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Lettura del libro Il Bel Paese di Antonio Stoppani

Lettura del libro «Itinerari Turistici per l'Abruzzo e il Molise» del 1920

Itinerari turistici per l'Abruzzo e il Molise è una cronaca di un viaggio in ferrovia attraverso l'Abruzzo all'inizio degli anni 1920, che fu stampata in pochissimi esemplari e sconosciuta alla maggior parte degli studiosi di cose d'Abruzzo. 

Questa guida si fa apprezzare per la puntigliosità messa dall'autore del voler ricercare minuziosamente tutti quegli aspetti innovativi che furono caratteristici in una regione come l'Abruzzo sempre all'avanguardia nel recepire il senso della trasformazione, da una condizione agricola-pastorale, a quella evolutiva della società moderna e industriale. 

Come detto siamo agli inizi degli anni 1920: le ferrovie ormai attraversano la regione in lungo e largo, e l'autore ne approfitta per una indagine conoscitiva di paesi e contrade che vengono, finalmente, alla ribalta dopo secoli di miseria e di abbandono. 

ASCOLTA i PODCAST dell’intero libro capitolo per capitolo 

La Valle Roveto

Balsorano - Civitella D’Antino - Civitella Roveto - Capistrello

Alla Valle Roveto si accede da un lato dalla Terra di Lavoro e dall'altro dalla Conca Fucense, attraverso la ferrovia Avezzano-Sora-Roccasecca o a mezzo della strada carrozzabile. 

La strada ferrata, non ha caratteristiche bellezze da Roccasecca in su, se si toglie la fuggevole visione di Isola del Liri, ma è di grandiose e ardite costruzioni ed offre lo spettacolo di incantevoli panorami, da Balsorano ad Avezzano.

La fertilissima valle, solcata dal fiume Liri, è attraversata da un capo all'altro, e il fiume è doppiato, in molti punti, su ponti poderosi e travature metalliche. 

Ma l'incantevole si offre al viaggiatore, subito dopo Canistro; là dove la strada ferrata, traforato il colle di Pescocanale, si avvia con pendenze, che vanno dal 9 al 25 per mille, verso la stazione di Capistrello. 

La valle va poi restringendosi man mano, fino alla strozzatura di Capistrello; e la strada ferrata deve inabissarsi spesso entro le cavità dei monti, per superare le barriere naturali.

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Il Parco Nazionale d'Abruzzo

Pescina - Gioia Vecchio - Pescasseroli - Opi

La zona del Parco Nazionale d'Abruzzo è quella che maggiormente si presta per una razionale industria del forestiero, per il fatto che in essa sia a dovizia di bellezze naturali e grandiosità di vegetazione: altipiani erbosi, dossi di montagne con selve pressoché vergini, picchi e frastagli orridi e perigliosi, vallette e gole querule di acque o silenti e fresche, strade carrozzabili levigate e pulite: il tutto a una quota costante da 1.000 a 1.500 metri sul mare.

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Il Pianoro di Caporciano

Calascio - Santo Stefano di Sessanio - Castel del Monte

Si può salire alla Piana di Caporciano da Bussi stazione o da Popoli città.

Sarà più conveniente, però, da Popoli, dove ha inizio il servizio automobilistico sul percorso Popoli-Aquila.

Si giunge al "Pianoro di Caporciano", che si distende ai lati, verde di pascoli; canoro di cicale il giorno, e di grilli la notte.

La bianca fettuccia si dilunga, in qualche tratto, tra filari di alberi.

A 13 km da Capestrano, si incontra, a sinistra, il bivio di Caporciano, distante due o tre tiri di schioppo dalla strada provinciale.

Caporciano si trova, a 826 metri sul mare, distante 32 km da Aquila, in posizione assai bella, su di un colle esposto al Levante e Ponente.

Il suo territorio produce grano e zafferano.

La quiete più solenne vi è nelle giornate di caldura.

Nelle vicinanze vi è un laghetto pescoso.

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L'Altipiano di Rocca di Mezzo

Rocca di Cambio - Rocca di Mezzo - Ovindoli - Celano

Il caldo ci opprime? Bene, quando si hanno i mezzi, a tutto c'è rimedio.

Ascendiamo le rupestri balze dei monti d'Abruzzo - terra di villeggiatura, ma più da turismo - o confiniamoci sugli altipiani, ove il fresco ci rinfranca.

