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Trentino Alto Adige: Trento



Trento (Trènt in dialetto trentino, Trént in dialetto roveretano, Trënt in ladino, Tria in cimbro, Trea't in mocheno, Trient in tedesco) è un comune italiano, nel fondovalle dell’Adige, capoluogo della provincia autonoma di Trento e della regione Trentino-Alto Adige.

Origini del nome

Secondo la tradizione latina il toponimo Trento deriva da Tridentum (nome assegnato dai Romani) per via dei tre colli (Doss Trent, Dosso Sant'Agata e Dosso di San Rocco) che circondano la città o anche per la presenza di tre fiumi (Adige, Fersina e Vela) che formano un tridente.

Secondo altre fonti, il nome è ben più vecchio e di origine retica e il toponimo deriva infatti da trent, ovvero triforcazione (dovuta al letto irregolare del fiume Adige oppure ai tre corsi d'acqua, Adige, Fersina e Salè, che formano una triforcazione guardando la città da sud).

Nonostante tutto, la tradizione latina ha sempre avuto la meglio, al punto che sul vecchio municipio si legge ancora l'iscrizione latina "Montes argentum mihi dant nomenque Tridentum" ("I monti mi danno l'argento e il nome di Trento"), dovuta a Fra Bartolomeo da Trento († 1251) l'argento si riferisce alle miniere del monte Calisio che sovrasta la città a Nord-Est. 

TRENTO

Regione: Trentino Alto Adige
Provincia: Trento TN
Altitudine: 194 m slm
Superficie: 157,88 km²
Abitanti: 118.542
Nome abitanti: trentini o tridentini (storico)
Patrono: San Vigilio (26 giugno)
Gemellaggi: Distretto Charlottenburg-Wilmersdorf di Berlino (Germania) dal 1966 - Donostia/San Sebastián (Spagna) dal 1987 - Kempten, Baviera (Germania) dal 1987 - Resistencia (Argentina) dal 2002 - Praga (Repubblica Ceca) dal 2002 - Contrada della Tartuca, Siena (Italia) - Bardolino, Veneto (Italia) dal 2009 - Huatusco (Messico) dal 2009 - Chieti (Italia) dal 2011 (patto di amicizia)

TRENTO NEL WEB



 

La città di Trento è situata nella valle del fiume Adige, a circa 150 km dalla sorgente del fiume e a 250 km dalla sua foce, 55 km a sud di Bolzano e 95 km a nord di Verona. 
La città di Trento è collocata al centro di un'area urbana compresa latitudinalmente tra Mezzolombardo e Rovereto, che si estende ad est verso la Valsugana, fino al comune di Pergine.


Trento presenta estreme diversità territoriali e di popolazione. 
La popolazione comunale non è concentrata solo in città, ma anche in numerosi centri sparsi o sobborghi, piuttosto diversi l'uno dall'altro e che conservano ancora una propria identità sia urbana, sia paesana, rurale o montana.

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Tra i sobborghi, quello più popoloso è Gardolo, quello meno popolato è Sardagna.
La maggioranza di essi è distribuita sul fondovalle dell'Adige o sulle colline a est della città, mentre il paesino di Sardagna è situato ad ovest su un piano roccioso a 560 metri di altitudine ed è collegato al fondovalle anche con una piccola funivia; i paesi del monte Bondone sono invece situati tra i 490 m s.l.m. di Vigolo Baselga e i 1.650 metri di Vason e fanno tutti parte della stessa circoscrizione comunale.
 


Trento mantiene un legame molto stretto con la montagna; a nord-ovest si trova la Paganella, a nord-est il monte Calisio, a est la Marzola, a sud-est la Vigolana e a ovest il Monte Bondone, chiamato anche l'"Alpe di Trento". Quest'ultimo, che in gran parte ricade nel territorio comunale, è raggiungibile in poco tempo dal centro cittadino tramite la strada provinciale.
 


