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Pentecoste 1912.
Appena maturato e in procinto di iscriversi alla facoltà di filosofia, Walter Benjamin intraprende il suo viaggio in Italia, un «paese che amava».
«Narrare» e «viaggiare» in Benjamin non soltanto hanno passioni comuni da condividere, ma sono indissolubilmente legati.
Così la prosa di questi appunti de “Il mio viaggio in Italia” oscilla tra brevi ed incisive notazioni geografiche e continue sollecitazioni di immagini di una vita vissuta altrove, perfetta conciliazione di ricordo e narrazione, legame tra futuro e passato.
Leggere questo libro è un'occasione importante per raggiungere tasselli al dibattito che in Italia si ormai avviato da lungo tempo su Benjamin, ma anche per lanciare uno sguardo, attraverso l'occhio penetrante dell'autore, a luoghi che hanno sempre condensato un gioco complicato del tempo, tra vecchio e nuovo, antico e moderno.
ASCOLTA i PODCAST dell’intero libro capitolo per capitolo
Premessa
Dal diario di viaggio che mi accingo a scrivere deve emergere ancora il viaggio.
In esso vorrei che si sviluppasse l'essenza finale, la tacita e chiara sintesi di cui necessita un diario di viaggio di istruzione e che ne fornisce l'essenza.
Ascolta "Premessa al «Il mio viaggio in Italia - Pentecoste 1912» di Walter Benjamin" su Spreaker.
24 maggio venerdì, Inizio del viaggio
Il 24 maggio, venerdì, il nostro treno doveva partire alle 4 e 30 del mattino ma subì un forte ritardo.
Più che puntuale mi trovavo - già alle 3 e 45 - nel freddo mattutino presso la casa di Erich Katz ed accennai timidamente qualche fischio stonato che tuttavia non destò nessuna attenzione.
È da notare che in questa occasione era stata convenuta quale «fischio di viaggio » una melodia di cui ero in grado di fornire solo tristi variazioni.
Dopo alcuni minuti di attesa arrivò precipitosamente F. Sacs - correndo a perdifiato per la strada deserta - verso casa nostra ed io lo chiamai.
Finalmente ci eravamo tutti!
Non fu piacevole constatare che non era più tanto presto.
Luoghi narranti narrati e citati: Lucerna - Vierwaldstattersee (Lago dei Quattro Cantoni) - Gottardo (Passo del)
Bellinzona è la prima tappa
Bellinzona è la prima tappa di questa intensa giornata di viaggio.
Dietro la stazione, in una piccola piazzetta verde, troviamo una panchina. Deponiamo i bagagli e Simon, con sette braccia in manualetto in conversazione, si avventura in cerca di una panetteria.
Non riesco a trovare le cartoline che cercavo.
Luoghi narranti narrati e citati: Bellinzona - Stazione di Locarno - Madonna del Sasso - Stresa - Lago Maggiore - Gottardo (monte) - Isola Madre - Monte Mottarone - Isola Bella - Monte Ceneri
Rinunciamo alla scalata del Monte Mottarone
L’aver rinunziato alla scalata del Mottarone ci appariva in quel momento cosa del tutto fortunata, infatti avremmo perso l'occasione di fare questo viaggio.
Un giardiniere si fece da guida sull'Isola Madre e con nostro stupore si rendemmo conto che per la manutenzione del grande parco vi erano solo tre giardinieri ....
Luoghi narranti narrati e citati: Monte Mottarone - Isola Madre - Isola Bella - Luino - Ponte Tresa - Lago di Lugano - Lugano
Il primo albergo di Lugano al completo
Il primo albergo di Lugano, un albergo tedesco, era al completo.
Fummo indirizzati verso quello adiacente.
Le stanze erano buone e potemmo riposare piacevolmente.
Prima di cena scrissi alcune cartoline in terrazza.
Oltre noi vi erano altri due giovani, alcuni turisti e un grasso signore seduto a capotavola, accanto a sua moglie che purtroppo soffriva di mal di denti.
Luoghi narranti narrati e citati: Lugano - Lago di Lugano - Monte Bré
Domenica di Pentecoste
Le imprese del giorno seguente, domenica di pentecoste, furono alquanto scombussolate.
Dal momento che il servizio agli sportelli procedeva lentissimamente, la nostra marcia verso Gandria andò per le lunghe, causa un'eccessiva preoccupazione per il bagaglio, cosicché alla fine fummo costretti a prendere il battello successivo a quello previsto.
Durante tutto il percorso fece molto caldo, di certo il giorno più caldo dell'intero viaggio.
Luoghi narranti narrati e citati: Gandria - Lago di Lugano - vetta San Salvatore - Portezza (Porlenza) - Menaggio - Lago di Como - Bellagio - Lago Maggiore - Cadenabbia - Villa Carlotta (a Cadenabbia) - Como - Duomo di Como
Milano non saluta gli stranieri in italiano
Milano saluta gli stranieri non in italiano, ma in modo transeuropeo.
Con ogni mezzo riporta loro alla coscienza l'idea del sensazionale: questa è la prima città italiana che si incontra ed anche la più grande.
L'invadenza dei domestici d'albergo oltrepassa ogni limite di aspettativa e la notiamo in modo particolare.
Guidati da Simón depositiamo i bagagli all'ingresso principale e consultiamo la cartina.
Luoghi narranti narrati e citati: Milano - Camposanto (Cimitero Monumentale) - Piazza Duomo - Duomo - Teatro alla Scala - Accademia di Brera - Ultima Cena di Leonardo (Museo del Cenacolo Vinciano) - Santa Maria delle Grazie
A Verona
A Verona decidemmo improvvisamente di scendere alla prima stazioncina.