L'altipiano di Rocca di Mezzo è conosciuto, da tempo, perché spesso vi si recano calciatori, che amano cacciare le quaglie; e villeggianti, che aspirano a rinfrancare lo spirito dalle diurne faccende della vita cittadina.

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La Valle Subequana

Castelvecchio Subequo - Gagliano Aterno - Castel di Ieri - Cocullo

Da Collarmele, in vista dell'ampio e stupendo bacino fucense, si possono seguire due itinerari con la sicurezza di godimento insueto e superiore ad ogni aspettativa.

Collarmele, e sita là dove sorgeva l'antica Cerfenna, importantissima città Marsa; e vi passava la grande arteria stradale: la Via Valeria.

Per Collarmele passa la strada carrozzabile che conduce a Forca Caruso e mette in comunicazione l’altipiano Marzo con la Conca Peligna attraverso l'alta Valle Subequana.

La strada comincia la discesa verso il caratteristico pianalto subequano, con ampi giri e lunghe curve.

In mezzo al verde cupo dei pascoli montani, in un degradar di colli e dossi, cosparsi di cespi verdi e di flora montana.

Sembra un nastro bianco e pulito, che brilli al sole snodandosi, verso il fondo della valle, a perdita d'occhio, sempre più piccolo e stretto.

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Visioni della Terra del Molise

Campobasso - Isernia - Agnone - Capracotta

Dalla stazione di Caianello-Vairano, sulla Roma-Napoli - attraverso il braccio di ferrovia che sale verso l'Abruzzo, per i vertici del pianalto di Palena, Roccaraso e Rivisondoli - si entra subito nel territorio del Molise; perché la provincia di Campobasso si spinge, a mo' di cuneo, nella terra di lavoro.

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La Gola di San Venanzio

Popoli - Vittorito - Raiano - Molina

Picchi, strapiombi, frastagli infondono un muto orrore e fanno restare di sasso il viaggiatore avventurato.

Il fiume, nell'abisso vertiginoso, corre rumoreggiante.

Più in su di un ponte, turbina, tra le rocce, un mulino e più dentro ancora sopra un arco di ponte, che riunisce i due versanti, si accovaccia taciturna e romita, la chiesa di San Venanzio, ove il Santo omonimo - che sembra vi fosse confinato, in punizione dall'abbazia di Santo Spirito in Sulmona - passò i suoi giorni, nella clausura e nel mistero! 

Il luogo è suggestivo: chi vi si reca una volta, vi ritorna spesso, per quel bisogno che si ha di appartarsi, qualche volta, dal rumore della vita e del ciangottio del prossimo, a meditare nella quiete e nel silenzio claustrale dei luoghi selvaggi ed aspri.

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L'Altipiano di Campotosto

Le Torbiere - Campotosto - Mascioni

Con un trionfo di sole, siamo giunti in questo silenzioso ed esteso altipiano, il territorio del comune di Campotosto.

La vasta ed importante torbiera, che prende nome del Comune di Campotosto, dalla stazione di arrivo si sprofonda in lungo e in largo tra una gaia corona di montagne coperte di verde.

La torbiera è composta di due grandi vallate: quella di Poggio Cancelli il cui banco torbifero giace su di una superficie di metri quadrati un 1.800.000 e quella di Mascioni, il cui abitato si aggrappa rossigno sul dorso della montagna di cinta a destra ed è divisa in due grossi bacini dall'altura di Pontestecche.

Abbiamo avuto la possibilità di osservare attentamente questo ottimo combustibile, che si presenta con struttura fibrosa alla superficie e che a un metro di profondità non ha più tracce di fibre ed ha una massa compatta e omogenea, di colore bruno scuro dal caratteristico aspetto del caffè tostato.

All'atto pratico si può ritenere che un quintale di torba commerciale equivalga a un quintale di legna secca oppure a 40 kg di carbon fossile.

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La Conca del Fucino e la Valle Peligna

Carsoli e Tagliacozzo - Avezzano - Sulmona

Dalla capitale si sale verso gli Altipiani d'Abruzzo con la ferrovia Roma-Castellammare o attraverso la strada carrozzabile, che passa per Tivoli e per il Piano del Cavaliere.

Quest'ultima è ben tenuta e discretamente trafficata.

Il panorama che si gode nell'ascendere da Carsoli e Colli a Roccacerro, sul Monte Bove è più facile immaginare che descrivere.

