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Viaggio in Magna Grecia: Crotone


Lasciamo Metaponto col treno che per altri 196 km, durante una notte buia e tempestosa ci porta a Crotone e in altre 5 pagine di viaggio, ecco un’altra tappa del viaggio Jonico, questa volta giunti in Calabria. Il viaggio in treno lungo la costa, raccontato in maniera sinestetica, poi, arrivati alla Stazione di Crotone, una carrozza sgangherata ci porta traballando all’albergo, in compagnia di altri 2 rappresentanti di commercio, anche loro del Nord Italia come quello incontrato sul treno da Cosenza a Taranto; gli unici a sfidare l’inverno meridionale, forse inviati di quest’epoca perché non perdano tempo rapiti dall’ozio provocato dalla bella stagione del Sud.

L’albergo come sempre, triste, buio e poco accogliente sia nelle mura come nella conduzione. Poi la mattina dopo con un tempo in perfetto stile Britannico, è spiovuto ma con un forte vento andiamo in giro sballottati come sulla tolda di una nave nella tempesta, con la vista verso un mare agitato dai cavalloni spumosi, dove sulla costa, in lontananza, come faro nella tempesta, c’è il Capo con la sua colonna superstite del grande, scomparso, Tempio di Era. Poi Gissing gira lo sguardo a monte e viene attirato da un paesaggio desolato di misteriose colline grigio giallastre, nude, aride, che circondano la città, quegli stessi calanchi che anni dopo rapiranno anche la fantasia di Pier Paolo Pasolini che ebbe a passarci nel 1956 durante il suo viaggio lungo le coste Italiane [eBook «Viaggio lungo le coste italiane con Pier Paolo Pasolini»] e che gli fece prendere la decisione di usarle come scenografia per alcune scene del suo film «Il Vangelo secondo Matteo». [Ascolta il Podcast «Da Reggio Calabria a Taranto e la costa pugliese fino al Gargano»] Dopo aver scrutato a lungo tutto il paesaggio, dalle colline alla pianura, e aver fatto molte considerazioni alla ricerca di antiche vestigia inspiegabilmente introvabili, vista la storia di Colonia Romana e di grande città Greca, un’idea: visitare i rinomati aranceti, ai quali per accedere forse necessitava un permesso e per averlo ci rechiamo in Municipio per parlare con il Sindaco e chiedere il suo aiuto. L’incontro si rivela poco cordiale quanto piuttosto imbarazzante e sospettoso: la convinzione è che il viaggiatore Inglese non sia chi dice di essere ma, piuttosto uno speculatore; e siccome gatta della dispensa, quello che fa pensa, il pensiero malevolo è giustificabile perché in tutto il Mezzogiorno d’Italia il denaro è l’unico argomento a cui gli uomini pensino, in quanto, nonostante il passato Pitagorico, non esiste una vita intellettuale e molto scarsa e rudimentale è l’istruzione, secondo il pensiero di Gissing. Dopo avergli parlato dei ricordi storici e nonostante la perplessità il Sindaco accorda la visita a una sua proprietà, mettendo però una postilla per iscritto: «senza nulla toccare». Anche a Crotone come a Metaponto non ci sono vetture, quindi, ancora una volta l’unica soluzione praticabile per raggiungere l’aranceto, sono i piedi. Quindi arrivati all’aranceto, dove tra parentesi non è stato necessario mostrare alcunché per ottenere il permesso alla visita, la visione si è rivelata molto pittoresca per l’immersione tra quegli alberi aggiunta al profumo leggendario; ma nonostante tutto, alla fine, dopo aver tanto girato tra gli aranci, allontanandoci la considerazione fu che, visto dall’esterno, il frutteto faceva più effetto da fuori, del quadro che se ne aveva tra gli alberi.

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