Appena maturato e in procinto di iscriversi alla facoltà di filosofia, Walter Benjamin intraprende il suo viaggio in Italia, un «paese che amava».
«Narrare» e «viaggiare» in Benjamin non soltanto hanno passioni comuni da condividere, ma sono indissolubilmente legati.
Così la prosa di questi appunti de “Il mio viaggio in Italia” oscilla tra brevi ed incisive notazioni geografiche e continue sollecitazioni di immagini di una vita vissuta altrove, perfetta conciliazione di ricordo e narrazione, legame tra futuro e passato.
Leggere questo libro è un'occasione importante per raggiungere tasselli al dibattito che in Italia si ormai avviato da lungo tempo su Benjamin, ma anche per lanciare uno sguardo, attraverso l'occhio penetrante dell'autore, a luoghi che hanno sempre condensato un gioco complicato del tempo, tra vecchio e nuovo, antico e moderno.
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Premessa
Dal diario di viaggio che mi accingo a scrivere deve emergere ancora il viaggio.
In esso vorrei che si sviluppasse l'essenza finale, la tacita e chiara sintesi di cui necessita un diario di viaggio di istruzione e che ne fornisce l'essenza.
L’AUTORE
Walter Benjamin, nome completo Walter Bendix Schönflies Benjamin (Berlino, 15 luglio 1892 - Portbou, 26 settembre 1940) è stato un filosofo, scrittore, critico letterario e traduttore tedesco, pensatore eclettico che si è occupato di epistemologia, estetica, sociologia, misticismo ebraico e materialismo storico.
Il lavoro di Benjamin, riconosciuto postumo, ha influenzato filosofi (quali Theodor Adorno, György Lukács e Hannah Arendt), mistici (come Gershom Scholem) e drammaturghi (come Bertolt Brecht).


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