La bellezza e l'opulenza delle località che si attraversano conquistano il viaggiatore.

Interessante anche il Valico di Forca Caruso, che mette in comunicazione la Conca del Fucino con la valle Subequana.

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La Valle del Pescara

Chieti - Castellammare Adriatico - Pescara

Da popoli si può andare alla Riviera Adriatica con la ferrata e con la carrozzabile.

L'incanto della superba valle, dal Pescara è ugualmente imponente.

La descrizione che farò dell'itinerario per ferrovia varrà anche per la carrozzabile.

In gita turistica, lasciai la piazza di Popoli, nella gelida mattinata autunnale, tutto era avvolto da una caligine pesante.

Dopo qualche altro chilometro ancora, la stazione di Chieti: la Parigi d'Abruzzo dicevano una volta.

Vi si accede per una ferrovia elettrica di circa 7 km.

La città infatti è posta in collina, in posizione assai amena.

Proseguimmo per Castellammare, e il treno ci portò, caso strano, in perfetto orario.

Castellammare è una città tutta moderna, fatta solo di ville e di parchi.

Vi sono pure delle cave di argilla: ma la vera vita di Castellammare è fatta di commercio e nell'estate di villeggiatura.

Da Castellammare si può andare a Pescara in vettura, attraversando il ponte a gabbia di ferro di 64 m sul fiume Pescara che forma il limite delle due province.

Pescara sorge ove un tempo era la città di "Aeternum" che gli storici sono discordi se appartenesse ai Vestini, ai Frentani o ai Marrucini.

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Lungo l'Adriatico

Montesilvano - Rosburgo (Roseto degli Abruzzi) - Giulianova - Teramo

Lungo la Riviera Adriatica, verso Ancona, tanto la ferrovia che la carrozzabile bordeggiano il mare. Appena ci mettiamo in movimento, ci appare la visione dolcissima del mare di tra un lieve chiarore che va sempre crescendo.

Prendiamo una buona velocità sul rettifilo che mina a Montesilvano.

Non facciamo che attraversare corsi d'acqua: il panorama da un lato offre sempre la sconfinata distesa del mare, dall’altro una alternarsi di colline e di pianure.

Strade carrozzabili innumerevoli si dipartono dalla litoranea verso l'interno.

Le colline mano mano si allontanano, sicché la spiaggia si va facendo sempre più aperta.

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Tra la Vezzola e il Tordino

Teramo - Penne - Loreto Aprutino - Isola del Gran Sasso

Il problema delle comunicazioni in provincia di Teramo è tale che non sarà possibile risolverlo, in modo "definitivo e completo", se non in un avvenire assai lontano. 

Tuttavia i servizi automobilistici possono dare un contributo non indifferente alla risoluzione dell’assillante problema. 

L'idea iniziale di dotare la provincia di Teramo di una rete di comunicazioni automobilistiche, data la scarsità di ferrovie e la totale inesistenza di tramvie, rimonta a molti anni addietro.

Dopo febbrile lavoro di propaganda, si formò una società con capitale esclusivamente abruzzese: un capitale di 200.000 lire, che parve molto, ma non poteva essere, agli esperti, che un primo fondo.

Intendo dire la società "Abruzzo". 

Le prime linee che cominciarono a funzionare furono la Teramo-Campli-Civitella Tronto-Ascoli Piceno e la Teramo-Montorio al Vomano-Tossicia-Ornano-Isola del Gran Sasso-Castelli.

Qualche anno dopo, il capitale venne aumentato; finché nel 1918 fu necessario elevarlo a mezzo milione: nello stesso anno venne incorporata la società che gestiva la Teramo-Penne.

Successivamente altre società vennero riscattate e si arrivò ad un capitale di un milione, tondo tondo.

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La Valle del Vomano

Montorio al Vomano - Fano Adriano - Pietracamela - Pizzoli

In chilometri 77,5 da Teramo si può raggiungere la provincia di Aquila. 

Non vi è ferrovia. La gita in automobile è di una bellezza unica. 

Abbiamo fatto 15 km, quando facciamo ingresso in Montorio al Vomano. 

Montorio fu una delle prime cittadine ad acclamare l'unità del nostro regno e resistette con patriottismo e fede al brigantaggio. 

Dopo Montorio si attraversa il fiume Vomano e si inizia la vera salita verso il valico. 

