Napoli, settembre 1860
Baudelaire ci prende per mano e gli chiede di raccontarci strade e palazzi, musei e monumenti, caffè storici e atmosfere dove la Napoli vera di ieri e di oggi può ritrovarsi.
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Il mio buon angelo
Lunedì 3 settembre 1860
Forse ha ragione il mio Editore, la volontà non è un organo.
Allora, come a lui, dico a me stesso che è un fluido, e scorrendo nelle mie mani si scioglie in parole sulla carta.
Le parole dovevano essere indirizzate a mia madre anche se, ahimè, sono così maldestro nello scrivere!
Le lettere, poi!
Una lettera mi costa più che scrivere un volume!
Eppure sentivo il bisogno di ringraziarla per aver finanziato questo viaggio, per avermi allontanato da Parigi e dai creditori che mi opprimono.
In lei, lo so, c'è la segreta speranza che questo soggiorno mi conduca verso la completa guarigione dal male che mi ha colto improvviso lo scorso gennaio.
Dovrei ringraziare il male, allora, per questa camera elegante e profumata, dalle finestre grandi e senza smerilli ai vetri?
Detesto le finestre senza smerigli ai vetri, li ho pretesi in ogni albergo.
Luoghi narranti narrati o citati: Napoli - Vesuvio - Castel Nuovo - Castel dell’Ovo - Palazzo Pignatelli di Monteleone
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2 - La prima giornata a Napoli
3 - Al decumano inferiore
4 - Via Toledo
5 - Tra il Gambrinus e Piedigrotta
6 - Il Caffè con le tre "C"
7 - I poeti incontrano i poeti
8 - Dalla Pizzeria Port'Alba alla Taverna del Cerriglio
9 - Il miracolo di San Gennaro
10 - L'addio a Napoli
L’AUTORE
Charles Pierre Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 - Parigi, 31 agosto 1867) è stato un poeta, scrittore, critico letterario, critico d'arte, giornalista, filosofo, aforista, saggista e traduttore francese.
È considerato uno dei più importanti poeti del 1800, esponente chiave del simbolismo, affiliato del parnassianesimo e grande innovatore del genere lirico, nonché anticipatore del decadentismo.
I fiori del male, la sua opera maggiore, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale.
Il pensiero, la produzione e la vita di Baudelaire hanno influenzato molti autori successivi (primi fra tutti i "poeti maledetti" come Verlaine, Mallarmé e Rimbaud, ma anche gli scapigliati italiani come Emilio Praga, o Marcel Proust, Edmund Wilson, Dino Campana, nonché, in particolar modo, Paul Valéry), appartenenti anche a correnti letterarie e vissuti in periodi storici differenti, ed è considerato ancor oggi non solo come uno dei precursori della letteratura decadente, ma anche di quella poetica e filosofia nei confronti della società, dell'arte, dell'essenza dei rapporti tra esseri umani, dell'emotività, dell'amore e della vita che lui stesso aveva definito come "modernismo".


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