644) avvenuto nel giugno del 1632. 

Il Welsh visita l'Italia fra il 1630 e il 1633. 

La sua narrazione di viaggio si discosta da tutte le altre per il forte accento personale che la contraddistingue. 

Nel dicembre del 1631 si trova a Napoli dove assiste ad un'eruzione del Vesuvio. 

Da Napoli prosegue poi per la Calabria alla volta di Malta.

Compie il viaggio in compagnia di un nobile spagnolo, Don Casparo d’Azenedo, al solito in feluca. 

Scopo dichiarato del viaggio è «visitare paesi stranieri, attraversarli, apprendere le lingue, le buone maniere e ogni tipo di utili esercizi».

Luoghi narranti narrati e citati: Agropoli - Santa Severina - Tropea - Reggio (Calabria) - Malta

Ascolta "Hieronimus Welsch «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

LA CALABRIA NEL SECOLO DEI LUMI: TERRA DEL DEGRADO E LABORATORIO POLITICO

La Calabria nel secolo dei Lumi: terra del degrado e laboratorio politico

Nella ricerca imagologica sull'Italia esistono regioni privilegiate, certo non per un arbitrio dello studioso, ma per l'incidenza oggettiva che se hanno avuto nella formazione dell'immaginario collettivo europeo: il Lazio, la Toscana, la Campania; ed esistono regioni sfavorite: prima fra tutte la Calabria. 

Ancora in anni recenti, anche in pubblicazioni scientifiche, era possibile leggere che «la Calabria è assente nella geografia del viaggio», e che il primo straniero che l'avrebbe visitata sarebbe stato nell'Ottocento, l'inglese Edward Lear. 

Questa annotazione è l'esasperazione di un dato solo parzialmente oggettivo. 

Ciò è dovuto, prima ancora che alla mancanza di lavori preparatori (ricerche bibliografiche e di archivio), al fatto che l'immagine storica di questa regione è, più di quanto non appaia, il riverbero sul passato di un'immagine recente che si è venuta formando, prima in Italia e poi di riflesso fuori d'Italia, a partire dall'unificazione nazionale. 

Alla Calabria hanno vissuto la sua marginalità geografica, l'inesistenza di reali vie di comunicazione, ma anche l'assenza di una vistosa monumentalità classica e moderna andata distrutta nel corso dei secoli a causa dei terremoti che, ciclicamente, ne hanno stravolto il territorio.

Ascolta "La Calabria nel secolo dei Lumi: terra del degrado e laboratorio politico" su Spreaker.

Grande Lessico Universale delle scienze e delle arti (1733)

Un’enciclopedia, o «lessico universale delle scienze e delle arti», permette di ricostruire la comunis opinio di un'epoca su un dato argomento. 

Se consultiamo il grande “Lessico Universale delle Scienze e delle Arti” di Johann Heinrich Zedler alle voci «Calabrian» e «Brutii», accanto al consueto excursus storico, registriamo una lieve correzione all'immagine tradizionale della Calabria. Intanto essa non viene più presentata come una sorta di paradiso terrestre secondo il ben noto topos classico arricchito di suggestioni bibliche, ma, più realisticamente, come una regione che a zone fertili alterna zone improduttive con l'aggravante dei periodici, devastanti sommovimenti tellurici. 

La voce «Brutii» ripropone, da una parte, le fonti classiche e, dall'altra, riprende, ma per contestarla, la leggenda del calabrese «stupido e inetto» fatta circolare dai Romani (e poi ripresa nel corso del Medioevo in chiave Cristiana) per “vendicarsi” di una popolazione che, dopo aver fatto causa comune con i Cartaginesi si era opposta ferocemente alla loro conquista.

Ascolta "Grande Lessico Universale delle scienze e delle arti (1733) «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

In Calabria alla ricerca della Magna Grecia

Johann Hermann von Riedesel

Johann Hermann von Riedesel barone di Eisenbach, classicista, amico del Winckelmann, ciambellano alla corte prussiana e, poi, ambasciatore plenipotenziario alla corte di Vienna, giunge in Calabria l'11 maggio del 1767 con una speronara noleggiata in Sicilia.