La valle offre uno spettacolo oltre ogni dire pittoresco specie sul ponte ad una sola arcata di ben 16 metri gettato tra gli scoscendimenti della valle scabrosa. 

La Valle del Vomano si restringe e si allarga, a volte a volta: si vede il fiume scorrere nel fondo roccioso, tra enormi massi caduti durante le intemperie.

I margini della valle sono frastagliati: essa si avvia, come si sale, a diventare una vera e propria gola.

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L'Altipiano dell'Aquila

L'Aquila - Assergi - Gran Sasso

Ad Aquila degli Abruzzi il turista potrà sostare e riposarsi delle precedenti gite. 

La città di Federico II offre tutte le comodità che si possono desiderare e ha un patrimonio di bellezza artistiche che richiedono parecchi giorni per essere visitate.

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La valle dell’Aterno

San Demetrio Ne' Vestini - Acciano - Sulmona

Da Aquila si ha la possibilità di dirigersi in automobile o in treno, verso Sulmona, discendendo la Valle dell’Aterno; o verso Antrodoco e Rieti, risalendo la valle stessa, doppiando l'alto vado di Sella di Corno e percorrendo la Valle del Velino, ubertose e di mirabile bellezza. 

Si parte: il treno prende subito velocità, come se dovesse riguadagnare il tempo perduto: vana speranza!

Costeggiamo l’Aterno ma ce ne allontaniamo subito. 

La vallata si apre come la corolla di un fiore gigantesco.

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Il Sagittario e il lago di Scanno

Bugnara - Anversa degli Abruzzi - Villalago - Scanno

La Gola del Sagittario ed il lago di Scanno hanno trovato, in ogni tempo, anche recentemente, illustratori valenti ed appassionati. 

Ne parleremo anche noi, perché in un libro, che vuol far conoscere i principali rari turistici d'Abruzzo e Molise, sarebbe inconcepibile non si facesse cenno di una zona così importante. 

Per accedere alla deliziosa Alta Valle del Sagittario, si può scendere alla stazione di Anversa-Scanno. 

Un'automobile postale fa servizio tra lo scalo di Anversa e l'abitato di Scanno.

Il viaggio attraverso la pittoresca valle è più consigliabile in automobile "scoperta", per le bellezze panoramiche che si possono ammirare dalla strada famosa. 

A km 10 da Anversa, siete a Villalago, villaggio alpino amenissimo.

Più in là, Frattura ed infine si scorge, amenissimo e delizioso, nella profonda azzurrità delle onde leggermente increspate, il lago di Scanno. 

Tutte le bellezze inaudite della celebrata Gola del Sagittario; del placido ed azzurro lago di Scanno, ricco di trote squisite; del grazioso e pittoresco scenario di montagne, verdeggianti di pascoli e cupe di boschi ombrosi e fonti, che abbracciano, in un amplesso di delizia, l'alpestre paese di Scanno, tutte le bellezze panoramiche sono disvelate agli attoniti lettori.

Ascolta "16 - Sagittario e Lago di Scanno - «Itinerari Turistici per l'Abruzzo e il Molise» del 1920" su Spreaker.

Il Piano di Cinque Miglia

Pettorano sul Gizio - Rocca Pia - Pescocostanzo - Rivisondoli - Roccaraso

Dalla Valle di Sulmona, una superba strada carrozzabile risale la gioconda galle del Gizio, per sboccare dell'Altipiano di Cinque Miglia, ridiscendere nella valle del Sangro e proseguire per Isernia. 

A circa 26 km a Sulmona, si arriva al valico che mette al Piano di Cinque Miglia: il vento impetuoso ha appena annunziato che si entra nel territorio dominato, d'inverno, dalle nevi e dalle bufere. 

Il piano è a 290 m sul livello del mare ed è largo circa un miglio.

Ascolta "17 - Il Piano di Cinque Miglia - «Itinerari Turistici per l'Abruzzo e il Molise» del 1920" su Spreaker.

Dall’Aventino all'Adriatico

Palena - Lama dei Peligni - Fara San Martino - Guardiagrele - Ortona

Dalla Sulmona-Castel di Sangro, poco dopo il Piano di Cinque Miglia nella zona di Rivisondoli, Pescocostanzo e Roccaraso, si distacca una strada nazionale che attraverso la Valle dell'Aventino, conduce all'Adriatico. 

