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Quando un aristocratico partiva per il suo Grand Tour italiano

Calabria Felix di Dominique-Vivant Denon

Questo libro, che racconta un viaggio effettuato dall’Autore nel 1778, offre una visione della Calabria molto diversa da quelle abituali; non il solito paese inospitale, infestato, ad ogni passo, dai banditi, ma una terra benedetta da Dio dove montagne e pianure si alternano con le loro bellezze e le loro ricchezze; ‘una terra promessa vista dal deserto; un’immagine dell’età dell’oro, del paradiso terrestre’; ‘un giardino delle Esperidi dove tutto è piacevole quanto utile, abbondante quanto ammirevole’; e ‘…forse il paese dell’universo più bello, più ricco, più fertile e il più completo per ogni specie di produzione’. 

Il testo, inedito in Italia e sino a poco tempo fa anche in Francia, attraverso un itinerario che si snoda dai paesi della Magna Grecia sino a Reggio e da qui, proseguendo per l’interno, sino a Morano, ci permette di scoprire una società ormai scomparsa e dei paesaggi in cui il passato sembra leggenda e la leggenda storia.

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Andata da Policoro a Reggio (capitolo completo)

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Andata da Policoro a Casalnuovo

Lasciammo Anglona e penetrammo in un bosco superbo, riconosciuto già nell'antichità come una foresta sacra di cui ha conservato tutte le caratteristiche, molto simile all'idea che ci facciamo del santuario dei nostri Druidi. 

Querce secolari, circondate da una gran varietà di piante parassitarie che ne abbelliscono il tronco, sono abitate da ogni tipo di selvaggina: cinghiali, cervi, caprioli, e soprattutto molte martore. 

Questo bosco ci portò in riva al Siris che attraversammo agguato su dei bufali che ci aspettavano; e alla foce di questo fiume che era situata la città di Siris, appartenuta ai Sibariti e distrutta dai Tarantini; con le sue rovine si ingrandì Eraclea ed il porto di Siris chiamato Bagni, nome che gli è rimasto dalle acque minerali di cui i romani facevano uso e le cui sorgenti sono perse o inaridite.

Luoghi narranti narrati e citati: Policoro - Reggio - Anglona - Siris (probabilmente l’attuale Nova-Siri) - Rocca Imperiale - Rocca Imperiale marina - Casalnuovo (o Casalinuovo di Africo) - Sibari

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Sybaris, Corigliano

Partimmo da Casalnuovo per venire a cercare i resti di Sibari e Thurium. Percorremmo tutti i terreni dei dintorni e giungemmo nel magnifico recinto di bufali del marchese della Serra. 

Chiedemmo invano alle nostre guide e alla gente del paese, di indicarci questi ruderi. 

Risalimmo a Terranuova dove attraversammo il Sibari su un ponte di legno, il cui pedaggio si costò più di quanto valesse il ponte. 

Scendemmo cercando sempre rovine tra i due fiumi e attraversando il Crati di fronte a Corigliano.

Luoghi narranti narrati e citati: Casalnuovo - Sibari - Terranuova (ovvero Terranova Da Sibari) - Paestum (o Posodonia) - Corigliano (Calabro)

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Cariati, Cirò, Melissa, Strongoli

Usciti da Corigliano camminammo per 10 miglia in un bosco di ulivi, tra Rossano e il mare. 

Si dice che in questo luogo ci fosse una volta il porto di Sybaris; ma questa opinione mi pare senza fondamento perché la foce del Crati in fondo al golfo offriva ed è ancora una rada molto più sicura di quella di Rossano, che ha quasi la forma di un promontorio, ed è esposta a tutti i venti.

Luoghi narranti narrati e citati: Corigliano (Calabro) - Rossano - Colopizzati (ovvero Calopezzati) - Cariati - Cirò - Capo d’Alice - Torre di Melissa - Strongoli

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Crotone

Attraversammo la pianura per otto miglia e lasciammo il possedimenti del nostro onesto principe.

Essi terminano sulle rive del Neto, torrente più grande degli altri e che si può anche chiamare fiume perché occorre un traghetto per attraversarlo.

Dalle sponde del Neto avanzammo attraverso una pianura di 11 miglia, perfettamente unita, ben coltivata, dove già raccoglievano il lino e l'orzo (eravamo al 22 maggio).

Luoghi narranti narrati e citati: Crotone - Capo Colonna

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Capo Colonna

Lasciammo Cotrone rimpiangendo Crotone; c’incamminammo verso Capo Colonna che si trova ad 8 miglia. 

Fu ad un miglio dalla punta che trovammo dei forzati che scavavano nelle cave.

Da esse estraggono le pietre con cui si continua a costruire il porto di Crotone. 

