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La lunga strada di sabbia: da Reggio Calabria a Taranto e la costa pugliese fino al Gargano


Da Reggio Calabria a Taranto e la costa pugliese fino al Gargano

SINOSSI


Siamo ancora nel mese di Luglio 2021 ed io dal 18 al 31 continuo a viaggiare in compagnia di Pasolini lungo la sua “Lunga strada di sabbia” nel luglio 1959.

In un giorno, con altri 498 km va da Reggio Calabria a Taranto, poi con altri 150 km va fino a Santa Maria di Leuca e con 501 km da Santa Maria di Leuca a Rodi Garganico, per un totale di 1149 km.

Eravamo in Sicilia e riattraversato lo Stretto, Pasolini torna a Reggio Calabria, e, prima di lasciarla, trova il tempo di soffermarsi a fare una serie di tristi considerazioni su una «città estremamente drammatica e originale, di una angosciosa povertà» scrive.

Poi via, parte per un veloce viaggio lungo la costa Calabrese percorrendo la SS 106 Jonica, guardata a volo d’uccello - soffermandosi con alcune considerazioni su Porto Salvo (l’odierna Melito Porto Salvo), Soverato, Cutro -, per raggiungere, in un solo giorno, direttamente Taranto e cominciare la parte del viaggio dedicata alla Puglia che lo porterà fino a Santa Maria di Leuca, la località più a sud sul tacco della Penisola, e risalendola su su fino a Rodi Garganico.

Pasolini scrive «Io mi butto di nuovo lungo lo straniero, il nemico, il seducente Ionio. 

Taranto città perfetta»

Arrivato a Taranto si lancia subito nelle sue istantanee sinestetiche cominciando da un piano lungo sul paesaggio della città vecchia e nuova circondata dal mare, per stringere sempre più sui primi piani del lungomare e i primissimi piani delle bagnanti e dei loro osservatori: scrive: lo «spettacolo del brulichio infinito, che mi accompagnerà d’ora in poi, per tutta la costa pugliese»

Dopo Taranto va a Gallipoli e si immerge nel Salento, ma come gli è successo in Sicilia, il demone del viaggio non gli dà il tempo di fermarsi e soffermarsi, sospingendolo giù verso la punta estrema di Santa Maria di Leuca.

Dopo una giornata passata all’estremità del tacco, comincia a risalire lungo la costa pugliese: e a Rodi Garganico in una notte passeggiando solitario sulla spiaggia, nello “sperduto” Salento pensa e scrive: «severo come una landa settentrionale»,  a Brindisi: «la più caotica, furente, rigurgitante delle spiagge italiane», Otranto e Ostuni «le città del silenzio del Sud», a Bari «il modello marino di tutte le città», poi, fino al Gargano «con la cattedrale, di suprema bellezza, sul mar


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ITINERARIO E LUOGHI del CAPITOLO


Calabria: Reggio (di) Calabria - Mélito di Porto Salvo - Soverato - Cutro

Puglia: Taranto - Gallipoli - Santa Maria di Leuca - Otranto - Brindisi - Ostuni - Bari - Rodi Garganico - Salento - Gargano


PASSI e LOCALITÀ del Capitolo


* I testi colorati di rosso e in corsivo sono mie note e considerazioni, le città sono quelle che vengono poi illustrate anche con podcast



Taranto, luglio


[...] Credo che a ben pochi, in Italia, sia capitato di fare in macchina, in un giorno, l’intera costa da Reggio a Taranto.

Ora che sono qui, a Taranto - che brilla sui due mari come un gigantesco diamante in frantumi - mi pare che la cosa mi sia successa in sogno.

L’Ionio non è un mare nostro: spaventa.

Appena partito da Reggio (di Calabria) - città estremamente drammatica e originale, di una angosciosa povertà (...) - mi stupiva la dolcezza, la nitezza, il nitore dei paesi, della costa.

Così fino a Porto Salvo (in effetti si tratta di Mélito di Porto Salvo).

Poi si entra in un mondo che non è più riconoscibile. [...]



Reggio Calabria anche Reggio di Calabria [Rìggiu in dialetto reggino; Ρήγι (Rìghi) in greco di Calabria], Comune i cui abitanti son detti Reggini (Riggitani in dialetto reggino), è capoluogo dell'omonima Città Metropolitana, in Calabria.