Ci troviamo in una piazza vasta ma abbastanza spopolata.
Per strada solo alcuni sfaccendati e noi abbiamo la consueta «rogna» di mandarli via.
Dopo aver riflettuto per qualche istante - il baedeker non ci fu di grande aiuto - Simon decise di proseguire con un domestico di albergo, un ragazzino di circa 16 anni.
Katz ed io rimanemmo in attesa e dopo qualche minuto erano di ritorno: l'albergo era stato scelto!
Attraverso Porta Nuova scorgiamo un corso molto largo e scarsamente ombreggiato dai scarsi e variopinti edifici siti ai due lati.
Questa è la prima immagine che dice chiaramente Italia.
Luoghi narranti narrati e citati: Verona - Porta Nuova - Arena - San Zeno Maggiore - Piazza del Mercato (cortile del Mercato Vecchio) - Teatro Romano
Ascolta "A Verona da «Il mio viaggio in Italia - Pentecoste 1912» di Walter Benjamin" su Spreaker.
A Vicenza
A Vicenza c'è una piazza impolverata, assolata è piena di verde ed al limitare della piazza una strada piena di ghiaia ed una panchina.
Prendiamo posto e Simon appronta il solito pranzo consistente in un panino con burro e acciughe, pane e salame e bon-bon.
A parte noi sul prato c'è un ragazzino seminudo dalla cintola il suo che flette continuamente le gambe: questo è il suo unico movimento!
Altri ragazzini gli fanno cenno e questi alla fine si alza.
Giocano ad arrampicarsi sugli alberi; mangiano le bucce dei salami che abbiamo gettato sull'erba; io mi accendo una sigaretta e la poso sulla panchina osservando come si azzuffano per impossessarsene.
Per giungere alla porta d'ingresso della città bisogna percorrere per alcuni minuti un viale periferico delimitato monotonamente da piccoli edifici e da un giardinetto pubblico..
Luoghi narranti narrati e citati: Vicenza - Basilica Palladiana - Museo Civico (di Palazzo Chiericati) - Teatro Olimpico - Villa Rotonda (la Rotonda)
Ascolta "A Vicenza da «Il mio viaggio in Italia - Pentecoste 1912» di Walter Benjamin" su Spreaker.
Parte il treno per Venezia
I miei ricordi veneziani sono molto più lacunosi a causa della grande mole e della specificità di impressioni che, giorno dopo giorno, assumevano differenti contorni. Da un molo che dà su una sterminata superficie acquea, interrotta unicamente da palizzate ed argini, parte il treno per Venezia.
Ci fu detto di salire in fretta per raggiungere il battello.
Simon e Katz sono già saliti, ma io vengo trattenuto perché devo cambiare della valuta.
Il vaporetto parte nonostante le mie ripetute sbracciate e per di più non riesco a comprendere le loro grida.
Attendo la barca successiva e penso: «forse saranno scesi alla fermata successiva per aspettarmi ... oppure saranno ad attendermi al nostro luogo d'appuntamento! ... «in caso di necessità quale albergo avevamo prenotato?».
Ne ricordo il nome vagamente.
Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - Bragora (San Giovanni in Bragora) - San Zaccaria (Campo) - Piazza San Marco - Hotel Sandwirth (Gabrielli) - Riva degli Schiavoni - Canal Grande - Chiesa francescana dei Frari - Chiesa del Redentore - Santa Maria del Gesuita /ai Gesuiti) - Santi Giovanni e Paolo - San Marco (Basilica) - Accademia - Monumento del Colleoni - Caffè Bavaria (Florian ?) - Basilica di San Marco - Chioggia - Palazzo dei Dogi (Ducale) - Ponte dei Sospiri - Santa Maria Formosa - Murano - Rialto - Santa Maria della Salute - Lido - San Giorgio Maggiore - Cappello Nero (Calle del)
Visita di Padova e fine del viaggio
Il mattino successivo arrivammo di buon ora in stazione, bevemmo dell'altro caffè e chiesi alcune informazioni ad un ferroviere circa alcuni supplementi di cui avevamo bisogno per il tratto tra Venezia e Padova.
Nel nostro vagone sedeva una deliziosa coppietta in viaggio di nozze nei cui confronti mi mostrai gentile e discreto guardando per tutto il tempo fuori dal finestrino.
Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - Padova - Università di Padova - Monumento al Gattamelata
L’AUTORE
Walter Benjamin, nome completo Walter Bendix Schönflies Benjamin (Berlino, 15 luglio 1892 - Portbou, 26 settembre 1940) è stato un filosofo, scrittore, critico letterario e traduttore tedesco, pensatore eclettico che si è occupato di epistemologia, estetica, sociologia, misticismo ebraico e materialismo storico.
Il lavoro di Benjamin, riconosciuto postumo, ha influenzato filosofi (quali Theodor Adorno, György Lukács e Hannah Arendt), mistici (come Gershom Scholem) e drammaturghi (come Bertolt Brecht).
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Walter Benjamin
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Fotografo documentarista geografico dal 1977; 40 anni da viaggiatore resiliente in Italia, oggi Divulgatore Geografico - Storyteller - Travel Blogger - Podcaster; Meridionalista innamorato dell'Italia, narro e faccio conoscere il Bel Paese, il più grande giardino emozionale diffuso.
Nel 2005 apro il blog Penisolabella seguito da Agricoltour e Va dove (ti) Porta il Treno e mi ritrovo ad essere l'unico blogger a raccontare l'Italia minore con la M maiuscola


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