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Filosofia

Articolo 9 della Costituzione italiana: “La Repubblica Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.” Convenzione europea del paesaggio del 2000: «”Paesaggio” designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle persone, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni».  

Dal 2005, Penisol@bella con i Foto Grand architetTour, è un progetto di
Storytelling Visuale, diffuso attraverso Blog, social network e libri, con cui racconto viaggi di Architetture e Paesaggi Culturali - antropizzati, urbani, naturali -, dell'Italia minore con la M maiuscola, grande giardino emozionale diffuso; da meridionalista, soprattutto il Sud mi attira e mi ispira, in quanto laboratorio di eccellenze, atmosfere, bellezza, identità territoriali materiali e immateriali, genius loci, che si sono mantenuti uguali nel tempo, non corrotti.
Viaggio con lentezza ed eco-sostenibilità, in treno e a piedi, raccontati con immagini che diffondo in modo virale, grazie ai miei blog e profili social, rendendo concrete, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni.

Fotografo Meridionalista di Architetture e Paesaggi culturali ed antropizzatiFilosofo, Sociologo, Antropologo, non ho ricette o soluzioni, ma come uomo per gli altri, sento la necessità alla parresia (diritto dovere di dire la verità) offrendo il mio carisma e i miei talenti come seme creativo; auspico che il mio sguardo di testimone oculare, e la mia opera artistica del racconto visivo dei paesaggi culturali frutto di stratificazioni architettoniche, più o meno armoniose, possano rendere visibile ciò che spesso risulta inosservato o invisibile, stimolando una nuova consapevolezza e percezione visiva, contribuendo a migliorare il senso identitario delle popolazioni alle quali mostro i luoghi vissuti quotidianamente, di cui fanno parte e che li pervadono, di cui sono parte e storia essi stessiContribuendo a creare immaginario collettivo.

Con il mio progetto etico ed estetico Grand architetTour, mi dedico, con impegno civile di cittadinanza attivaattraverso la mia narrazione visuale, il mio sguardo ed il mio intervento, incontrando cittadinanze e amministratori localia stimolare, dibattere, confrontarsi, condividere e sensibilizzare sui temi dell'ambiente vissuto quotidianamente.

Meridionalista perché
Perché il Sud Italia è un laboratorio che dimostra come la crisi sia un'opportunità, di come si sviluppa il senso di resilienza; una parte d'italia che ha conservato la vera identità italiana, grazie al fatto di essere rimasto indenne da ogni "vantaggio" del cosiddetto "progresso", ma anche miracolosamente sottratta ai suoi numerosi svantaggi che abbiamo modo di conoscere, centellinandoli, nei decenni.
I ritmi di vita degli abitanti non è granché cambiato da secoli e la "misura naturale", quella che scandisce il susseguirsi della notte col giorno, delle diverse stagioni e, attraverso le fasi lunari, i tempi della semina e del raccolto, tenendo uniti i membri delle piccole comunità come gli ospiti di una barca di fronte alla forza e alla solitudine del mare, è una misura nettamente percepibile, è, anzi, la chiave dei comportamenti, dei sorrisi, dei timori, delle ritrosie, delle condiscendenze verso gli ospiti che ci colpiscono come il segno di una identità preziosa.
Oltre a questa presenza della civiltà contadina, ancora vissuta nei suoi ritmi e nei suoi valori, un filone di gaiezza e filosofica serenità e, nell'ambiente di molti centri, un'eleganza e un'armonia urbana che fanno supporre rapporti intensi, trascorsi e/o ancora vivi
Purtroppo, molte cose sono scomparse ed in particolare la più preziosa: quel senso di equilibrio ed armonia tra l'uomo e l'ambiente; ma gran parte dei paesaggi e delle architetture che caratterizzano i luoghi, sono ancora lì e parlano lo stesso linguaggio, anche se gli uomini sono cambiati e aldilà degli equilibri perduti, essi cercano nuovi equilibri da conquistare, venendo a patti col progresso e dello sviluppo ormai diventati così aggressivi, invasivi e penetranti da rendere vani tutti i tentativi di metterli tra parentesi.
Perché altrettanta attenzione merita l'architettura del Sud; non solo quella nobile delle aree archeologiche o delle evidenze presenti nei centri storici, che testimoniano il passaggio di Greci, Bizantini, Normanni, Arabi, al più alto livello; ma quella cosiddetta "minore" che meglio sarebbe definire "collettiva" perché non aspira ad un valore autonomo da "protagonista", ma canta "in coro": esprime cioè il suo valore come parte di un "tutto" che può essere la compagine unitaria degli insediamenti o anche il rapporto di un singolo edificio con il paesaggio, sempre rispondente ad una regola mai scritta ma rigorosamente rispettata. 
Nel Sud, come nel resto dell'Italia "minore", esiste il "linguaggio dei luoghi", qualcosa  che può paragonarsi al dialetto che di primo acchitto, ascoltando anche poche parole, permette di individuare con certezza un luogo, un territorio, una regione di appartenenza e, in qualche caso, anche un insediamento determinato e finanche un suo quartiere.