Il volumetto che contiene le sue note di viaggio venne pubblicato a Zurigo nel 1771 col titolo “Viaggio attraverso la Sicilia e la Magna Grecia". 

Tradotto due anni dopo in francese e in inglese, il volume entrò nel circuito culturale europeo rappresentando la prima, se non unica, fonte di informazione per chi avesse desiderato compiere un viaggio nell'Italia meridionale.

Per la Calabria esso ebbe, però, l'effetto di scoraggiare dal visitarla chiunque ne avesse avuto l'intenzione. 

Il volumetto, come nella tradizione del resoconto di viaggio dal Misson in poi, forma epistolare e contiene una descrizione dei reperti classici con talune occasionali annotazioni sugli aspetti economici, ma anche antropologici, della regione nello stile del conte philosofique.

Luoghi narranti narrati e citati: Gallipoli - Reggio (Calabria) - Locri - Capo Stilo (Punta) - Certosa di Stilo (di Serra San Bruno) - Catanzaro - Squillace - Capo Colonne - Crotone - Corigliano - Certosa Serra San Bruno - Catanzaro Lido - Capo Rizzuto - Cutro - Tempio di Hera Lacinia - Taranto

Ascolta "Johann Hermann von Riedesel «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann Jakob Ferber

Presso l'editore Wolfgang Gerl esce a Praga nel 1773 il volume “Lettere dall'Italia" di Johann Jakob Ferber che nella “Decima Lettera" dedica qualche pagina alla Calabria. 

L'interesse del viaggiatore è rivolto prevalentemente alla storia naturale; non mancano però annotazioni occasionali su altri aspetti della realtà del paese. 

Come studioso il Ferber lamenta la scarsa conoscenza che si ha del Regno di Napoli in generale e della Calabria in particolare, «un paese meraviglioso che produce in abbondanza prodotti tanto rari quanto utili».

Ascolta "Johann Jakob Ferber «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

L'intellighenzia europea alla scoperta della Calabria moderna: il terremoto del 1783

Descrizione storico-geografica di Messina e della Calabria

Il volumetto “Descrizione storico-geografica di Messina e della Calabria” pubblicato anonimo a Strasburgo, in 1789, fornisce ad uso del lettore tedesco un compendio delle notizie riguardanti il terremoto che si era verificato in Calabria il 5 febbraio 1783 con, in appendice, la versione tedesca della lettera indirizzata dal signor de Fay, cavaliere dell'ordine di Malta, al signor Faujas de Saint Found del 12 marzo del 1783 e la descrizione dei terremoti che hanno devastato Messina del signor Gallo per lo stesso signor Faujas de Saint Found. 

Ai fini della nostra indagine gli interessano soprattutto le annotazioni preliminari. Della Calabria ultra vengono ricordati i principali centri con i consueti riferimenti storico-mitologici e le indicazioni delle principali attività produttive (si pone l'accento sulla produzione di capi di vestiario - camicie, calze, guanti e simili - sia in cotone che in seta che in pinna marina). 

Un ricco apparato di note fornisce ulteriori informazioni.

Ascolta "Descrizione storico-geografica di Messina e della Calabria «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Friedrich Munter

Friederich Christian Carl Heinrich Münter è stato un vescovo luterano, archeologo, filologo, massone, storico della Chiesa, numismatico, orientalista e naturalista tedesco naturalizzato danese, dell'Ordine degli Illuminati, visita la Calabria nel 1786 e vi resta otto giorni soggiornando nelle zone del terremoto: Reggio, Seminara, Oppido, Santa Cristina, Cosoleto, Santa Eufemia, Bagnara e Scilla. 

Avrebbe voluto visitare tutta la Calabria e la Puglia, ma alla fine deve limitarsi alle solo zone del terremoto. 

Le pagine riguardanti la Calabria si trovano nelle “Notizie su Napoli e la Sicilia da un viaggio compiuto negli anni 1785-86” e “Dai diari di Friedrich Munter. Anni di pellegrinaggio e di formazione di un dotto danese.