La pietra è di tufo morto, una concrezione di conchiglie marine e di sabbia, come una schiuma di mare posata sulla terra e indurita dal tempo.

Luoghi narranti narrati e citati: Crotone - Capo Colonna

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Isola, Catanzaro

Proseguìmmo per Isola, attraversando il monte della Sibilla, che porta questo nome senza che io ne abbia potuto scoprire la ragione. 

L'aria era pura e il mare perfettamente calmo.

Cercavo di scoprire da tutti i lati l'isola di Calipso, che le carte antiche collocano a poca distanza da questo promontorio, ma non scoprì niente. 

Quest'isola è stata interamente inventata dalla mente di Omero? 

Isola è una piccola città tra le terre, che domina una vasta e piacevole pianura.

Luoghi narranti narrati e citati: Isola (Capo Rizzuto) - Catanzaro

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Rochetta, Capo Stallanti, Squillace

Lasciammo Catanzaro che rassomiglia ad una prigione per la fatica ad entrarci o ad uscirne. 

La sua posizione è tuttavia interessante, perché trovandosi nella parte più stretta d'Italia e vicina ai due mari, potrebbe essere importante nel caso si decidesse di tracciare una linea per separare questa parte del regno, come è già successo nel tempo dei Romani e dei Bruzi. 

Scendemmo nella bella valle di cui ho già parlato. 

Il torrente che l’attraversa è confinante con casini e giardini di aranci e gelsi che rendono il luogo così delizioso da far disertare Catanzaro per gran parte dell'anno. Giungemmo in riva al mare presso una torre moderna dove il signor Deauville situata Castro Annibalis.

Luoghi narranti narrati e citati: Catanzaro - Capo Stallanti (attuale Stalettì) - Rochetta (Roccelletta) - Otranto - Squillace (Syllacium)

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Sant'Antonio, Stilo, Roccella

Non potendo costeggiare il mare perché impediti dal Capo Stallati, ci avventurammo per le montagne da dove l'abilità dei nostri muli riuscì, con fatica, a tirarci fuori. 

Arrivammo dapprima a Montauro, poi in un Monastero di Certosini, quindi a Guasparia e a Montepavone da dove scendemmo nella pianura. 

Ci rinfrescammo sulle rive del Meliteo poi passammo il Beltrano, un tempo Cocinus e innumerevoli altri torrenti che non meritano di essere citati e che si riconoscono d'estate solo per le devastazioni che hanno causato d'inverno.

Luoghi narranti narrati e citati:  Capo Stallanti (attuale Baia di Copanello) - Montauro - Monastero dei Certosini (ovvero Certosa di Serra San Bruno) - Guasparia (ovvero Gasperina) - Montepavone (ovvero Montepaone) - Torre Sant’Antonio - Monasterace - Stilo - Roccella (Jonica)

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Gerace

Partimmo il mattino da Roccella per andare a Gerace, che dista 12 miglia. 

È una città costruita nel IX secolo dalle rovine di Locri è situata su una montagna inaccessibile, così come tutte le città costruite dopo le invasioni dei Saraceni. L'opinione comune vuole che costruendo le città in alto si cercasse un'aria più pura; ma la verità è che i popoli della Magna Grecia, attaccati sempre all'improvviso dai barbari, credettero che la loro unica possibilità di difesa fosse di costruire delle abitazioni di accesso difficile.

Luoghi narranti narrati e citati: Roccella (Jonica) - Gerace - Locri - Taranto - Siracusa - Reggio (Calabria)

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Condoiano, Capi Bruzzano e Spartivento, Palizzi

Lasciamo le rovine di Locri al tramonto, senza sapere dove passare la notte; girammo a caso verso Condojano, distante tre miglia, su una punta di montagna dove mai nessun viaggiatore ha pensato di fermarsi, tranne l’abate Chauppy e noi. Il nostro arrivo fece una sensazione terribile; tutte le donne rientrarono nelle loro case e barricarono le porte; il povero sindaco ci ricevette, con rassegnazione, come un flagello caduto dal cielo. 

Infine, in questo misero paese, trovammo una stanza dove ci coricammo per terra; ne ripartìmmo presto e ci dirigemmo dapprima verso il mare, attraverso le piantagioni di gelso, per recarsi alla Punta di Capo Brazzano che doppiammo in senso contrario tagliando la punta.

Luoghi narranti narrati e citati: Locri - Condojano (odierna Condojanni) - Capo Brazzano (Bruzzano) - Capo Spartivento - Etna - Capo Peloritano (o Capo Peloro)

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Moletta, Punta dell'Armi, Reggio

Doppiammo la Punta della Saetta, e trovammo in seguito la regione verde e interamente coperta da una piantagione di gelsi. 