In che cosa consista chiaramente questo linguaggio, è cosa che può essere anche descritta con esempi e considerazioni tipologiche, ma che bisogna innanzi tutto "sentire", partecipando all'individuazione oltre che con gli occhi, con la mente e la ragione, con l'intuizione e il sentimento.

Penisol@bella è una dichiarazione d'amore per la bellezza dell'Italia e raccoglie, come detto, i lavori dei miei progetti fotografici del Grand architeTour.
L'idea nasce dal mio amore appassionato incondizionato spassionato per il mio paese, l'Italia ed il Sud in particolare; dalla convinzione che troppi sono i detrattori, per calcolo, malafede e ignoranza intesa come non conoscenza del Paese in cui viviamo.
Sono partito dallo spirito degli artisti del Grand Tour, ad iniziare da Wolfgang Goethe e dall'idea di dare vita e visibilità alle parole scritte nei loro diari, percorrendo le strade raccontate nei vari Viaggi in Italia scritti da allora ad oggi, fotografando i luoghi da loro visitati.

Il nome parte dalla lettura del Bel Paese dell'Abate Stoppani per arrivare ad un termine che abbracciasse l'Italia intera, dalla Penisola all'isola Bella, dal Lago Maggiore a Taormina, dal Piemonte alla Sicilia, le mie radici familiari.
L'isola Bella piemontese, realizzata dalla nobiltà, come un vascello che naviga tranquillo nel Lago Maggiore, con a bordo un giardino emozionale ricco di verde e immerso in uno dei paesaggi unici italiani apprezzati da amata da poeti, scrittori, viaggiatori del Gran Tour e non solo, da Wolfgang Goethe a Ernest Hemingway, da Corrado Alvaro a Guido Piovene, solo per citarne alcuni.
L'isola Bella siciliana la cui esigua distanza dalla costa a volte, a causa della marea, si annulla, rendendola appunto una penisola Bella. Chiamata anche la "perla del Mediterraneo" il suo nome fu coniato dal barone tedesco, Wilhelm von Gloeden, che ne diffuse in tutto il mondo il valore artistico dell'isola.

Penisolabella, è l'Italia nata dall'opera congiunta di nobili famiglie e grandi architetti ed urbanisti; vascello che naviga tranquillo nel grande lago del Mar Mediterraneo.

Penisolabella, propone reportage, documentazioni, indagini, ricognizioni fotografiche di connessioni architettoniche e urbanistiche, rappresentandone i cambiamenti operati sulla morfologia dei territori, tentando di coglierne la complessità e le contraddizioni; per comprenderne i segni, non sempre coerenti, che si sovrappongono sui suoli.
Percorsi visivi dai quali possono scaturire nuove letture di città, zone edificate e antropizzate, diverse da quelle abitualmente ottenute attraverso gli ordinari strumenti di analisi
Una lettura del territorio edificato, che si configura non, come semplice illustrazione, o estetizzazione di siti protetti e/o di un “nuovo pittoresco” di paesaggi banali.

Architettura tra Estetica e Forma

Ogni edificio è destinato a fare una dichiarazione audace o sottile. Sito, funzione di costruzione e contesto svolgono un ruolo significativo in estetica. 

Gli edifici sono anche sculture per strada o nel paesaggio e perciò devono essere attentamente considerati. Il loro posto nel paesaggio è di armonia o di contrasto e drammaticità, continuità o esclamazione. 

Queste sono decisioni complesse: spesso la forma più semplice ed elegante è la soluzione migliore. 


Le decisioni relative all'estetica devono anche incarnare le viste prospettiche sia degli utenti che dei clienti e di coloro che vedono l'edificio nel paesaggio e/o nell'ambiente costruito.