Presso la conca delle Viote del Bondone è possibile visitare il giardino botanico alpino e iniziare l'escursione verso la Riserva Naturale Integrale delle Tre Cime del Bondone (Cornet, Dos d'Abramo e Cima Verde)


La città di Trento è attraversata da diversi corsi d'acqua: i maggiori sono, il fiume Adige, che la percorre da nord a sud, e il torrente Fersina, che l'attraversa da est a sud-ovest per poi confluire nell'Adige. 
Parallelo all'Adige, scorre il canale chiamato "Adigetto". 
A sud della città scorre un altro piccolo corso d'acqua permanente, proveniente dalla collina di Povo, il rio Salè, che confluisce nel Fersina poco prima che questo a sua volta confluisca nell'Adige; nonostante abbia argini adeguati e un ampio letto rispetto alla portata normale, alcune volte ha invaso, alluvionandola, la zona circostante, detta "Bolghera" o anche "Gocciadoro".
 



Sulla sponda orografica destra, si congiunge il rio che scende dalla ben visibile cascata di Sardagna.

Urbanistica

Rispetto alla situazione storica, la città ha subito una forte espansione urbanistica, cominciando negli anni cinquanta con edifici in centro storico o a contatto con esso (si pensi al palazzo ITAS in centro storico) per poi espandersi prima verso Sud del centro storico, poi verso le frazioni della collina ad est e nord est (Cognola, Povo e Villazzano) e infine verso nord, venendo a formare una continuità urbana con la frazione (o ex frazione) di Gardolo posta a nord, mentre si prevede nel futuro anche un'espansione verso ovest forse nuove strutture al di là dell'Adige.

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Suddivisioni storiche

La città di Trento nel periodo medioevale-rinascimentale era suddivisa in 9 contrade:

- Contrada Larga - comprendeva il centro della città l'odierna via Belenzani, Piazza Duomo più le vie strettamente limitrofe.
Fu chiamata anche Contrada degli Scutai, Contrada della Piazza, Contrada dei Belenzani.
- Contrada San Benedetto - comprendeva le vie che collegano il Duomo con contrada Longa, prende il nome dall'antica chiesa di San Benedetto ora scomparsa. Una parte si chiamò, nel Settecento, Contrada della Morte per via dalla chiesa, ora demolita della Confraternita della Buona Morte, poi Contrada del Teatro.
- Contrada Longa - era l'attuale via Roma e via Manci, anticamente a ridosso del fiume Adige, prima della sua deviazione nel 1864, fiume a cui la Contrada Longa era collegata da alcuni vicoli in pendenza verso il fiume, vicoli detti "Vodi", come l'attuale vicolo del Vo'.
- Contrada degli Orvesi - comprende la parte a Centrale a est del nucleo medioevale della città.
Fu anche chiamata Contrada antica, contrada di San Pietro.
- Contrada del Macello Vecchio - Era situata nella parte a Sud-Est dell'antico borgo, fu anche chiamata Contrada delle Beccherie Grandi.
- Contrada Todesca - Comprende la parte nord-orientale dell'antico borgo, fu anche chiamata Contrada dei Cappellari, Contrada delle Osterie Grandi, Contrada delle Osterie Tedesche.
- Contrada Santa Maria Maddalena - Si trovava lungo le mura a est della città, prende il nome dall'antica chiesa dedicata a S. Maria Maddalena, ora scomparsa.
- Contrada Santa Maria - Comprendeva la parte di città che univa la chiesa di Santa Maria Maggiore al Duomo divenuta in seguito via Cavour.
- Borgo Antico di San Martino - comprendeva la parte di città dal castello fino alla Torre Verde, fino ad arrivare al fiume Adige, che sino al 1864 scorreva ove è l'attuale via Brennero.

Ad introdurre alle contrade erano una serie di antiche Porte: Brescia o Portela (tra Torre Vanga e via San Giovanni), Germana o di San Martino (tra Torre Verde e la scuola Sanzio), Aquila (via Clesio), Augusta (via Roma), Nuova (a piazza Venezia ex piazza delle armi), Verona o di San Vigilio (via Santa Croce), Margherita (via Santa Margherita), Porta Venezia (via Maffei).



