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Viaggiando con lentezza lungo i Binari minori d’Italia


Per questo viaggio lungo le Ferrovie minori, Ferrovie di Comunità Italiane,
ho scelto come libro-guida «Binari - Racconti di viaggi e di treni sulle ferrovie minori italiane» di un compagno di viaggio Sessantottino per nascita, Fabio Bertino, con la mia stessa passione e amore per i treni e le ferrovie minori.
Questa volta, il ViaggiAutore di questo Grand Tour è un contemporaneo e seppure come binari, corriamo paralleli, ci siamo incontrati e non nella sala di aspetto o in attesa di un treno su un marciapiede di qualche stazione, e nemmeno seduti in uno scompartimento, ma sulla Rete non quella Ferroviaria, ma di Internet.

Dal nostro incontro virtuale è nata una simpatia e lui mi ha gentilmente voluto far partecipe di questa sua raccolta, il suo diario in cui racconta un viaggio in 11 itinerari ferroviari dal nord al sud dell’Italia.

Va dove (ti) porta il treno, perché come una volta viaggiare in treno poteva rivelarsi un’esperienza ai limiti dell’avventura, ancora oggi, nonostante la comodità di Aerei e Treni ad Alta Velocità, ci sono viaggi da compiere in Carrozze che permettono di vivere quel tipo di emozione che solo un Treno lungo un itinerario lento e dolce può offrire. L’autore ci racconta le sue tappe su Rotaia, un ritorno sui Binari come simbolo di un modo di Viaggiare più Lento ed Ecosostenibile, tra Ferrovie “Turistiche” che regalano Paesaggi incredibili che ci fanno stare incollati al finestrino dove godere un vero e proprio spettacolo. Ma il testo non è solo un diario di viaggio con i suoi racconti, è una guida turistica, una miniera di storia e di storie, un arricchimento culturale. Treni e Borghi e Paesaggi più Belli d’Italia in tutte le Regioni nessuna esclusa; Treni e Ferrovie sopravvissuti ai bombardamenti prima, ai terremoti e alle cattive intenzioni di soppressione del Ministero dei Trasporti che avrebbe voluto smantellarle come già ha fatto per 6.000 chilometri. In un’Italia minore con la M maiuscola, sconosciuta ai più, molte le battaglie della gente che ha sempre difeso ad oltranza la sua amata ferrovia. Come non ha mai fine l’Italia con le sue meraviglie, altrettanto non ha fine la ferrovia delle meraviglie, perché come ebbe a dire Paolo Rumiz dopo un suo epico viaggio di 7.480 chilometri: è stato il Treno a fare l’Italia.

ASCOLTA I CAPITOLI DEL LIBRO

La Valle degli Spazzacamini Viaggiando sulla Ferrovia Vigezzina-Centovalli (28:11)

Questo viaggio si svolge lungo la Linea Ferroviaria Vigezzina-Centovalli, inaugurata nel 1923, linea di confine che corre dalla Provincia Verbano-Cusio-Ossola (VB) della Regione Piemonte al Canton Ticino nella Svizzera Italiana: 52 km di cui 32 in territorio Italiano e 20 in quello Svizzero.

Una linea di montagna che raggiunge gli 816 m s.l.m. in cui corre un trenino storico a scartamento ridotto, che nel 1944 arrancava portando bambini che fuggivano dall’Ossola che stava per cadere nelle mani nazifasciste.

Dai finestrini del Panoramico Vigezzo Vision, è un'immersione nella bellezza;  viaggio lento, in salita, tra boschi, frazioni e vecchie case in pietra, piccole radure coltivate a vigneto, ruscelli: una valle da favola con tanti piccoli centri tutti punteggiati da piccole architetture e chiese con campaniletti, colorati e dipinti, immersi nel verde che d’autunno si colora come una tavolozza tra una corona di cime montane.


Attraversando frontiere Viaggiando sulla Ferrovia Cuneo-Ventimiglia (28:44)

Questo viaggio si svolge sulla Ferrovia Cuneo-Ventimiglia, nota anche come linea del Tenda e «Ferrovia delle Meraviglie», una linea ferroviaria internazionale di frontiera, che collega Cuneo a Ventimiglia attraversando un tratto di territorio Francese compreso tra 2 tratte in territorio italiano.

Il treno ci porta in 96 chilometri dal Piemonte alla Liguria passando per la Francia, dalle montagne al mare, dai 1.04 metri sul livello del mare del Tenda ai 9 di Ventimiglia, dagli alpeggi alle spiagge, dall’Italia alla Francia e di nuovo all’Italia.

15 stazioni ci aspettano lungo un percorso fatto da una decina di gallerie, viadotti a strapiombo, tornanti e ponti.