Un paesaggio, con tutto ciò che contiene, è come un’opera d’arte, ma molto più complessa: un pittore dipinge un quadro, come gli architetti colline, pianure, coste; ma nei due casi, non sempre l’intervento artistico ha un risultato esteticamente armonioso; gli architetti chiamati a dipingere, a volte fanno i graffitari.
Inoltre, il paesaggio è più corale e sempre in divenire, in quanto, anche chi lo abita li trasforma, con l’uso e l’abuso. 
Tutti questi interventi costituiscono l’identità materiale e immateriale culturale e spirituale dei territori. 
Paesaggio è il luogo al quale si appartiene senza averne, spesso, coscienza dell’appartenenza. 
Ogni cultura instaura il suo rapporto con la natura, creando luoghi con determinati caratteri, attraverso diverse scelte, scopi, intendimenti: luoghi divenuti, di conseguenza, specchio della storia, della cultura e delle società che li hanno promossi. 
Documenti della natura, delle architetture e della storia, i paesaggi sono sintesi del vivere umano e quotidiano: ciascuno con la propria peculiarità, espressione di una data libertà. 
La formazione del paesaggio è connessa ai suoi abitanti come gli abitanti sono connessi al proprio paesaggio, al complesso dell’immagine del proprio mondo quotidiano rilevato attraverso la contemplazione e la lettura per immagini operata attraverso la fotografia. 
Tra abitanti e luoghi abitati il legame è stretto e vitale, etico ed estetico e il paesaggio ne rappresenta lo spazio dove si legge la sua storia nella sua complessità con le sue stratificazioni e sovrapposizioni. 
Ogni momento storico può essere individuato nel paesaggio, luogo che accoglie le relazioni tra uomo e natura: rappresenta il risultato di un moto perpetuo, continuo, di trasformazione, risalente alle origini stesse del territorio e alla sua personalità primaria. 
Pertanto, ogni paesaggio è natura trasformata dall’uomo nel corso della storia; ma, concettualmente differente dalla natura, a volte armonizzato con essa (in passato) a volte imposto (nel presente). 
La natura, in sé e per sé, non è altro che la vita corale, spontanea, nella quale il creato e le sue creature, esistono e convivono interconnessi armonicamente, secondo leggi cosmiche. 
Come unità di una totalità, la natura è priva di contorni, mentre ciascun paesaggio, pur nella convivenza e interazione tra paesaggi limitrofi, è ben delimitato e compreso in un orizzonte momentaneo o durevole: è un rilievo individuale, individuabile, caratterizzato e caratterizzante rispetto all'unità indissolubile della natura in cui è inserito. 
In ogni paesaggio c’è il nostro passato e il nostro presente, con usi e abusi, che dovremmo tramandare alle generazioni future con rispetto e tutela. 
Occorre una visione globale del vivere e dell'ambiente, come scenario della storia all'interno del rapporto natura-cultura-architettura: una visione del mondo che riconduce l'uomo al sentimento responsabile della conservazione del paesaggio, come ambito complessivo della vita. 

Per questo, formare la coscienza paesaggistica è compito quanto mai urgente, educare ad uno stile di vita non consumista, alla bellezza, per risvegliare il senso di appartenenza e di cittadinanza.

Il progetto è andare controcorrente, tirarsi fuori dalla massa mugugnante, offrendo uno strumento di cultura informata in grado di provocare una presa di coscienza individuale e collettiva, che restituisca un'identità perduta, rendendo consapevoli di chi siamo, da dove veniamo, cosa e dove siamo, per decidere se essere o non essere.

Per raccontare tutto ciò, uso la narrazione basata sull'immagine fotografica sinestetica, ricordando ciò che affermò Goethe a proposito della forza dell'immagine: “La pittura è capace di creare con i quadri un mondo visibile assai più compiuto di quanto possa essere quello reale”.
La fotografia per me è vita e la vita è emozione narrata contratta in poche righe di forti emozioni: "m'illumino d'immenso" di Ungaretti, per raccontare costretta in una sintesi simile allo scatto fotografico che contiene tutto. 
A volte, uno scatto fotografico equivale ad uno schizzo: pochi tratti che sanno esprimere e contenere il tutto.
Fotografo solitario, filosofo meditabondo, uso la Fotografia in bianco e nero per immagini metasinestetiche, perché la sua forza espressiva non ha bisogno di una tavolozza per colorare pensieri emozioni e spazi, bastandogli un soggetto con luci ed ombre, bianchi neri e una scala di grigi per raccontane l'essenza e l'esperienza che voglio raccontare.
Architetto Fotografo Meridionalista, posso contare su un'arma comunicativa in più: l'immagine che vale più di mille parole; l'immagine è strumento di comunicazione universale, in grado di coinvolgere tutti ed ognuno, con la sua sintesi e immediatezza; attraverso la sua forza evocativa, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, largamente comprensibile.
Meglio delle parole, le immagini, creano icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, creare opinione pubblica, rappresentando uno strumento molto potente. 