I Quartieri di Trento

Centro Storico


La Busa


Madonna Bianca


Piedicastello


Le Albere

Dedicare mezza giornata alla visita del MUSE (Museo delle Scienze) nel modernissimo quartiere delle Albere.



Dalla stazione ferroviaria, con un autobus, siamo arrivati in pochi minuti nei pressi del Cimitero monumentale. 
Attraversato un lungo viale che lo divide in due, abbiamo raggiunto il grande piazzale di accesso al museo progettato da Renzo Piano e inaugurato nel 2013.


Monumenti e luoghi d'interesse

Prima di tutto, una storia importante, fatta di incontri e scontri: per secoli città autonoma, poi asburgica, poi italiana, ancora oggi riemergono ogni tanto conflitti e tensioni tra le due parti che non si sono ma integrate del tutto.
Molto più armonico è il rapporto tra la natura, l’architettura e l’arte cittadina, come potrete scoprire iniziando la vostra visita da Piazza Duomo con la Basilica di San Vigilio, il Palazzo Pretorio e la Torre Civica, con alle spalle le verdi montagne del Trentino. Poi ci sono musei importanti dentro e fuori città, come il MUSE e basta fare pochi chilometri per ritrovarsi immersi in una natura intatta, spettacolare non solo per chi ama gli sport invernali ma anche per chi vuole semplicemente godersela con lo sguardo.



Piazza del Duomo

Piazza del Duomo è il punto di partenza obbligato di una visita a Trento. 

Non solo perché ne è il principale centro di attrazione, ma anche perché confluiscono in essa le strade più importanti della città
Insomma, sia punto di interesse che nodo viario secondo uno schema mutuato dalla tradizione urbanistica romana e consolidatosi nel corso del medioevo. 
Oltre alla Cattedrale di San Vigilio, di cui parlerò appresso, Piazza del Duomo ospita altri palazzi di grande interesse storico-culturale. 
Meritano, in particolare, Palazzo Cazuffi e Palazzo Rella, due edifici attigui la cui particolarità consiste nella decorazione delle rispettive facciate
Non è finita, perché sempre in zona, ci sono Palazzo Pretorio e la Torre Civica
Il primo è sede del Museo Diocesano Tridentino che ospita, documenti, reperti e opere d’arte d’inestimabile valore, mentre la Torre Civica è una struttura militare medievale (venne utilizzata anche come prigione) dalla cui sommità si sparavano colpi di artiglieria e fuochi d’artificio durante le feste del Concilio e al passaggio di grandi personalità. 
Infine, guai a dimenticare la Fontana del Nettuno proprio al centro della piazza. 
Secondo alcune fonti storiche la collocazione della statua, raffigurante il dio romano con in mano un tridente, va messa in relazione all’antico nome della città Tridentum.

Basilica Duomo di San Vigilio

Il maestoso Duomo, dedicato al patrono della città, si affaccia sulla piazza principale e merita una visita perché, oltre ad essere la chiesa principale della città, dal 1545 al 1563 ha ospitato il Concilio di Trento.
Costruito sulla tomba del Santo, nel corso dei secoli il duomo ha subito varie modifiche e ricostruzioni, con l’aggiunta di elementi gotici e barocchi.
Oggi è un edificio complesso ma armonioso, in cui gli stili gotico e barocco danno vita ad interni ricchi e unici. Tra sculture lignee, tele e decorazioni, sul transetto nord spicca la Ruota della Fortuna, il grande rosone che illumina la navata, mentre ai lati delle navate, due scale rampanti permettono di raggiungere i campanili.


Palazzo Pretorio e Torre Civica

Il Palazzo Pretorio e la Torre Civica si trovano in centro e si affacciano su Piazza Duomo, il ritrovo principale della città: si tratta di monumenti maestosi e tutti da scoprire, ricchi di storia e perfetti da visitare in una mezza giornata.
Il Palazzo Pretorio risale al 1220 e nel corso dei secoli è stato adibito a prigione, tribunale, sede del Comune e sede dei vescovi. 

