Napoli, settembre 1860
Baudelaire ci prende per mano e gli chiede di raccontarci strade e palazzi, musei e monumenti, caffè storici e atmosfere dove la Napoli vera di ieri e di oggi può ritrovarsi.
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Il mio buon angelo
Lunedì 3 settembre 1860
Forse ha ragione il mio Editore, la volontà non è un organo.
Allora, come a lui, dico a me stesso che è un fluido, e scorrendo nelle mie mani si scioglie in parole sulla carta.
Le parole dovevano essere indirizzate a mia madre anche se, ahimè, sono così maldestro nello scrivere!
Le lettere, poi!
Una lettera mi costa più che scrivere un volume!
Eppure sentivo il bisogno di ringraziarla per aver finanziato questo viaggio, per avermi allontanato da Parigi e dai creditori che mi opprimono.
In lei, lo so, c'è la segreta speranza che questo soggiorno mi conduca verso la completa guarigione dal male che mi ha colto improvviso lo scorso gennaio.
Dovrei ringraziare il male, allora, per questa camera elegante e profumata, dalle finestre grandi e senza smerilli ai vetri?
Detesto le finestre senza smerigli ai vetri, li ho pretesi in ogni albergo.
Luoghi narranti narrati o citati: Napoli - Vesuvio - Castel Nuovo - Castel dell’Ovo - Palazzo Pignatelli di Monteleone
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La prima giornata a Napoli
Martedì 4 settembre 1860
È quasi mezzanotte, anche stasera sono allo scrittoio dalle forme languide e morbide.
Che aspetto prendono questi fogli macchiati dalle mie fantasticherie?
Lo confesso: sfogliando, sulla nave, il bel libro “Viaggio in Italia” di Goethe, mi ha ossessionato l'idea di tentare qualcosa di analogo.
Il mio spirito di competitività!
Posso io paragonarmi al mio brillante modello?
No, la sua prosa è sublime!
Mi sconforterà, alla fine, rileggermi, eppure non riesco ad allontanare lo sfrontato folletto suggeritore: fa il rumore fragoroso di un palazzo di cristallo infranto dal fulmine.
Proseguo con questo scritto, dunque, uno scritto che vuole essere musica divina e alla fine risulterà come il grido stridulo di un vetraio.
Ma che importa l'eternità della dannazione a chi ha trovato in un secondo l'infinito del piacere?
La mia prima giornata a Napoli è stata splendida.
Luoghi narranti narrati o citati: Napoli - Piazza Gesù Nuovo - Colonna dell’Immacolata - Chiesa del Gesù Nuovo - Basilica di Santa Chiara (Monastero)
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Al decumano inferiore
Giovedì 6 settembre 1860
Mi ha svegliato all'alba un gatto sensuale: gemeva come una donna tra i piaceri dell'amore, con voce roca e dolce, mentre il mattino stropicciava gli occhi e una sfera di luce appena rosata tentava i miei desideri e il mio orgoglio, posandosi sui fogli ancora immacolati.
Solo poche ore fa, al rientro, li ho guardati a lungo senza fermarmi.
Ciò che certi pensieri, sia che escano da me o che si slancino dalle cose, diventano in breve troppo intensi.
I miei nervi eccitati avrebbero offerto a questa opera che vuole essere musica, null'altro che vibrazioni cigolanti.
Ma ora posso offrire scritti di stupore, prima di godere ancora delizie, in questa giornata che si colora dell'arancio del sole.
Napoli soggioga, divora lo sguardo dell'imprudente che la contempla.
Quanto vorrei essere letto dai felici di tutto il mondo e far comprendere che esistono felicità superiori, più vaste e più raffinate!
Luoghi narranti narrati o citati: Napoli - Piazza del Gesù Nuovo - Spaccanapoli - Basilica di San Lorenzo Maggiore - Via San Gregorio Armeno - Chiesa di San Domenico Maggiore - Cappella di San Severo
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Via Toledo
Venerdì 7 settembre 1860
Città particolare, Napoli, meravigliosa.
Che giornate vi sto trascorrendo!
Ieri mi sono trattenuto a lungo a fantasticare, disteso sulle coltri profumate, con gli occhi persi in quelli bui della notte.
Il sonno è arrivato senza bussare, come un ospite indesiderato e maleducato; prima che io potessi riunire le ultime sensazioni e farne parole di viaggio, si è impadronito della mia coscienza con la sua sinfonia muta e misteriosa.
Ma stasera non mi lascerò vincere: è bella l'ora in cui la felicità sa unirsi al silenzio, in cui le ombre si adagiano sulla mia mano stretta alla penna e dalla strada giungono solo echi lontani.
Questi due giorni sono stati meravigliosamente spettacolari.
Il pensiero, nonostante i buoni propositi, è corso ostinatamente a mia madre: se sapesse quel che sta accadendo in città, mi costringerebbe a rientrare.
A nulla servirebbe spiegarle che io, che ho navigato costantemente sull'orlo del suicidio, sento ora una voglia di vivere mai conosciuta: è sempre armata per la fidarmi.
Luoghi narranti narrati o citati: Napoli - Via Toledo - Riviera di Chiaia - Largo del Mercatello - Piazza San Ferdinando (oggi piazza Trieste e Trento) - Palazzo Doria d’Angri
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5 - Tra il Gambrinus e Piedigrotta
6 - Il Caffè con le tre "C"
7 - I poeti incontrano i poeti
8 - Dalla Pizzeria Port'Alba alla Taverna del Cerriglio
9 - Il miracolo di San Gennaro
10 - L'addio a Napoli
L’AUTORE
Charles Pierre Baudelaire (Parigi, 9 aprile 1821 - Parigi, 31 agosto 1867) è stato un poeta, scrittore, critico letterario, critico d'arte, giornalista, filosofo, aforista, saggista e traduttore francese.
È considerato uno dei più importanti poeti del 1800, esponente chiave del simbolismo, affiliato del parnassianesimo e grande innovatore del genere lirico, nonché anticipatore del decadentismo.
I fiori del male, la sua opera maggiore, è considerata uno dei classici della letteratura francese e mondiale.
Il pensiero, la produzione e la vita di Baudelaire hanno influenzato molti autori successivi (primi fra tutti i "poeti maledetti" come Verlaine, Mallarmé e Rimbaud, ma anche gli scapigliati italiani come Emilio Praga, o Marcel Proust, Edmund Wilson, Dino Campana, nonché, in particolar modo, Paul Valéry), appartenenti anche a correnti letterarie e vissuti in periodi storici differenti, ed è considerato ancor oggi non solo come uno dei precursori della letteratura decadente, ma anche di quella poetica e filosofia nei confronti della società, dell'arte, dell'essenza dei rapporti tra esseri umani, dell'emotività, dell'amore e della vita che lui stesso aveva definito come "modernismo".


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