In ottobre i colori dominanti dei paesaggi sono il giallo e il rosso, punteggiati dal verde dei pini.


Il treno della Bassa Viaggiando sulla Ferrovia Parma-Suzzara (42:07)

Questo viaggio ci porta in treno lungo l’Emilia fino a toccare la Lombardia con Suzzara.

L’intera tratta tra Parma e Suzzara è lunga 43 km e dura 1 ora per 13 fermate che si succedono a pochi minuti l’una dall’altra: breve ma ricca di sorprese.

Il nostro viaggio inizia tra le nebbie della Bassa Reggiana, nella Stazione di Brescello, la patria di Don Camillo e dell’amico-nemico Sindaco Peppone.

Gli incontri con personaggi famosi continuano sulla linea, passando per Luzzara il paese di Zavattini, per giungere a Gualtieri che vive nel ricordo dell’Artista Antonio Ligabue.


Nel cuore dell'Italia Viaggiando sulla Ferrovia Porrettana (27:56)

Questo viaggio ci porta in treno con la Ferrovia Porrettana, lungo la dorsale Appenninica Tosco-Romagnola.

Mentre cominciamo a scendere lungo lo stivale, una considerazione si fa strada (ferroviaria): viaggiare sulle ferrovie secondarie, ferrovie di comunità, aiuta a capire la loro importanza nel collegare i piccoli centri che altrimenti rimarrebbero isolati.

Le Stazioni si susseguono a pochissimi minuti l’una dall’altra, su binario unico  salendo sulle Colline dell’Appennino Bolognese.

99 km che nel 1851 richiesero un accordo firmato a Roma tra Austria, Granducato di Toscana, Ducato di Parma, Ducato di Modena e Stato Pontificio.

Porrettana una Ferrovia magnifica che da Bologna va a Marzabotto e Porretta, nel pieno Appennino Tosco-Emiliano, fra boschi e piccoli Paesi, arriva al punto più alto a 617 metri, al pugno di case del 1500 di Castagno, museo a cielo aperto, fino al capolinea di Pistoia, all’altro capo della Porrettana.


Sulle orme dei poeti Viaggiando sulla Ferrovia della Garfagnana (32:57)

Questo viaggio si svolge lungo la Ferrovia della Garfagnana, una delle ferrovie cosiddette minori che in realtà sono ferrovie di comunità, che collega Lucca ad Aulla, che, all’Italiana, ha avuto tempi biblici per essere costruita: infatti, dal primo tratto di soli 9 chilometri tra Lucca e Ponte a Moriano nel 1980 fino all’inaugurazione definitiva nel 1959, ci sono voluti quasi 70 anni per realizzare 89 chilometri di tracciato.

Quasi tutti quelli che salgono e scendono salutano gli altri passeggeri, sembra che si conoscano tutti comprensibilmente su una ferrovia di comunità di appena 89 chilometri in tutto, che collega paesi così vicini tra loro.

Ogni Borgo posto su questa ferrovia è un luogo che ha ospitato una pietra miliare della letteratura italiana: se Barga e il suo territorio sono consacrati a Pascoli e Bagni di Lucca a Montale, a Castelnuovo era ed è di casa l’Ariosto che nella Rocca Ariostesca Medievale risiedette quando fece il Governatore per conto del Duca Alfonso I d'Este.


Alla ricerca del medioevo Viaggiando sulla Ferrovia Viterbo-Attigliano (28:34)

Il Giro d’Italia lungo le Ferrovie minori Italiane, le ferrovie di comunità, continua nell'alto Lazio con la Ferrovia Viterbo-Attigliano-Orte.

Questo viaggio si svolge lungo una tratta che dal 1886 in sole 4 fermate percorre 39 km tra il Viterbese e il confine con la Provincia di Terni, immersa nella Tuscia in un territorio che racconta e vive ancora immerso nel Medioevo, in ogni edificio e in ogni Centro Storico.

Si tratta di un’altra Ferrovia di Comunità, che, ancora una volta, fu richiesta a gran voce dalla popolazione del Viterbese fin dal 1860 e ottenuta una ventina di anni dopo, inaugurata nel 1886 per decadere anche in minor tempo, causa l’attivazione nel 1894 del collegamento tra Viterbo con Roma via Capranica, per riprendere fiato nel 1930 con il prolungamento, sull’altro lato, fino ad Orte e sopravvissuta alla delinquenziale soppressione degli anni 1980 dovuta ai tagli delle linee secondarie, grazie all’uso comunitario di pendolari e studenti.