Oggi domina il centro di Trento e ospita il tesoro della Cattedrale e il Museo Diocesano Tridentino, i cui quadri narrano le vicende del Concilio di Trento. Oltre al museo, merita una visita l’area archeologica nelle fondamenta del palazzo, dove si trova la porta Veronensis, la via Augusta proveniente da Verona.
La Torre Civica, di fianco al Palazzo, con il suo grande orologio scandisce il tempo di Trento da sempre, ma nasconde un passato tenebroso: la campana della Renga, custodita al suo interno, annunciava le condanne a morte sulla piazza su cui si affaccia. 

Purtroppo la torre non è visitabile ed è un vero peccato, perché dall’alto dei 156 scalini si ammira un panorama a perdita d’occhio sulla città e sulle montagne che la circondano.

Il Castello del Buonconsiglio

 

Il castello è uno degli edifici più conosciuti di Trento e uno tra i maggiori complessi monumentali del Trentino-Alto Adige. 
Dal 1200 fino alla fine del 1700 residenza dei principi vescovi di Trento, è composto da una serie di edifici di epoca diversa, racchiusi entro una cinta di mura in una posizione leggermente elevata rispetto alla città. 
Castelvecchio è il nucleo più antico, dominato da una possente torre cilindrica; all’estremità meridionale del complesso si trova Torre Aquila, che conserva all’interno il celebre Ciclo dei Mesi, uno dei più notevoli cicli pittorici di tema profano del tardo Medioevo italiano. 
Il Magno Palazzo è l’ampliamento cinquecentesco nelle forme del Rinascimento italiano, voluto dal principe vescovo e cardinale Bernardo Cles (1485-1539); conserva un importante ciclo pittorico manierista in eccellente stato di conservazione. 
Alla fine del '600 risale invece la barocca Giunta Albertina.
La storia del Buonconsiglio non termina con la fine del potere temporale dei vescovi. 
Infatti, il Castello è stato teatro della morte dell’irredentista italiano Cesare Battisti, impiccato nel 1916 dagli austriaci che avevano eletto a tribunale militare quella che per secoli era stata la residenza dei vescovi di Trento. 
Detto brevemente della storia, veniamo all’attualità: oggi il Castello del Buonconsiglio di Trento è il polo principale di un sistema museale formato da 5 castelli in Trentino Alto Adige (gli altri 4 sono: Stenico, Beseno, Thun e Caldes). 
Per maggiori informazioni consultare il sito: www.buonconsiglio.it 


Monumento a Dante

L'Italia è piena di celebrazioni al poeta fiorentino. 

Quella di Trento, però, ha un significato diverso, poiché incrocia due questioni fondamentali tra loro collegate: il bilinguismo della regione (trilinguismo, considerando il ladino) e la dialettica accesa tra i fautori dell'italianità del territorio e i fedeli dell'Impero austro-ungarico. 
A volere il Monumento a Dante, infatti, fu uno dei più noti irredentisti di Trento, tale Guglielmo Ranzi. 
L'idea fece seguito alla fondazione, nel 1886, della società “Pro Patria” il cui scopo era promuovere l'istituzione di scuole italiane entro i confini dell'impero austro-ungarico. 
Ranzi, però, dovette attendere 10 anni per vedere coronato il suo sogno, facendosi egli stesso promotore, insieme ad altri, della raccolta fondi necessaria alla realizzazione della scultura. 
L'opera, costruita dall'artista fiorentino Cesare Zocchi, venne inaugurata l'11 ottobre 1896
La scultura, che raffigura Dante col braccio destro proteso verso le Alpi, poggia su un'imponente base in cui sono scolpiti diversi personaggi della Divina Commedia. 
Sul piedistallo, inoltre, sono presenti numerose epigrafi, tra cui una dettata dallo stesso Ranzi e quanto mai rivelatrice dei sentimenti che ispirarono l'opera: “Inchiniamoci Italiani. Inchinatevi Stranieri. Deh! Rialziamoci Affratellati nella giustizia“.