Primo comune per popolazione ed unica Città Metropolitana della Regione, oltreché sede del Consiglio Regionale della Calabria, è capofila della cosiddetta Grande Reggio, agglomerazione urbana che raccoglie i vari Comuni della sponda calabrese dello Stretto di Messina.


Insieme all'Area Metropolitana di Messina, rappresenta il cuore dell'Area Metropolitana dello Stretto, una conurbazione frutto della continuità urbana, forte integrazione sociale ed economica tra i comuni delle due sponde dello stretto.


A Reggio Calabria ha sede il Museo Archeologico Nazionale, custode delle collezioni di reperti della Magna Grecia e dei Bronzi di Riace, divenuti tra i suoi simboli identificativi.


Città più antica della Calabria greca, nonostante la sua storia trimillenaria - Ῥήγιον (Reghion) fu un'importante e fiorente colonia magnogreca - si presenta con un impianto urbano moderno, conseguente alla ricostruzione operata all'indomani dei catastrofici eventi sismici del 28 dicembre 1908, i quali distrussero gran parte dell'abitato. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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Mélito di Porto Salvo (Mèlitos in greco-calabro) è un comune i cui abitanti sono detti Melitesi e fa parte della città metropolitana di Reggio Calabria in Calabria. 

È il comune più a sud della Calabria e dell'Italia continentale.

È attivo centro agricolo, commerciale e peschereccio, con importante produzione di essenza di Bergamotto, stazione balneare molto frequentata.

Centro situato all'estremità meridionale della Costa calabra, e sorto in area abitata da epoca Romana.

In età Bizantina dipendeva da Pentedattilo, alla quale si sostituì per importanza a partire dal 1400 con l'introduzione della coltura del bergamotto. 

Tale importanza si accrebbe nel 1500, anche quella notorietà del Santuario di Santa Maria di Porto Salvo, cosiddetto da un rifugio che la Costa offriva in quel punto alle imbarcazioni.

Si è chiamata Mélito fino al Regio decreto del 8-5-1864.

In dialetto mélitu, ha preso il nome dalla Fiumara di Melito dal greco potamos tou Melitos, letteralmente “fiume del miele” (con allusione al colore del corso d'acqua a regime torrentizio) che Edrisi, geografo arabo del 1100, chiama wadi al ‘asal, appunto “fiume del miele” (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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[...] appare, come un folgorante miracolo, la dolce, immensa spiaggia di Soverato, elegante, con le chiglie vermiglie delle barchette, sotto il potente sole delle due [...]



Soverato (Suvaràtu in calabrese) Comune i cui abitanti sono detti Soveratesi (Suvaratàni in calabrese), fa parte della provincia di Catanzaro in Calabria.


Incastonata come una perla nel Golfo di Squillace, sorge su una pendice collinare tra le valli dell'antico Caecinus, odierno Ancinale, e quelle del torrente Beltrame.

Stazione balneare e climatica ed attivo porto peschereccio, è un centro fondato in epoca non precisabile.


È suddivisa in tre zone: la prima sulla costa (Soverato Marina), la seconda in bassa collina, poco distante e leggermente distaccata dalla prima (Soverato Superiore) e la terza, alla stessa altezza della seconda, rappresenta quel che rimane della vecchia Soverato, distrutta dal terremoto del 1783 (Soverato Vecchia).

La popolazione è prevalentemente accentrata nella parte bassa della cittadina.


La sabbia delle lunghe spiagge di Soverato è bianca e fine, le acque cristalline con un fondale sabbioso. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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[...] Poi la strada lascia il mare e s’interna in una zona, tutta gialla, con le colline che sembrano dune immaginate da Kafka.

(...) Dei contadini ritornano a cavallo, o su certe vecchie carrette lentissime, per la strada infernale, senza un albero intorno. [...]


[...] Ecco, a un distendersi delle dune gialle, in una specie di altopiano, Cutro.

Lo vedo correndo in macchina: ma è il luogo che più mi impressiona di tutto il lungo viaggio.

È, veramente, il paese dei banditi, come si vede in certi westerns.