Da Messina, dove aveva avuto degli incontri massonici, nella notte dal 17 al 18 gennaio del 1786 il Munter raggiunge la Calabria, dove i fratelli massoni, Agamennone Spanò e Giuseppe Zurlo ai quali era stato raccomandato, lo «accolgono amichevolmente e con grande libertà». 

Data la difficile reperibilità di questi testi riproponiamo nella quasi interezza i passi del diario che si riferiscono al soggiorno calabrese.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Seminara - Oppido (Mamertina) - Santa Cristina (D'Aspromonte) - Cosoleto - Santa Eufemia (D'Aspromonte) - Bagnara (Calabra) - Scilla - Messina

Ascolta "Friedrich Munter «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

Carl Ulysses von Salis Marschlins

Carl Ulysses von Salis Marschlins visita la Sicilia e la Calabria nella primavera del 1788 in compagnia dello zio, il generale von Salis, incaricato di effettuare delle ispezioni presso i reggimenti di stanza in Sicilia. 

Frutto del viaggio e soprattutto, dello studio di tutta, o quasi, la pubblicistica apparsa sul terremoto sono i “Contributi per una conoscenza della natura e dell'economia del Regno delle due Sicilie” apparsi nel 1790 presso un editore di Zurigo. 

L'opera, proprio per l'accurata documentazione su cui poggia, e per la mole (187 pagine dedicate alla sola descrizione del terremoto) rappresenta il contributo più completo, accanto all'opera del Bartels, sulla Calabria della fine del Settecento. 

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Messina - Castello del Principe di Bagnara (Castello Ruffo di Scilla ?) - San Procopio - Sinopoli vecchio

Ascolta "Carl Ulysses von Salis Marschlins «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Friedrich Leopold Stolberg

Nel 1792 visita la Calabria Friedrich Leopold Stolberg, letterato e poeta, cultore di letteratura classiche, amico di giovinezza di Goethe. 

Il suo resoconto di viaggio “Viaggio in Germania, Svizzera, Italia e Sicilia del 1794”, mai tradotto nella sua interezza in italiano, costituisce uno dei documenti più importanti della letteratura di viaggio della fine del Settecento. 

Alla Calabria sono dedicate tre lettere, datate rispettivamente Catanzaro 21 Maggio, Oppido 24 maggio e Reggio 27 Maggio 1792.

Il Conte arriva a Crotone (o Cotrone come scrive lo Stolberg facendo proprio la metàtesi del dialetto locale) proveniente da Gallipoli il 19 marzo. 

Durante il suo soggiorno in Calabria, che dura appena 11 giorni, tocca i centri di Crotone, Catanzaro, Monteleone (Vibo Valentia), Mileto, Rosarno, Scilla, Bagnara Reggio. 

Rinuncia a visitare la Locride per l'impervietà delle strade. 

Il 30 maggio è già a Messina.

Luoghi narranti narrati e citati: Oppido (Mamertina) - Gallipoli - Crotone - Catanzaro - Monteleone (Vibo Valentia) - Mileto - Rosarno - Scilla - Bagnara (Calabra) - Reggio (Calabria)

Ascolta "Friedrich Leopold Stolberg «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Georg Arnold Jacobi

Al seguito del Conte Stolberg in viaggio per l'Italia si trova, fra gli altri, George Arnold Jacobi, un consigliere governativo di Düsseldorf.

Questi, al ritorno in patria, pubblicherà un diario di viaggio dal titolo “Lettere dall'Italia e dalla Svizzera”, parallelo a quello dello Stolberg.

L'opera in due tomi è organizzata, come del resto la gran parte delle opere odeporiche del ‘700, in forma epistolare. 

Alla Calabria è dedicata la tredicesima lettera datata Reggio 27 Maggio 1792. Nell'incipit viene evocato l'evento sismico del 1783 e la sua violenza.