Chiesa di Santa Maria Maggiore

Trento vanta un patrimonio di chiese di livello che, oltre a fare luce sulla storia della città, contribuisce notevolmente alle sue fortune turistiche. 

Assieme alla Cattedrale di San Vigilio vale la pena visitare la Chiesa di Santa Maria Maggiore, distante dalla prima appena trecento metri. 
Questa chiesa merita soprattutto per due motivi: per gli scavi archeologici che hanno consentito di acquisire nuove informazioni sull’evoluzione della città dall’antichità al medioevo; e, seconda ragione, per il ruolo avuto in occasione del Concilio di Trento. 
Rispetto al primo punto è emerso che la chiesa venne edificata su un impianto termale realizzato dai romani, e che nel corso dei secoli ha subito diverse ristrutturazioni che ne hanno progressivamente diminuito la quadratura. Quella che ammiriamo oggi è frutto della “visione” del Principe Vescovo Bernardo Clesio che impresse non solo all’edificio, ma a larga parte della città una virata rinascimentale, passata appunto alla storia come “stile clesiano”
Quanto al Concilio, invece, fece tappa presso la Chiesa Santa Maria Maggiore in occasione della processione solenne di apertura dei lavori e durante le congregazioni conclusive del 1562. 
Per agevolare lo svolgimento dei lavori finali, venne allestita nell’unica navata della chiesa una tribuna in legno riportata in diversi dipinti, tra cui il più famoso di Elia Naurizio custodito nel Museo Diocesano Tridentino. 
Altri dipinti degni di nota sono quelli che decorano la volta della chiesa, realizzati ai primi del ‘900 da Sigismondo Nardi sempre a testimonianza dei lavori conciliari.

Palazzo Roccabruna

Una sosta a Palazzo Roccabruna, da non confondere con Castello Roccabruna (sede del Municipio), è il modo ideale per concludere la visita al centro di Trento.
Restaurata nel 2004, questa raffinata ex dimora nobiliare del ‘500 ospita dal 2007 l’Enoteca provinciale del Trentino, con una collezione di oltre 60 etichette pregiate che comprendono anche grappe e distillati e vanno dal 1940 al 1980.
Si tratta di un’occasione unica per gli amanti del buon vino, ma anche per i buongustai, perché l’enoteca ospita ogni settimana eventi, visite guidate e degustazioni di prodotti tipici trentini come salumi e formaggi di malga, in abbinamento ai 100 migliori vini del territorio, il tutto con l’assistenza di sommelier. 

Le antiche scuderie sono la sede di corsi di cucina, mentre il piano nobile è dedicato a mostre, rassegne ed eventi in tema con l’enogastronomia trentina.


Siti archeologici


Porta Veronensis - sotto la Torre Civica. Era l'ingresso monumentale alla città di Tridentum, era provvista di due fornici, uno pedonale e l'altro per i carri, con pianta rettangolare e cortile interno. 
La facciata esterna, caratterizzata da una lesena, era fiancheggiata da due torri poligonali con 16 lati. 
Oggi rimane solo la parte occidentale, infatti quella orientale è stata inglobata nelle fondamenta della Torre Civica. 
La facciata interna era decorata da una statua di cui rimane solo il basamento e da una fontana, si è certi inoltre dell'esistenza di un piano superiore della porta, come suggeriscono alcuni frammenti architettonici rinvenuti durante gli scavi; è invece solo ipotizzabile la presenza di un secondo piano. 
Caduta in rovina, semidistrutta e poi inglobata nella Torre Civica.

Spazio Archeologico Sotterraneo del SAS sotto il Teatro Sociale in piazza Cesare Battisti. 
Si tratta di un intero isolato provvisto di resti di una cinta muraria, resti di una torre, una strada con impianto fognario, una domus con vari ambienti della casa (triclinio, cucina, latrina, atrio, cortile); inoltre sono presenti un hypocaustum e due mosaici, uno raffigurante il dio Oceano nell'atrio e l'altro a carattere geometrico nel triclinio.