Ecco le donne dei banditi, ecco i figli dei banditi.

Si sente, non so da cosa, che siamo fuori dalla legge, o, se non dalla legge, dalla cultura del nostro mondo, a un altro livello. [...]



Cutro (Κούτρο in greco, Cutru in calabrese) Comune i cui abitanti sono detti Cutresi che fa parte della provincia di Crotone in Calabria.


Grosso centro del Marchesato, è situato in posizione elevata ma a breve distanza dal Mar Jonio. 

È soprannominata "città degli scacchi" o "città del pane e degli scacchi".

Si fregia del titolo di città per titolo onorifico concesso nel 1575 dal re Filippo II di Spagna, grazie al proprio concittadino Leonardo Bona detto il puttino, che divenne il primo campione di scacchi d'Europa e del Nuovo Mondo, in ricordo del quale tra aprile e maggio ogni anno si svolge il Torneo Internazionale di Scacchi. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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[...] Ancora qualche chilometro, per delle colline pietrose, lunari, poi, (...) Io mi butto di nuovo lungo lo straniero, il nemico, il seducente Ionio.

Taranto, città perfetta.

Viverci, è come vivere nell’interno di una conchiglia, di un’ostrica aperta.

Qui Taranto nuova, là, gremita, Taranto vecchia, intorno due mari, e i lungomari. [...]


[...] in fondo delle navi da guerra (...) sono aggrappati agli splendidi scogli, gli stabilimenti.

File di “camerini”, come qui si chiamano le cabine, sulle palafitte, traballanti, sconnessi,aperti a tutti i venti [...] 


[...] Vedi fili di ragazzetti, giovani e uomini alle ringhiere in pezzi, poi ti avvicini, e ti accorgi che stanno guardando le donne che prendono il bagno. [...]


[...] vedi delle femmine piccoline piccoline, nere, come vermetti, ma già un po’ gonfie di anche, benché magari adolescenti (...) Loro ignorano tutto: sguazzano nell’acquetta a loro riservata, bassa, blu, e pensano al loro futuro di madri, dopo la breve tragedia dell’amore, che sta per venire. [...]


[...] spettacolo del brulichio infinito, che mi accompagnerà d’ora in poi, per tutta la costa pugliese. [...]



Da Taranto a Santa Maria di Leuca, luglio


[...] Volo per la costa meno nota d’Italia: mi trascina una gioia tale di vedere che quasi sono cieco.

Qui infatti tutto minaccia di non essere: la costa piatta, i paesi arabo-normanni (arabi nella parte umile, normanni nella parte eletta, chiese e muraglie), il mare.

Tutto è come bevuto, frastornato dalla luce.

Riafferro la vita a Gallipoli.

Misterioso centro, esistente, di una regione che non esiste.

È del resto una città a sé, uno stato (...).

Perfetta anch’essa, come Taranto, protesa, biancheggiante, in un mare squisito, puro, selvaggio.

In quello slanciato ammasso di case bianche, inanellato da lungomari e da moli, la gente vive una vita autonoma (...) quasi non ci fosse soluzione di continuità con qualche periodo della storia antica, che io non so, né faccio in tempo a capire: il demone del viaggio mi sospinge giù, verso la punta estrema.

Ci si arriva lentamente, mentre intorno la regione si trasforma (...) si ricopre di ulivi.

Santa Maria di Leuca si stende lungo il mare con una fila di villini liberty, lussuosi, rosei e bianchi, incrostati di d’ornamenti, circondati da giardinetti: sembrano appena abbandonati.

Anche il grandioso lungomare davanti, calcinante, sembra appena lasciato in disuso [...]


[...] laggiù c’è uno scoglio che buca il mare, sotto il faro del Capo (di Leuca) [...]


[...] Ma stiamo altissimi sul mare: a destra lo Ionio, tremendo, nemico, preumano, a sinistra il caro, dolce, domestico Adriatico.



Tàranto (Tarde in dialetto tarantino) comune i cui abitanti abitanti sono detti Tarantini, capoluogo dell'omonima provincia, in Puglia, è la terza città più grande del Sud Italia peninsulare sede di uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo, situato sull'estremità nord occidentale della regione storico-geografica denominata Salento, nonché sull'estremità orientale della zona costiera denominata Arco Ionico Tarantino.


