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Puglia: Taranto


Tàranto
, Tarde in dialetto Tarantino, Comune i cui abitanti son detti Tarantini, capoluogo dell'omonima Provincia (TA), in Puglia, è la 3ª città più grande del Sud Italia peninsulare ed è sede di uno dei porti commerciali più importanti del Mediterraneo, situato sull'estremità nord occidentale della regione storico-geografica denominata Salento, nonché sull'estremità orientale della zona costiera denominata Arco Ionico Tarantino, nel punto più interno del grande Golfo a cui dà il nome.

«Mentre la maggior parte del golfo di Taranto è importuosa, a Taranto c'è un porto molto bello e ampio del perimetro di 100 stadi, chiuso da un grande ponte. Tra il fondo del porto e il mare aperto si forma un istmo, sicché la città sorge su una penisola e poiché il collo dell'istmo è poco elevato, le navi possono essere facilmente trainate da una parte all'altra» (Strabone - Geografia)

È soprannominata la «CITTÀ dei DUE MARI», per la sua peculiare posizione, parte sulla terraferma - la città nuova - e parte su un’isoletta - la città vecchia - a specchio di due mari: il Mar Grande a Sud-Ovest, limitato dalle Isole Chéradi, e il Mar Piccolo a Nord-Est, vasto bacino interno, comunicante con l’esterno per mezzo di due canali.
L’Acropoli della città antica sorgeva sulla penisoletta che chiude il porto, nell’odierna Città Vecchia.
Di fronte all’estremità Ovest dell’Acropoli, in località Scoglio del Tonno, è stato rinvenuto un importante insediamento risalente al 1400-1200 a.C., che attesta una massiccia presenza Micenea nella zona.
In seguito sull’Acropoli è attestata la cultura Japigia, dove poi si insediarono i primi Coloni Greci provenienti da Sparta.
Dei monumenti dell’Acropoli si riconoscono le tracce di 2 Templi dorici del 600-500 a.C.


L’impianto urbano, fortemente condizionato dalla conformazione del luogo, doveva essere impostato su un’arteria principale.
Dalla metà del 600 a.C. l’Acropoli fu cinta da fortificazioni.
Ad Est dell’abitato si estendeva la vasta necropoli arcaica, da cui provengono ricchi corredi.
Oltre all’Agorà le fonti ricordano il mercato della carne e quello delle stoffe, gli impianti dei vasai di cui sono state rinvenute le fornaci risalenti agli anni dal 700 al 100 a.C., officine per la lavorazione della pietra e dei metalli.
Nella fascia costiera prospiciente il Mar Piccolo si trovavano le strutture portuali, con i relativi impianti artigianali e commerciali.
Agli inizi del 500 a.C. sembrano risalire i resti di un edificio quadrangolare interpretato come bouleuterion, mentre al 400 si datano quelli di un tempio ionico, entrambi scoperti presso l’Agorà.
Lo splendore della città in questo periodo è documentato dai corredi più ricchi, comprendenti oreficerie, e dalla ripresa delle tombe a camera con decorazione scultorea databili dal 400 al 200 a.C..
Infine, le indagini relative all’Età Romana di Taranto sono ancora piuttosto scarse: di notevole interesse per la ricostruzione topografica della città in questo periodo è la scoperta di un lembo dell’abitato, ai limiti con la necropoli, riferito alla colonia Neptunia del 123 a.C.

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