Arrivammo a Moletta, paese dove si coltivavano una gran quantità di bachi da seta. Volevo vedere la differenza che c'era tra il loro allevamento e quello del nostro paese e non sarei riuscito ad entrare in nessuno dei magazzini se prima non fossi stato ad ascoltare una messa con tutti gli abitanti del luogo; in seguito mi fecero entrare attraverso la porta che lasciarono semi aperta; trovai i bachi in parte già formati ma non c'era niente di particolare nel metodo, tranne l'oscurità in cui li tengono per paura che l'aria possa nuocergli nonostante il clima mite.

Luoghi narranti narrati e citati: Punta della Saetta (Capo Spartivento) - Punta dell'Armi (Capo dell'Armi) - Reggio (Calabria) - Messina

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Ritorno dalla Sicilia a Napoli (capitolo completo)

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Tra Messina e Tropea

Partimmo da Messina il 26 novembre a mezzogiorno e arrivammo al Faro un'ora e mezzo dopo. 

Volevamo avere un disegno di Sicilia; ci avvicinammo più che potemmo, tenendoci tuttavia fuori dalla portata delle fucilate dei guardacoste. 

Questo celebre e terribile scoglio è una roccia quadrata che si protende in mare, in mezzo ad un'ansa formatasi sotto grandi montagne e picco.

C'è un castello costruito sulla roccia, con un gran paese adagiato sulla cresta, che scende per un ripido pendio sino al bordo del mare, dove finisce in una piccola rada su una spiaggia stretta, adatta a ricevere solo le barche dei pescatori.

Luoghi narranti narrati e citati: Messina - Scilla - Capo Scalette (o Cala Scaletta nei pressi di Scaletta Zanclea) - Golfo di Gioia (Tauro) - Capo Vaticano - Stromboli - Salina - Filicudi - Alicudi - Lipari - Vulcano - Eolie - Bagnara (Calabra) - Palmi - Nicotera - Tropea

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Tropea, Pizzo, Nicastro

All'alba, scorsi la città appollaiata su una roccia a perpendicolo sulle nostre teste. Ne venne giù ben presto una delegazione molto rispettabile che ci compatì, prese le nostre lettere di raccomandazione e, cortesemente, fece di tutto per aiutarci. 

Ben presto il sindaco e il marchese Pelice a cui eravamo raccomandati, ci cercarono un riparo e ce ne trovarono uno molto comodo e conveniente alla nostra situazione, in un grande eremo costruito su una roccia dirupata che è collegata alla terraferma con un ponte e che si protende in mare come Pierre-Encise a Lione. 

Credetti di trovarmi in quella prigione.

Luoghi narranti narrati e citati: Stromboli - Tropea - Monteleone (oggi Vibo Valentia) - Capo Zambrone - Bivone (ovvero Bivona) - Pizzo (Calabro) - Marsiglia - Nicastro

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Colosimi, Cosenza, Tarsia

Partimmo il giorno seguente e saliti attraverso dei pericolosi sentieri su questi anfiteatri di montagne, in cima trovammo l'inverno, grandi foreste di castagni già spogli, nebbia, galaverna, e poi luoghi deserti e incolti, infine le nuvole che ci avvolsero. 

Le nostre guide poco esperte del luogo ci fecero perdere e passammo l'intera giornata a girovagare tra fustaie di querce magnifiche, di valle in valle e di cima in cima. 

Infine dopo aver camminato fino a notte, ci trovammo, a quattro leghe da Nicastro, in un villaggio chiamato Colosimi, dove si scambiarono per cattivi soggetti che era meglio non alloggiare.

Luoghi narranti narrati e citati: Nicastro - Colosimi - Rogliano - Cosenza - Bisignano - Tarsia

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Murano

Eravamo appena scesi dalla montagna di Tarsia che subito ci inoltrammo in una grande foresta, dove attraversammo quattro piccoli torrenti. 

Giungemmo alla Masseria di Sarracina dove ci rinfrescammo; in seguito ricominciamo a salire e ben presto scoprimmo il Golfo di Taranto e la bella pianura di Sybaris, come le belle colline che la fiancheggiano. 

Perché non la vedessimo che da molto lontano, la sua vista mi diede ancora un gran piacere e salendo sino al paese di San Basile, scoprii insieme questa superba valle e quella di Cosenza, separate da un bel gruppo di montagne.

Luoghi narranti narrati e citati: Tarsia - Golfo di Taranto - Sybaris - San Basile - Cosenza - Castrovillari - Murano (ovvero Morano Calabro) - Campo di Neve (ovvero Campotenese)

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L’AUTORE

Dominique Vivant, barone Denon (Chalon-sur-Saône, 4 gennaio 1747 - Parigi, 27 aprile 1825) è stato uno scrittore, incisore, storico dell'arte, egittologo ed amministratore francese. 

È considerato uno dei precursori della museologia e della storia dell'arte.

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