Non mi importa che nei miei Viaggi nell'Italia delle architetture vi siano il Duomo di Milano o il Colosseo, o le architetture del Bernini e/o del Borromini; i centri cittadini, piuttosto voglio che il mio vedere arricchisca l’immaginario soggettivo e collettivo con la città contemporanea delle periferie, quelle progettate dalle amministrazioni e quelle diffuse e disordinate, nate spontaneamente. 

Gli obiettivi di Penisolabella sono:

combattere l'ignoranza indotta da decenni di educazione scolastica che ha prodotto un disastro a valanga, travolgendo ogni strato sociale e politico. Una scuola sempre più rivolta, alla rincorsa delle novità, delle omologazioni, mai alla tradizione, alla ricchezza culturale e artistica italiana; malata di esterofilia, non insegna a leggere i nostri autori che, assieme a quelli venuti dall'estero, dal 1700 hanno fatto e raccontato i loro Grand Tour, lasciandoci racconti estasiati ed entusiasmanti, della nostra terra; la scomparsa della geografia che ha privato intere generazioni della conoscenza dei luoghi, ma anche una conoscenza integrata delle identità materiali e immateriali, costituite da stratificazioni e reti di comuni e luoghi senza soluzione di continuità ricchi di testimonianze artistiche, architettoniche, beni artistici e culturali, produzioni e cucine tipiche, tradizioni, artigianato, ambiente e natura, paesaggi urbani rurali naturali

Combattere l'ignoranza indotta dai mezzi d'informazione che giornalmente ci bombardano di notizie negative e si accorgono dell'Italia minore e bellissima solo in occasione dei disastri; la dimenticanza e morte della creatività italiana. 

Insomma con Penisol@bella voglio combattere tutto ciò che ha ingenerato la perdita di identità negli italiani, ignari di quanto è contenuto dalla nostra Penisola.

Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività. Il linguaggio fotografico favorisce una lettura della trasformazione stratificata del Paese Italia. La foto diventa un documento su cui lo sguardo si esercita per offrire elementi di discussione meno astratti nella lettura del territorio.



NE' RICCO NE' FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, lavoro non profit nell'ottica della Sharing Economy (Economia Condivisa), nella convinzione che la comunicazione visiva della bellezza, arricchisca mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

La mia filosofia di vita è vivere in maniera ascetica, accontentandomi di poco, l'essenziale, niente sprechi, un'alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo; adotto la dieta - dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere» -, stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento: 5 sensi + 2 mente e cuore; artista, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento, calmo e paziente per nascita e per scelta, mi muovo al ritmo di Kalipé - Va passo lento e corto - l'augurio tibetano lavoro con sguardo lento, viaggio in treno, e vivo praticando l'ozio meditativo e creativo e le pause estatiche esteticheViaggio a passo lento (60 metri al minuto, rilevazione di Google) con uso di sigaro toscano, macchina fotografica al collo, computer online, e con sguardo attento sempre pronto a riprenderenarrando  pensieri con immagini che rendono visibile l'invisibile.

Fin da ragazzo sono stato abituato ad impegnarmi direttamente per rendermi utile alle cause che sceglievo di combattere; la scelta dell'impegno politico e di cittadinanza attiva, si concretizzò con l'uso della Fotografia, per narrare bellezza, visioni, pensieri, riflessioni, proposte.


Lavoro non profit nell'ottica della Sharing Economy, sostenendomi con la vendita delle mie opere.
Realizzo e pubblico online e diffondo attraverso i miei blog giuseppecocco, penisolabella e sui social network: Twitter - Facebook - Google + - Pinterest - Instagram; li geolocalizzo attraverso Google Map;

e raccolte nei miei Libri che raccontano Foto Grand architetTour


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Mi affido a tutti coloro che lo vogliano, apprezzando il mio lavoro, entrando a far parte dei miei Amici e Partner,  ospitandomi per Residenze Creative per la realizzazione delle riprese fotografiche.


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