Luoghi narranti narrati e citati: Crotone - Catanzaro - Golfo di Sant’Eufemia - Tropea - Mileto - Rosarno - Bagnara (Calabra) - Villa San Giovanni - Reggio (Calabria)

Ascolta "Georg Arnold Jacobi «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

Karl Joseph Stegman

Carl Joseph Stegman, l'autore di “Frammenti italiani. Dal diario di un giovane tedesco”, apparso a quindici anni dall'evento sismico, nel 1798, ci offre un quadro d'insieme estremamente realistico della Calabria del dopo terremoto con una denuncia dei suoi mali storici che il terremoto e la pratica politica del dopo terremoto hanno solo contribuito ad evidenziare e ad inasprire. 

Il punto di vista del «giovane tedesco» è quello dell'osservatore imparziale animato solo da «spirito di osservazione» e da un «ardente desiderio di apprendere», leggiamo nella prefazione al primo volume. 

Consapevole dei propri limiti riguardo alla conoscenza delle «molle segrete» che mettono in moto i processi storici, egli si impegna a compensare queste carenze con la «liberalità e l'amore per la verità» del suo ingegno. 

L'escursus sulla Calabria prende lo spunto da un'analisi di ciò che si è fatto per risollevare le sorti della regione sia a livello delle misure legislative che a livello della loro applicazione.

Luoghi narranti narrati e citati: Monteleone (Vibo Valentia) - Reggio (Calabria) - Oppido (Mamertina) - Seminara

Ascolta "Karl Joseph Stegman «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

UN MASSONE DI AMBURGO NELLA CALABRIA DEL SETTECENTO

Johann Heinrich Bartels nella Calabria del '700

Ancora agli inizi dell'Ottocento parlare della Calabria significava parlare di una terra incognita ai margini della civiltà «L'Europa finisce a Napoli, e anche lì finisce piuttosto male. Calabria, Sicilia, tutto il resto è Africa» aveva scritto Creuze de Lesser.

Affermazioni simili appartengono all'inventario dei luoghi comuni su quello che un tempo era stato uno dei centri più floridi della Magna Grecia. 

Al topos della barbarie, come abbiamo visto, alle soglie dell'età moderna se n'era aggiunto un altro, ma di segno opposto, quello di una Calabria ricca di beni naturali, produttiva, erede consapevole di un passato glorioso, un topos alla cui amplificazione avevano contribuito taluni i nostri umanisti che per secoli, accanto agli autori classici, erano rimasti le pressoché uniche fonti di informazione su questa regione.

Ascolta "Johann Heinrich Bartels nella Calabria del '700 «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann Heinrich Bartels: La vita

Johann Heinrich Bartels era nato ad Amburgo il 20 maggio 1761. 

Il padre, Claes Bartels, proprietario di uno zuccherificio, aveva ricoperto diversi incarichi nel campo dell'assistenza pubblica; la madre, figlia del pastore protestante Samuel Seeland, era morta prematuramente nel 1764. 

Dopo avere appreso i primi rudimenti in famiglia, Bartels frequenta dapprima la «scuola serale» della S. Catharinen-und St. Petri-Kirche, e poi, sino al 1775, il ginnasio cittadino, il Johannaeum. 

Prosegue quindi gli studi a Rellingen, un paesino nei pressi di Amburgo, dove trascorre quattro anni dedicandosi soprattutto allo studio delle lingue e letterature classiche e della storia. 

Nel 1779 frequentata l'Akademishes Gymnasium di Amburgo. 

Presso l'Università di Gottingen, che occupava allora un posto di primo piano nella discussione e diffusione delle idee dell'Illuminismo, studia dal 1780 al 1784 teologia, storia, filologia classica, storia dell'arte e archeologia.

Luoghi narranti narrati e citati: Amburgo - Rellingen - Gottingen (Gottinga) - Norimberga - Ratisbona - Vienna - Trieste - Venezia - Bologna - Firenze - Roma - Napoli - Livorno - Milano - Genova - Ginevra - Lione - Parigi - Rotterdam - Amsterdam

Ascolta "Johann Heinrich Bartels: La vita «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

J. H. Bartels: Motivazioni e finalità del viaggio in Calabria

Già nella prefazione del primo volume delle “Lettere sulla Calabria e sulla Sicilia", dedicato quasi interamente alla Calabria, l'autore rende conto al lettore della natura e delle finalità dell'opera polemizzando con chi lo ha preceduto in questo genere di pubblicazioni. 