«Mentre la maggior parte del golfo di Taranto è importuosa, a Taranto c'è un porto molto bello e ampio del perimetro di 100 stadi, chiuso da un grande ponte. 

Tra il fondo del porto e il mare aperto si forma un istmo, sicché la città sorge su una penisola e poiché il collo dell'istmo è poco elevato, le navi possono essere facilmente trainate da una parte all'altra»


(Strabone - Geografia)


È soprannominata la Città dei due mari, per la sua peculiare posizione a cavallo di Mar Grande e Mar Piccolo. 


È un'antica città, fondata da Coloni Spartani condotti, secondo la tradizione, da Falanto, nel 706 a. C.

Favorita dalla posizione geografica, divenne ben presto una delle Città più importanti della Magna Grecia ed in periodo Romano rimase Città Greca fino all'Epoca Imperiale.

Nel 123 a. C. vi fu stanziata la Colonia Neptuniana ed in seguito divenne Municipio Romano, ma la sua importanza decadde col crescere di Brindisi.


La città è sede dell'Arsenale marittimo della Marina Militare, dell'Ilva, uno tra i maggiori complessi industriali d'Europa per la produzione dell'acciaio, e del Museo archeologico nazionale MArTA, che è tra i musei più importanti d'Italia. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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Gallìpoli (Caddhipuli in dialetto gallipolino e in greco-salentino), è un comune i cui abitanti sono detti Gallipolini e Gallipolitani (in antichità) che fa parte della provincia di Lecce in Puglia.


Centro balneare e peschereccio a 39 km da Lecce, è formato da due parti, unite da un ponte costruito nel 1603 che collega il «Borgo», con la parte nuova, a un’isoletta di calcare all'estremità di un promontorio, che si protende per 3 km nel mare: la «Città», di affittite case bianche di calce  coi tetti a terrazza, percorso da stradette intricate, quasi paradigmatica immagine di città d’Oriente.


Fondazione greca, poi municipio romano con il nome di Anxa - secondo Plinio nella sua Nature Historiae "Kallipolis quae nunc est Anxa" confrontabile con Pomponio Mela "urbs Graia Kallipolis" -, fu saccheggiata in età barbarica, poi fu a lungo possedimento dei Bizantini, che la cinsero di possenti mura, finché non fu conquistata, ultima fra le Terre del Salento, dai Normanni, nel 1071. 


A partire dal 1500 divenne la piazza principale a livello europeo per la produzione ed esportazione di olio lampante, tanto che alla Borsa di Londra il prezzo dell'olio veniva stabilito sulla base delle quotazioni gallipoline.


Fu capoluogo di circondario dal 1860 al 1927 e nel 2015 presiedette la conferenza delle città storiche del mediterraneo. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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Santa Maria di Leuca (Lèviche in dialetto salentino, Λευκά in greco) è una frazione del comune di Castrignano del Capo, in provincia di Lecce, nel Salento meridionale, i cui abitanti son detti Leucani.

Il nome di Leuca deriva dal greco λευκός (leukós), cioè "bianco", comune ad altri toponimi quali Lèucade, isola greca. 

Secondo Strabone, promontorio originariamente denominato con il nome greco τα Λευκά (ta Leuká, le Bianche), probabilmente per le bianche rocce perpendicolari sul mare.


Oltre al bel faro e all'ambiente, altre due sono le attrazioni: la Basilica di Santa Maria de finibus terrae, per la quale la devozione dei fedeli ha origine antica: si parla di un grande miracolo che avrebbe salvato i pescatori il 13 aprile del 365 da una burrasca. L'attuale struttura fortificata della chiesa venne costruita tra il 1720 e il 1755 per resistere ai numerosi e ripetuti attacchi da parte dei predatori turchi e saraceni; le ville ottocentesche, costruite secondo vari stili, soprattutto Liberty, verso la fine del XIX secolo (1800): se ne contavano per la precisione 43 ville, molte delle quali oggi sono in disuso o appaiono profondamente trasformate rispetto al passato. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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ITINERARIO E LUOGHI


Puglia: Santa Maria di Leuca - Otranto - Brindisi - Ostuni - Bari - Rodi Garganico - Salento - Gargano


Rodi Garganico, luglio


[...] Io cammino per la piccola spiaggia deserta, ai piedi del paese (Rodi Garganico). [...]