Spazio archeologico sotto Palazzo Lodron - in questo spazio archeologico è presente una strada e resti di una torre, una casa con latrina e una bottega vinaria (di cui se ne è dedotta la natura dall'impronta di 6 tini e da una lapide marmorea incisa ritrovata sul posto). 

Inoltre si può osservare un tratto ben conservato della cinta muraria romana e di quella medievale.

Basilica paleocristiana di San Vigilio sotto il Duomo. All'esterno della cinta urbica l'edificio rivestiva in origine il ruolo di basilica cimiteriale.


Villa Romana in via Rosmini. Si tratta dei resti di una villa fuori dalla cinta muraria, molto interessante il mosaico presente all'interno della stessa.

Inoltre sono visibili sulla sommità del Doss Trento i resti di una basilica paleocristiana



A Trento era presente anche un anfiteatro, infatti, sotto l'omonima piazzetta di Trento sono stati trovati frammenti di pavimentazione, mura e gradinate dello stesso, oltre al fatto che la posizione di una parte delle case della piazzetta ha la curvatura tipica dell'anfiteatro, essendo le case sorte sui resti del medesimo e utilizzandone muri preesistenti e pietre. 
Pezzi di mura di cinta, torri, strade, abitazioni, sono stati trovati inoltre sotto numerosi edifici, strade e piazze di Trento.
 

Recenti scavi sotto la chiesa di Santa Maria Maggiore stanno portando alla luce un'altra zona della città, infatti, qui era presente l'antica ecclesia che fungeva da cattedrale nei primi secoli del cristianesimo, si ipotizza che sia sorta sopra un antico tempio. 
Secondo l'urbanistica romana questo edificio sorgeva nella zona pubblica della città, quindi si pensa che in questo luogo fosse presente il foro di Tridentum. Sempre nel foro sorgevano altri edifici di carattere pubblico. 
Ulteriori scavi hanno inoltre portato alla luce una torre romana dietro il palazzo della facoltà di sociologia e una villa romana nel luogo dove sorgerà la nuova facoltà di lettere.

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Aneddoti

- Presso via Torre Verde, quando l'Adige lambiva la zona, sorgeva l'antico porto commerciale della città da dove le merci provenienti dalla Lombardia e dal Veneto erano scambiate o vendute presso i mercati rionali.
Le imbarcazioni da grande tonnellaggio, le tanse, impiegavano 3 giorni per raggiungere Venezia, mentre per il trasporto leggero erano utilizzate le zattere i cui marinai erano raggruppati nella corporazione dei Paroni de barca con sede nel medesimo luogo.
- Il quadrivio che si incunea tra via San Pietro, via Manci e via del Suffragio, il cosiddetto el canton, delimitava i quattro cantoni del centro della città dove si teneva il mercato; in particolare venendo da via San Pietro si possono scorgere, al secondo e terzo piano dell'edificio prospiciente, degli sporti di legno cioè dei balconcini coperti, le cosiddette gelosìe, dove gli abitanti potevano controllare cosa avveniva in strada senza essere visti a loro volta.
- In un confessionale in Santa Maria Maggiore sarebbe inciso un gruppo di sette lettere M per indicare il disprezzo che Martin Lutero nutriva per il Presidente del Concilio: Maledetto Madruzzo Martino Mai Muterà Meglio Morire!
- Durante il Concilio di Trento, il cardinale Madruzzo decise di espellere temporaneamente tutti i poveri e i miserabili della città concentrandoli oltre l'Adige nell'attuale quartiere di Piedicastello.
Quelli che vivevano di espedienti si facevano chiamare baroni del sol.
- Piazza Pasi, la vecchia piazza delle Opere dove si teneva il mercato delle verdure, nasconderebbe ancora il tesoro del barbaz seppellito da Brenno, secondo alcuni, il fondatore retico della città.
- Via delle Orne deriva il nome da un'unità di misura per liquidi, l'orna appunto, che corrispondeva a circa 64 litri ed era utilizzata dagli artigiani locali per la costruzione delle botti per il vino.
- Presso il vicolo dei Birri, vicino al Duomo, vi era la sede della polizia che aveva il compito di depositare le denunce al Palazzo del Pretorio.
Il capo della polizia era il Bargello (nome attribuito al capitano militare incaricato di mantenere l'ordine durante periodi di rivolta, avendo spesso funzioni dittatoriali di reggente; il bargello, come Capitano di Giustizia o Capitano del Popolo, fu presente in molte città della penisola italiana).
- In via Secondo da Trento, nei pressi di piazza di Centa, era frequentatissimo fino al 1958 (anno della Legge Merlin) il bordello "alle bettine", all'epoca luogo malfamato.
- Al semaforo tra via Vanga e via Pozzo venendo dalla stazione, alle spalle della scuola privata di lingue, si trovava la Casa della Catena, di fattura medievale, detta così perché un tempo, una catena bloccava la navigazione notturna del fiume.
- Si chiama Man la zona situata tra Villazzano e l'Adige, che prende il nome dal latino manes (nella religione romana i Mani - in latino: Dii Manes - erano le anime dei defunti; il loro nome deriva dal latino e significa Benevolenti, talvolta venivano identificate con le divinità dell'oltretomba) in quanto si ritiene che fossero venerate le anime dei morti.