Intanto, queste «annotazioni di viaggio» non erano in origine destinate alla stampa; esse si proponevano, più semplicemente, di soddisfare la curiosità degli amici Meyer e Riedel, l'uno un canonico di Amburgo, l'altro un consigliere camerale di Weimar. 

Si può perciò supporre che l'opera sia nata da una rielaborazione di lettere private e gli appunti di viaggio. 

L'uso della forma epistolare si era consolidato nella letteratura di viaggio proprio per i vantaggi che già il suo iniziatore, François Maximilian Misson, aveva individuato ed indicato nell’avvertimento al suo nuovo viaggio d'Italia: la possibilità di potersi permettere omissioni ed inesattezze, ma anche digressioni al limite, come dirà il de Brosses, della «chiacchiera».

Ascolta "J. H. Bartels: Motivazioni e finalità del viaggio in Calabria «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

J. H. Bartels: Aspetti geografici e storici della regione

Le prime tre epistole si occupano degli aspetti geografici e storici della regione oltre che della più generale organizzazione giuridica e politico-amministrativa del Regno. Ciò permette all'autore di fissare un quadro di riferimento generale a cui il lettore può poi rifarsi per meglio comprendere talune singole questioni. 

Quando nell'epistola “geografica”, ad esempio, egli pone l'accento sull'imprecisione con cui vengono segnati i confini, non intende certo prendersela col cartografo napoletano, ma vuole piuttosto far rilevare come ciò sia intenzionale affinché i potenti possano «allargare o restringere i confini a proprio piacimento».

Ascolta "J. H. Bartels: Aspetti geografici e storici della regione «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann H. Bartels: Le condizioni materiali del viaggio

Quali le condizioni materiali del viaggio? 

Le vie di comunicazioni sono inesistenti, soprattutto nella Calabria Citra, per cui si è obbligati ad andare a piedi o a dorso d'asino, meglio se accompagnati da una guardia armata, ed esibendo pistole e fucili al fine di scoraggiare eventuali malintenzionati. 

Per muoversi sono costretti ad arrampicarsi come «camosci» fra «masse di rocce rotolate l’una sulle altre, senza traccia alcuna di sentiero».

Ascolta "Johann H. Bartels: Le condizioni materiali del viaggio «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann Heinrich Bartels: Il carattere dei Calabresi

Nel tratteggiare il carattere dei calabresi Bartels sottolinea in primo luogo la disponibilità umana e la generosità: «Ho parlato con molti calabresi, tutta gente forte, ben fatta, che si comporta amichevolmente, con premura ed è di una bontà toccante. Uno di loro, dall'aspetto molto povero, mi ha voluto lasciare il suo mantello per la notte, avendo visto che non c'erano coperte; un altro dopo aver calcolato i suoi tempi di lavoro, che contrariamente al suo desiderio non gli consentivano di accompagnarci, è corso dalla nostra guida per spiegargli con precisione tutti i luoghi pericolosi che avremmo trovato lungo il percorso. È così che fanno a gara per compensare con la buona volontà ciò che la povertà impedisce loro di fare».

Luoghi narranti narrati e citati: Seminara - Pizzo (Calabro) - Castrovillari

Ascolta "Johann Heinrich Bartels: Il carattere dei Calabresi «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann Heinrich Bartels: La vita quotidiana

Bartels è un osservatore attento delle manifestazioni della vita quotidiana in tutti i suoi aspetti. 

Intanto egli ha un'esatta percezione dell'organizzazione spaziale della vita sociale. Già a Morano, il primo centro calabrese visitato, nota come, ad eccezione dei ceti superiori, la gente comune trascorre gran parte della giornata all'aperto, davanti all'uscio di casa o nei vicoli, le donne mature con un copricapo di seta, blu o rosso, alla maniera turca, le ragazze col capo scoperto. 

Non mancano la notazione sulle consuetudini sociali, come la dote che una ragazza del popolo porta nel matrimonio: un vigneto o, a volte, solo qualche albero di gelso importante però nella conduzione di una piccola attività di bachicoltura. Interessanti sono pure le annotazioni sul linguaggio gestuale visto correntemente come parte integrante del sistema della comunicazione verbale.