Lo sperduto Salento, severo come una landa settentrionale, coi suoi paesi greci in sciopero secolare; poi l’esplosione di Brindisi, la più caotica, furente, rigurgitante delle spiagge italiane; e le stupende Otranto e Ostuni, le città del silenzio del Sud; e Bari, il modello marino di tutte le città, poi fino al Gargano: con la cattedrale, di suprema bellezza, sul mare [...]



Rodi Garganico (Ròude oppure Rùre in dialetto garganico, fino al 1863 chiamata Rodi) Comune i cui abitanti son detti Rodiani, fa parte della provincia di Foggia in Puglia. 

È parte del Parco Nazionale del Gargano e della Comunità Montana del Gargano.


È un noto centro per la produzione degli agrumi del Gargano fin dal Medioevo.

Tra questi, le arance del Gargano e i limoni Femminello, riconosciuti oggi come prodotti IGP.


«Si dice che sia tanto soave l'odor degli aranceti sul lido di Rodi Garganico, da far venir le lacrime agli occhi quando è il tempo della fioritura

(Riccardo Bacchelli da «Le arance dell'unità italiana»)


«Se un poeta vedesse i giardini di Rodi, egli non potrebbe astenersi di parlarne in versi

(Michelangelo Manicone da «La Fisica Daunica»)


Si dice fondato dai Cretesi (ma è solo una tradizione); poi, verso l’VIII secolo a.C., vi si sarebbero stabiliti i Rodii.



Apprezzata località balneare, per la qualità delle sue acque di balneazione è stata più volte insignita della Bandiera Blu e nel 2010 ha ottenuto tre "vele" nell'ambito della campagna della Goletta Verde di Legambiente. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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Il Salento (in salentino Salentu; in tarantino Salènde; in greco Σαλέντο, Salénto), noto anche come Penisola Salentina, è una subregione della Puglia meridionale, tra il Mar Ionio a Ovest e il Mar Adriatico ad Est i cui abitanti si dicono Salentini

Figurativamente costituisce il tacco dello stivale italiano.


Gli abitanti dell'area, che comprende l'intera provincia di Lecce, gran parte di quella di Brindisi e la parte orientale di quella di Taranto, si distinguono soprattutto per caratteristiche glottologiche rispetto al resto della Puglia. 

Sotto il profilo giuridico, il Salento all'interno del Regno di Napoli, poi Regno delle Due Sicilie, è quasi perfettamente coinciso con la circoscrizione territoriale denominata Terra d'Otranto, sopravvissuta per secoli alle riforme amministrative. (continua ascoltando il podcast qui sotto)

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Brìndisi (Brinnisi in brindisino) comune i cui abitanti sono detti Brindisini, è capoluogo dell'omonima provincia in Puglia.


Situato su un promontorio tra i due rami del suo porto interno, l'unico porto naturale sicuro della Costa Adriatica, deve fin dall'antichità la sua importanza alla particolare posizione che ne fa lo scalo verso l'oriente all'estremità della penisola. 


Centro tra i più popolosi del Salento, la città riveste un importante ruolo commerciale e culturale, dovuto alla sua posizione sul mare Adriatico. 

È stata sede provvisoria del Governo nel Regno d'Italia dal 1943 al 1944. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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Òtranto (Uṭṛàntu in dialetto salentino, Derentò in greco salentino) è un Comune i cui abitanti son detti Otrantini o Idruntini o Derentini e fa parte della provincia di Lecce in Puglia.


Situato sulla Costa Adriatica della Penisola Salentina, è il Comune più orientale d'Italia: il capo omonimo, chiamato anche Punta Palascìa, a sud del centro abitato, è il punto geografico più a est della penisola italiana.



Dapprima centro Greco-Messapico e Romano, poi Bizantino e successivamente Aragonese, si sviluppa attorno all'imponente Castello e alla Cattedrale Normanna. Sede Arcivescovile e rilevante centro turistico, ha dato il suo nome al Canale d'Otranto, che separa l'Italia dall'Albania, e alla Terra d'Otranto, antica circoscrizione del Regno di Napoli. 