1922, storie di ordinario fascismo: quando le squadracce picchiavano e i residenti de quartiere della Busa "resistevano"

A inizio secolo, era il 1922, il quartiere della Busa, stretto tra il Fersina e il convento dei Francescani, era un rione povero, laborioso e popolare. 

Nel “Cason”, edificio simbolo del quartiere abitavano 18 famiglie, tutte con molti figli, molti erano profughi italiani ritornati qui dopo la prima guerra mondiale. Un totale di 100 persone e una sola spina di acqua nel giroscale. 
Tutti lavoravano onestamente, lavoravano come operai, muratori, al panificio, alla centrale del Fersina, come tagliapietre, imbianchini, c'era poi anche un falegname e uno dei primi elettricisti della città. (continua la lettura)


Qualità della vita

Nel rapporto "Ecosistema Urbano 2019" di Legambiente, si è classificata al primo posto nella classifica delle migliori città italiane per qualità dell'ambiente e della vita.


Non violare le regole di convivenza civile

Nelle classifiche delle città italiane con la più alta qualità della vita Trento, immancabilmente, risulta ai primissimi posti. 

Difficile perciò dire cosa evitare in una città in cui funziona (quasi) tutto alla perfezione. 
Semmai, bisogna considerare il contributo attivo della cittadinanza nel mantenimento di standard elevati di vivibilità, un'efficienza parossistica che a volte irrita e disturba per eccesso
Perciò l’unica cosa da non fare a Trento è violare le regole di convivenza civile che scandiscono la quotidianità del territorio. 
Solo per dirne alcune: rispetto della fila, acquisto del titolo di viaggio sui mezzi pubblici, cura del verde pubblico sia quello urbano che, soprattutto, quello delle montagne tutt’attorno. 
Per il resto, buona vacanza e viva Trento


Cosa mangiare a Trento

Trento è una città di confine, ricca di storia e dal passato importante: la tradizione mitteleuropea e l’orgoglio montanaro si fondono alla perfezione nella  sua cucina: robusta, saporita, profumata.
Tra i salumi tipici c’è la carne salà (carne salata): carne di vitello, maiale o pecora essiccata e insaporita con sale, alloro, ginepro, rosmarino, e tagliata a strisce sottili, accompagnata da un buon bicchiere di vino rosso.
Tra i formaggi più famosi c’è il Puzzone di Moena, un formaggio a pasta semidura dal sapore molto caratteristico che prende il nome dalla sua fermentazione. 