Luoghi narranti narrati e citati: Morano (Calabro)

Ascolta "Johann Heinrich Bartels: La vita quotidiana «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann Heinrich Bartels: Il brigante

Nell'immaginario del viaggiatore straniero il brigante occupa, in riferimento alla Calabria, un posto centrale, anzi il calabrese è il brigante per eccellenza.

Questo personaggio, quasi mai incontrato nella realtà, figura in vario modo in quasi tutte le relazioni di viaggio del tempo. 

Ad iniziare questo filone è, come noto, il Brydone col quale la figura del brigante si tinge di un misto di spirito cavalleresco e di ferocia. 

È così che ne riguardi del brigante si incomincia a provare, più che un senso di terrore, un senso di curiosità.

Ascolta "Johann Heinrich Bartels: Il brigante «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann Heinrich Bartels: Le idee politiche

La visione politica di Bartels si ispira ai principi dell'assolutismo illuminato. 

Buon governante è colui che opera nell'interesse della comunità promuovendo riforme e avendo sempre di mira il bene dei sudditi. 

Una delle spiegazioni più frequenti che il degrado della regione viene data dagli informatori locali - e Bartels la fa sua - è che al persistere di strutture feudali si affianca gli disinteresse colpevole del governo napoletano; e ciò non tanto per colpa del Re quanto per colpa dei suoi ministri e dei suoi funzionari che non lo informano sullo stato reale della regione e che fanno di tutto perché egli non vi si rechi in visita.

Luoghi narranti narrati e citati: Nicastro - Castrovillari

Ascolta "Johann Heinrich Bartels: Le idee politiche «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

J. H. Bartels: Culto dell'antichità classica e gusto del pittoresco

Bartels ha una grande ammirazione per le attività classica e per le sue manifestazioni artistiche. 

Il suo ideale di bellezza si identifica con l'elegante semplicità dell'arte greca intesa come gusto della sobrietà e senso dell'armonia e funge anche la lente attraverso cui filtrare momenti ed immagini del quotidiano.

Luoghi narranti narrati e citati: Teatro di Taormina  - Teatro di Siracusa - Seminara

Ascolta "Bartels: Culto dell'antichità classica e gusto del pittoresco «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Johann Heinrich Bartels: Il terremoto del 1783

Al terremoto che tre anni prima aveva stravolto la Calabria Ultra è dedicata la decima epistola. 

Pur non tralasciando di fornire al lettore un'informazione il più possibile completa, dalle teorie sulla sismogenesi ai segni premonitori e alle credenze popolari, Bartels mostra di privilegiare altri aspetti quali le reazioni psicologiche delle vittime, l'organizzazione dei soccorsi, l'opera di recupero delle zone terremotate. 

Le fonti di cui egli si serve sono molteplici e vanno dalle fonti scritte (quelle stesse cui attingono più o meno tutti i viaggiatori dell'epoca) alle fonti orali (informatori locali testimoni diretti del terremoto) che gli vaglia con molta attenzione.

Luoghi narranti narrati e citati: Jerocarne (Gerocarne) - Pizzoni di Soriano (Soriano Calabro) - Mileto - Polistena - Seminara

Ascolta "Johann Heinrich Bartels: Il terremoto del 1783 «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker..

LA CALABRIA DELL'OTTOCENTO: DA TERRA DI BRIGANTI A TERRA DI EMIGRANTI

La Calabria dell''Ottocento: da terra di briganti a terra di emigranti

Alla fine del Settecento il viaggio in Calabria subisce un arresto.

L'attenzione che questa regione aveva suscitato in Europa col terremoto del 1783 cede ben presto il posto al disinteresse di sempre. 

Questo stato di cose è ben sintetizzato nella considerazione già ricordata del francese Creuse de Lesser: «L'Europa finisce a Napoli, e vi finisce assai male. La Calabria, la Sicilia, tutto il resto, appartiene all'Africa».

Ascolta "La Calabria dell''Ottocento: da terra di briganti a terra di emigranti «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker. 

