Un paesaggio, che conserva ormai solo nei toponimi e in qualche resto di colonna dorica, come un’eco lontana, la memoria della Magna Grecia.
La storia sembra del tutto assente e quando compare – lo sbarco di Murat a Pizzo - si consuma velocemente su una spiaggia e in un antico castello a strapiombo sul mare. è una Calabria primigenia quella che questo viaggiatore tedesco ci presenta, fatta di montagne, tante, e di piane, poche, a volte lussureggianti di piante mediterranee - querce, mirti, ulivi, aranci, agavi, fichi d’India - più spesso desolate se non paludose, ma anche di mare.
Un mare i cui colori affascinano il viandante venuto dal nord: verde chiaro sulla riva, scuro nei punti più profondi, purpureo in mare aperto.
E la gente di Calabria?
Un popolo robusto anche se non di elevati sentimenti, oggetto di sfruttamento da parte di dominazioni straniere succedutesi ininterrottamente nel tempo.
«La libertà - è la conclusione non priva di provocazione di questo viaggiatore tedesco del primo Ottocento - alberga solo fra i briganti sulle montagne inaccessibili. E se anche questa libertà viene ora male usata a danno della società, pure, fra questi briganti di strada, vi sono uomini ai quali, in un altro contesto, non sarebbero mancati titoli ed onorificenze».
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Rotonda, 19 settembre
A dire il vero oggi a Lagonegro avevo pensato di raggiungere il mare dalle parti di Policastro, l'antica Pixous, di cui dovrebbe essersi conservata qualche traccia.
La distanza, però, sulle venti miglia, non era irrilevante; e poi avevo paura dei sentieri di montagna, orrendi, soprattutto da queste parti, dove, mancando una segnaletica, è facile perdersi.
Per questo motivo son venuto sin qui utilizzando la strada maestra dove almeno non ci si perde e ho rinunciato a visitare l'antica Pixous e tutta la costa sino al Golfo di Sant'Eufemia anche perché soprattutto quest'ultima sarebbe stato difficile farla entrare nel mio itinerario di viaggio.
Da queste parti non nutrono molta considerazione per chi viaggia a piedi, tant'è che oggi non volevano accettarmi in una locanda che non si presentava male, pur essendo disposto a pagare profumatamente.
Luoghi narranti narrati e citati: Lagonegro - Policastro Bussentino (antica Pixous) - Golfo di Sant'Eufemia - Rivello - Trecchena (Trecchina) - Bosco (Montemilone ?) - Lauria - Viggianello - Rotonda - Castelluccio Inferiore - Castelluccio Superiore
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2 - Cstrovillari, 20 settembre
3 - Prima di Cosenza, 21 settembre
4 - Cosenza, 23 settembre
5 - Nicastro, Monteleone, 26 settembre
6 - Palmi, 27 settembre
7 - Reggio, 28 settembre
8 - Reggio, 29 settembre
9 - Reggio, 30 settembre
10 - Fondaco di Palizzi, 1 ottobre
11 - Portigliola, 2 ottobre
12 - Monasteruccio, 3 ottobre
13 - Squillace, 4 ottobre
14 - Catanzaro, 5 ottobre
15 - Crotone, 6 ottobre
16 - Crotone, 7 ottobre
17 - Crotone, 8 ottobre
18 - Marina di Corigliano, 9 ottobre
19 - Trebisacce, 10 ottobre
20 - Rocca Imperiale, 11 ottobre
21 - Taranto, 14 ottobre
22 - Arresto, detenzione, condanna a morte e sepoltura del Generale Gioacchino Murat. Narrazione veridica del canonico Tommaso Antonio Masdea, Decano della Chiesa di Pizzo, Vicario del Vescovo di Mileto
23 - Grazie accordate da Sua Maestà il Re alla città di Pizzo
L’AUTORE
Justus Tommasini pseudonimo di Johann Heinrich Westphal (31 gennaio 1794 – 1831) è stato un astronomo, matematico e geografo tedesco.
Nel 1822, Westphal intraprese una spedizione di ricerca in Egitto e Palestina.
Realizzò numerosi schizzi dettagliati che furono trasformati in una mappa accurata di Gerusalemme, pubblicata nel 1825.
La mappa fu in gran parte dimenticata dai cartografi successivi nel 1800 e 1900.
La sua carriera professionale si svolse principalmente in Italia, dove pubblicò diverse guide di viaggio che descrivevano diverse regioni della penisola con il nome di Justus Tommasini.
Morì in Sicilia e fu sepolto nel cimitero della chiesa di Termini Imerese.


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