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Passeggiata per la Calabria del 1828 di Justus Tommasini

La relazione del viaggio in Calabria del 1828 di Justus Tommasini si caratterizza per l’attenta rappresentazione del paesaggio inteso come un insieme di dati geografici e realtà antropica. 

Un paesaggio, che conserva ormai solo nei toponimi e in qualche resto di colonna dorica, come un’eco lontana, la memoria della Magna Grecia. 

La storia sembra del tutto assente e quando compare – lo sbarco di Murat a Pizzo - si consuma velocemente su una spiaggia e in un antico castello a strapiombo sul mare. è una Calabria primigenia quella che questo viaggiatore tedesco ci presenta, fatta di montagne, tante, e di piane, poche, a volte lussureggianti di piante mediterranee - querce, mirti, ulivi, aranci, agavi, fichi d’India - più spesso desolate se non paludose, ma anche di mare. 

Un mare i cui colori affascinano il viandante venuto dal nord: verde chiaro sulla riva, scuro nei punti più profondi, purpureo in mare aperto. 

E la gente di Calabria? 

Un popolo robusto anche se non di elevati sentimenti, oggetto di sfruttamento da parte di dominazioni straniere succedutesi ininterrottamente nel tempo. 

«La libertà - è la conclusione non priva di provocazione di questo viaggiatore tedesco del primo Ottocento - alberga solo fra i briganti sulle montagne inaccessibili. E se anche questa libertà viene ora male usata a danno della società, pure, fra questi briganti di strada, vi sono uomini ai quali, in un altro contesto, non sarebbero mancati titoli ed onorificenze».

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Rotonda, 19 settembre

A dire il vero oggi a Lagonegro avevo pensato di raggiungere il mare dalle parti di Policastro, l'antica Pixous, di cui dovrebbe essersi conservata qualche traccia. 

La distanza, però, sulle venti miglia, non era irrilevante; e poi avevo paura dei sentieri di montagna, orrendi, soprattutto da queste parti, dove, mancando una segnaletica, è facile perdersi.

Per questo motivo son venuto sin qui utilizzando la strada maestra dove almeno non ci si perde e ho rinunciato a visitare l'antica Pixous e tutta la costa sino al Golfo di Sant'Eufemia anche perché soprattutto quest'ultima sarebbe stato difficile farla entrare nel mio itinerario di viaggio. 

Da queste parti non nutrono molta considerazione per chi viaggia a piedi, tant'è che oggi non volevano accettarmi in una locanda che non si presentava male, pur essendo disposto a pagare profumatamente.

Luoghi narranti narrati e citati: Lagonegro - Policastro Bussentino (antica Pixous) - Golfo di Sant'Eufemia - Rivello - Trecchena (Trecchina) - Bosco (Montemilone ?) - Lauria - Viggianello - Rotonda - Castelluccio Inferiore - Castelluccio Superiore

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2 - Cstrovillari, 20 settembre

3 - Prima di Cosenza, 21 settembre

4 - Cosenza, 23 settembre

5 - Nicastro, Monteleone, 26 settembre

6 - Palmi, 27 settembre

7 - Reggio, 28 settembre

8 - Reggio, 29 settembre

9 - Reggio, 30 settembre

10 - Fondaco di Palizzi, 1 ottobre

11 - Portigliola, 2 ottobre

12 - Monasteruccio, 3 ottobre

13 - Squillace, 4 ottobre

14 - Catanzaro, 5 ottobre

15 - Crotone, 6 ottobre

16 - Crotone, 7 ottobre

17 - Crotone, 8 ottobre

18 - Marina di Corigliano, 9 ottobre

19 - Trebisacce, 10 ottobre

20 - Rocca Imperiale, 11 ottobre

21 - Taranto, 14 ottobre

22 - Arresto, detenzione, condanna a morte e sepoltura del Generale Gioacchino Murat. Narrazione veridica del canonico Tommaso Antonio Masdea, Decano della Chiesa di Pizzo, Vicario del Vescovo di Mileto

23 - Grazie accordate da Sua Maestà il Re alla città di Pizzo

L’AUTORE

Justus Tommasini pseudonimo di Johann Heinrich Westphal (31 gennaio 1794 – 1831) è stato un astronomo, matematico e geografo tedesco.

Nel 1822, Westphal intraprese una spedizione di ricerca in Egitto e Palestina. 

Realizzò numerosi schizzi dettagliati che furono trasformati in una mappa accurata di Gerusalemme, pubblicata nel 1825.

La mappa fu in gran parte dimenticata dai cartografi successivi nel 1800 e 1900. 

La sua carriera professionale si svolse principalmente in Italia, dove pubblicò diverse guide di viaggio che descrivevano diverse regioni della penisola con il nome di Justus Tommasini.

Morì in Sicilia e fu sepolto nel cimitero della chiesa di Termini Imerese.

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