Per un susseguirsi ininterrotto di rettifili, si giunge a Ortona a Mare, la superba città dell'Adriatico, l'importantissimo porto d'Abruzzo. 

Dall'alto poggio su cui la città siede, si vede il mare sorridere, nell'incanto del suo profondo azzurro.

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Da Castellammare a Lanciano

Pescara - Francavilla al Mare - Fossacesia - Lanciano

Il turista, soffermatosi allo sbocco dell’Aterno-Pescara, non può e non deve trascurare di percorrere la litoranea per Foggia, passando per Francavilla a Mare - invidiata a stazione balneare fornita di alberghi di lusso e di pensioni modello; centro di villeggiatura, affollatissima nella stagione dei bagni; sede del famoso "Convento" di Francesco Paolo Michetti, il pittore meraviglioso della terra d'Abruzzo -.

Vediamo di annotare quello che può essere visto in Castellammare, in Pescara e nei paesi che danno accesso alla Valle del Sangro.

Notiamo intanto che è in corso il progetto per l'unificazione delle due città di Castellammare e Pescara: il nuovo comune si chiamerebbe Aterno e sarebbe aggregato alla provincia di Teramo.

Da Castellammare a Pescara è breve il passo. 

Come abbiamo già detto altrove, basta infatti doppiare il ponte a travatura metallica, disteso fra le opposte rive del placido fiume, una discesa più forte delle solite, un'erta faticosa e quindi la visione delle prime case di Lanciano.

Basterà notare che Lanciano ha un passato glorioso, che è piena di opere monumentali, che è interessantissima dal punto di vista storico e archeologico.

Lanciano, in amena posizione, quasi nel mezzo bel mezzo dell'Abruzzo citeriore, equidistante dal Pescara e dal Trigno, sorge maestosa sopra tre colli.

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Da Tocco Casauria a Caramanico

Tocco Casauria - San Clemente a Casauria - Caramanico - Sant'Eufemia a Majella - Pacentro

Da Tocco Casauria a Caramanico e Sant'Eufemia, per scendere, valicando il passo di San Leonardo, a Pacentro e Sulmona: ecco una gita alpinistica veramente incantevole.

Dalla stazione di Tocco Castiglione si avviammo a piedi, discendendo per la bianca e bellissima carrozzabile fino al ponte sul fiume Pescara, che spumeggiava sul fondo roccioso, e risalendo poscia per i numerosi giri e rigiri, verso Tocco Casauria, il nido di aquile per antonomasia, che siede sul bordo della Valle del Pescara, al margine del falso piano, che a ridosso della catena del Morrone ascende leggermente verso le falde della Majella, tra un verdeggiare cupo di boscaglie, in mezzo ad una vegetazione sontuosissima di vigneti, in autunno, onusti di uve color d'ambra o nero lucido, ed un cinereo cupeggiare di pinguì oliveti.

Soffiava il vento impetuoso - quel vento che è specialità di Tocco, che non cessa mai, che ulula sinistramente buona parte dell'anno e che sembra, alle volte, voglia scardinare imposte, gettar giù porte, diroccar case!

Nella valle del Pescara, sono da ammirare gli innumerevoli stabilimenti di asfalti e di prodotti bituminosi.

Ma, quel che più conta, è che in km 14 circa, seguendo una strada in salita tra colli cosparsi di verde ed olezzanti di profumi, si può salire a Caramanico, città notevole per numero di abitanti e per le chiese monumentali che vi si possono ammirare.

Per il clima dolcissimo e per le acque termali che vi sgorgano, è ormai notorio che spetta a Caramanico uno dei primi posti tra le stazioni climatico-balneari d'Italia e dell'Europa.

Ascolta "20 - Da Tocco Casauria a Caramanico - «Itinerari Turistici per l'Abruzzo e il Molise» del 1920" su Spreaker.

Dal Sangro al Trigno

Villa Santa Maria - Bomba - Vasto - Celenza sul Trigno - Schiavi d'Abruzzo

Un itinerario veramente incantevole, sebbene molto lungo e difficoltoso è quello che abbraccia la bassa Valle del Sangro e della Valle del Trigno.

La strada passa agevolmente dal territorio d'Abruzzo a quello del Molise.

L'ultimo paese della Valle del Trigno è Schiavi d'Abruzzo, a 1.168 m sul mare, in amena posizione, con aria salubre e dovizia di armenti e di frutti saporosi.

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