Carmelo Bene che decise di porre la sua residenza in Otranto, ebbe a scrivere nel suo “Sono apparso alla Madonna” «Affondare la propria origine - non necessariamente connessa alla nascita - in terra d’Otranto è destinarsi un reale-immaginario. E lì, appunto, nel primo dì di un settembre io fui nato. Otranto. Da sempre magnifico, religiosissimo bordello, casa di cultura tollerante confluenze islamiche, ebraiche, arabe, turche, cattoliche. Ne è testimone la stupenda cattedrale. Il suo favoloso mosaico figurante l’"albero della vita", dell’anno 1100»


Nel 2010 il borgo antico è stato riconosciuto come Patrimonio Culturale dell'UNESCO quale Sito Messaggero di Pace.

Fa parte del club de I Borghi più Belli d'Italia. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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Ostuni (Stune in dialetto ostunese) è un comune i cui abitanti son detti Ostunesi, che fa parte della provincia di Brindisi in Puglia.


Noto centro turistico, è detta anche la città bianca per via del suo caratteristico centro storico che nei tempi passati era interamente dipinto con calce bianca.


«Ostuni è la città panoramica per eccellenza, ogni casa è un belvedere, ogni trattoria è della Bellavista, ad ogni finestra v'è un poeta che guarda nella pianura sottostante gli ulivi che cangian colore a tutti i venti […]

A Ostuni le case sono bianche, di latte e calce, sono bianche fino a far male agli occhi, sono candidi i muri, le finestre, le porte, le scale, tutto è inverosimilmente bianco. […]

A Ostuni si va per capire cosa vuol dire stare al riparo dal sole […] per non desiderare più romanzi, per non pensare più a viaggi lontani, qui c'è il fascino di tutte le città dei mari del Sud, qui c'è l'equatore a portata di mano»

(Ettore Della Giovanna)

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Bari (fino al 1931 Bari delle Puglie) è un comune i cui abitanti sono detti Baresi, ed è capoluogo della regione Puglia e dell'omonima città metropolitana.


È nota anche per essere la città nella quale riposano le reliquie di San Nicola il che ha reso Bari e la sua Basilica uno dei centri prediletti dalla Chiesa ortodossa in Occidente e anche un importante centro di comunicazione interconfessionale tra l'Ortodossia e il Cattolicesimo.


Situata sulla riva dell'Adriatico, a metà circa della Costa pugliese, circondata dall’ampio anfiteatro di terre fertili e popolose della conca cui dà il nome, è il maggiore centro della Puglia ed il secondo centro urbano del Mezzogiorno continentale per popolazione è per importanza economica. 

Consta di due parti: una nuova ed una vecchia che sorge sul luogo già abitato nell'età del bronzo. 

Bari fu centro peucetico, ma acquistò importanza dopo la conquista romana del 300 avanti Cristo come Porto e nodo stradale, divenne municipio in età Imperiale.


Scrive Paul Bourget nel suo "Sensations d'Italie" del 1891 «Per me, la trovo attraente questa città nuova, con le sue vie larghe, ad angoli retti, che consentono di veder sempre in fondo ad esse il mare, come si vedono a Torino le Alpi»


Bari ha una solida tradizione mercantile-imprenditoriale e da sempre è punto nevralgico nell'ambito del commercio e dei contatti politico-culturali con il Medio Oriente. (continua ascoltando il podcast qui sotto)


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Il Gargano semi-circondato dal mare Adriatico, ma limitato a ovest dal Tavoliere delle Puglie, nel suo territorio è compreso il parco nazionale del Gargano.

Abitato fin dall'epoca preistorica, è un massiccio montuoso di natura calcarea che si erge come un pilastro isolato nella parte orientale della Puglia, in provincia di Foggia, costituendo un promontorio: il cosiddetto sperone d'Italia. 

Vi si trovano centri pescherecci e turistici piuttosto noti tra i quali Vieste e Rodi Garganico, collegati da una strada litoranea. (continua ascoltando il podcast qui sotto)

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