Al cinema in treno Viaggiando sulla Ferrovia Avezzano-Roccasecca (30:31)

Un viaggio ferroviario che ci porta dalla Provincia dell’Aquila in Abruzzo, alla Provincia di Frosinone, nel Sud del Lazio, su una Linea che, come molte altre, ha alle spalle una storia lunga e difficile.

Di una “Ferrovia del Liri” si comincia a parlare negli anni 1860 ma la costruzione fu avviata nel 1880 e durò 23 anni.

All’epoca il tempo di percorrenza era di 4 ore, ma il treno contribuì in maniera decisiva allo sviluppo economico della zona, favorendo l’attività delle numerose cartiere che sorgevano fra Sora e Isola Liri.

Ferrovia di Comunità, anche questa ha rischiato più volte la soppressione, spesso scongiurata grazie all’impegno di popolazione e amministrazioni locali.

9 stazioni, 13 fermate e 7 gallerie, 79 km a binario unico, nel quale incontreremo il cinema con Totò a Roccasecca, Sora con la casa natale di Vittorio De Sica.

Durante tutto il percorso ci accompagnerà il filo rosso della distruzione e ricostruzione dovuta al terremoto della Marsica del 1915.


Sulle rive dello Jonio Viaggiando sulla Ferrovia Jonica (28:24)

Viaggio lungo la Ferrovia che porta da Taranto a Reggio Calabria, dalla Puglia in Calabria, un percorso di 472 km a binario unico, aperta tra il 1866 e il 1875. 

Viaggiamo nel ricordo di un altro viaggiatore, l’Inglese George Gissing che nel 1897 percorse lo stesso itinerario 100 anni fa, scrivendo il suo diario «Sulla Riva dello Jonio».

100 anni e non dimostrarli, all’italiana, nulla è cambiato dai tempi del nostro amico viaggiatore inglese, comprese la cortesia Calabrese e il rischio di morte lenta ma inesorabile di questa ferrovia, con soppressioni di corse e sostituzioni con bus.

Altra vittima della miopia degli amministratori locali e non solo, che non sanno vedere l’utilità e la potenzialità di una linea che, oltre ad avere una lunga storia, permetterebbe ancora di valorizzare molti piccoli paesi, diventando risorsa economica.


In un mondo di pietra Viaggiando sulla Ferrovia Bari-Matera (44:59)

Un percorso che venne pianificato nel 1904 con la «Legge speciale per la Basilicata» per un tracciato di 76 chilometri gestito dalle Ferrovie Appulo-Lucane. 

Ancora un viaggio ferroviario lungo una tratta ferroviaria improbabile perché, come avviene nelle tratte minori soprattutto del Sud, spesso sostituita da bus, nel meraviglioso Sud Italia di luce e rocce, di gravine e torrenti, di uliveti, cattedrali e paesi antichi.

Muretti a secco e capanne in pietra ci accompagnano nel pieno della Murgia, poi gli alberi lasciano la scena a un paesaggio aspro e brullo, spazi aperti fatti di pascoli e prati.

Lasciata la Puglia per la Basilicata, viaggiamo fra campi e pascoli dell’altopiano, punteggiato di masserie tra uliveti e pale eoliche all’orizzonte.


All'ombra del vulcano Viaggiando sulla Ferrovia Circumetnea (33:53)

In Sicilia lungo la Ferrovia Circumetnea che costeggia l’Etna per 111 Km da Catania a Giarre, 10 fermate di un percorso lungo il quale dal finestrino, l’immagine inconfondibile che ci accompagnerà per gran parte del viaggio, sarà la sagoma scura del vulcano, ‘a muntagna.

Di questa linea a scartamento ridotto si iniziò a parlare nel 1870, con la creazione di un consorzio fra i comuni interessati. 

Nel 1889 Giovanni Giolitti, Ministro del Tesoro, firmò la concessione per il collegamento fra Catania e Giarre-Riposto. 

Nel 1895 fu aperta la prima tratta tra Catania-Borgo e Adrano, e l'inaugurazione definitiva fino a Giarre fu celebrata il 25 novembre 1896.

Quindi, in poco più di 6 anni erano state realizzate 30 stazioni, numerose case cantoniere, 22 fra ponti e viadotti e 6 gallerie.


La littorina fra i nuraghe Viaggiando sulla Ferrovia Macomer-Nuoro (31:43)

Mi trovo in Sardegna lungo un’altra ferrovia di comunità, 5 tappe sulla Ferrovia Macomer-Nuoro, dove la pietra è protagonista: quella dei mille nuraghe, dei muretti a secco, degli innumerevoli massi sparsi qua e là sul terreno.

A bordo di una vecchia littorina sulla linea a binario unico, che in alcuni punti è poco più di un sentiero ferrato che si fa strada fra la natura aspra.

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