Justus Tommasini

Justus Tommasini parte da Napoli il 10 settembre del 1825 dopo la festa di Piedigrotta. Il 14 è a Salerno. Visita poi la Riviera Amalfitana.

Estasiato, ce ne lascia una descrizione piena di suggestioni. 

Il cielo è sereno, l'aria senza vento; il sole, già basso all'orizzonte tramonta dietro i monti tingendoli di rosso mentre il mare da purpureo diventa azzurro-cupo; prosegue poi per Paestum. 

Il paesaggio diventa piatto, la vegetazione si dirada e i terreni coltivati si mescolano ai pascoli. 

Man mano che si procede verso il Sud muta anche l'aspetto esteriore della gente: indescrivibilmente sporchi, contadine e pastori parlano un dialetto «orribile e, in bocca le donne, quasi del tutto incomprensibile».

Luoghi narranti narrati e citati: Napoli - Salerno - Riviera (Costiera) Amalfitana - Paestum - Lagonegro - Rotonda - Reggio (Calabria) - Catanzaro - Cotrone (oggi Crotone) - Castrovillari - Campo Tenese - Bisignano - Gerace - Cariati - Capo Colonna - Cassano (All'Ionio) - Cosenza - Pizzo (Calabro) - Hipponium (Vibo Valentia) - Locri - Sibari

Ascolta "Justus Tommasini «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

Friedrich Heinzelmann

Nel volume “Immagini di viaggio e schizzi dall'Italia, dalla Sicilia e della Sardegna”, apparsa a Lipsia nel 1852, troviamo alcune annotazioni riguardanti la Calabria che non si discostano però dall'immagine che già conosciamo.

Proveniente da Eboli Heinzelmann tocca i centri di Lagonegro, Lauria, Castelluccio, Campotenese, Morano, Tarsia, Cosenza, Soveria, Tiriolo, Catanzaro, Nicastro, Monteleone, da dove poi con un balcone prosegue per Messina. 

A Napoli anche Heinzelmann viene sconsigliato di raggiungere da solo a piedi la Calabria, ma «non servì a nulla -scrive-; la mia decisione era presa e ad Eboli, con lo zaino sulle spalle, presi commiato dagli amici che mi avevano accompagnato fin lì».

Luoghi narranti narrati e citati: Lagonegro - Lauria - Castelluccio - Campotenese - Morano (Calabro) - Tarsia - Cosenza - Soveria (Mannelli) - Tiriolo - Catanzaro - Nicastro - Monteleone (oggi Vibo Valentia) - Napoli - Eboli - Taverna Nuova

Ascolta "Friedrich Heinzelmann «Viaggiatori tedeschi in Calabria» - Dal Grand Tour al turismo di massa" su Spreaker.

Marie Espérance von Schwartz

Il Grand Tour, coronamento dell'istruzione e dell'educazione del giovane aristocratico era rimasto precluso alle donne.

Dal momento che lo scopo primario, se non esclusivo, della donna era quello di occuparsi della famiglia, e non di acquisire, attraverso un'esperienza personale della realtà, un senso di autonomia ed indipendenza, si guardava al viaggio come a qualcosa di addirittura «controproducente» ai fini della sua formazione. 

Una tale concezione del ruolo della donna incomincia a entrare in crisi negli anni della Rivoluzione francese; ma è solo nel corso dell'Ottocento che il processo di emancipazione femminile tocca la sfera del viaggio. 

Il volume “Sguardo sulla Calabria e sulle Isole Lipari nell'anno 1860” di Marie Espérance von Schwartz attesta questa avvenuta trasformazione dei costumi.

Luoghi narranti narrati e citati: Isole Eolie - Isola di Stromboli - Napoli - Messina - Paola - Pizzo (Calabro) - Tropea - Parghelia

Ascolta "Marie Espérance von Schwartz «Viaggiatori tedeschi in Calabria»" su Spreaker.

41 - Gerbard vom Rath

42 - Waldemar Kaden

43 - Verso il Turismo di Massa

44 - Joseph Viktor Widmann

45 - Gerhard Rohlfs

46 - L'immagine della Calabria nelle guide turistiche moderne

Commenti