Si assapora prima del dolce, fuso sulla polenta e come ripieno della pasta fresca. Tra i primi non possono mancare i Canederli, palline di pane, speck e formaggi serviti in brodo di carne o con salvia e burro fuso, e il Brò brusà (brodo bruciato), un denso brodo abbrustolito a base di acqua e farina e olio, ideale per accompagnare la pasta o i legumi.
Sulle tavole di Trento non manca mai la polenta gialla, rigorosamente mescolata a mano, accompagnata dal Grana Trentino

Una curiosità: la polenta del giorno prima è gustosissima anche a colazione, cosparsa di zucchero.
Tra i secondi trionfano i piatti di carne, primi fra tutti quelli di selvaggina, come le costolette di capriolo, seguite dal dolce di Trento per eccellenza: la fortaia de pomi, torta di mele. 



Cosa bere
Il Trentino è famoso in tutto il mondo per i suoi vini: Marzemino, Merlot, Pinot Grigio, Müller Thürgau.

ARTE E CULTURA

Musei

Trento vanta numerose strutture museali e diversi spazi espositivi.

Presso gli ampi ambienti del Castello del Buonconsiglio sono state organizzate le collezioni artistiche provinciali. 

Importanti le sezioni di arte medievale e moderna (sale del Castelvecchio e del Magno Palazzo). 
Da segnalare inoltre i materiali archeologici ed etnografici e una raccolta numismatica, nonché le collezioni e le mostre temporanee organizzate ogni anno.

Il Museo della S.A.T., dedicato alla storia della Società degli Alpinisti Tridentini, è ubicato presso il primo piano del palazzo della SAT di via Manci. 

Raccoglie un'ampia collezione di foto, documenti e cimeli relativi alle montagne e alla storia dell'alpinismo del Trentino.Il Museo Storico in Trento dedicato alla storia (politica, economica, sociale) del Trentino dal 1700 alla conclusione del secondo conflitto mondiale; conserva un'ampia raccolta bibliografica e archivistica.

Il Museo Diocesano Tridentino ha sede in piazza Duomo, presso Palazzo Pretorio. 

Dal 1963 (IV centenario del Concilio di Trento) il Museo Diocesano è stato spostato presso questa nuova sede, mettendo fine a lunghi anni durante i quali la preoccupazione principale fu piuttosto quella di preservare l’integrità delle opere dalla follia della guerra. 
Ciò detto, quel che più conta è l’enorme valore storico di tele, quadri, paramenti sacri e altri reperti che in buona parte fanno luce su un evento fondamentale quale appunto è stato il Concilio di Trento. 
Per maggiori informazioni su storia, opere, mostre, collezioni e modalità di visita consultare il sito ufficiale: www.museodiocesanotridentino.it

La collina del Doss Trento ospita il Museo storico degli alpini, realizzato presso un ex polveriera austriaca. 

La struttura conserva foto, documenti, cimeli, oggetti personali relativi alla storia del corpo degli Alpini.

Presso l'aeroporto di Trento a Mattarello è stato allestito il Museo "Gianni Caproni" di aeronautica scienza e innovazione, dedicato all'ingegnere Caproni. Nel museo sono presenti una serie di velivoli costruiti tra il 1910 e il 1980, dei quali 9 unici al mondo.

L'importante Spazio Archeologico Sotterraneo è un'ampia area archeologica che ha portato alla luce abitazioni, edifici pubblici e infrastrutture della Tridentum romana.

Le gallerie di Piedicastello, recentemente riutilizzate come spazio museale dopo che la tangenziale è stata dirottata su di un altro tunnel. 

Qui vi sono due gallerie lunghe circa 300 metri, una bianca e una nera, che offrono sia al visitatore che all'espositore un ampio spazio espositivo.

La Galleria civica di Trento, situata nella centrale via Belenzani, ospita mostre, eventi e convegni.


Il Palazzo delle Albere ospita la sezione trentina del Museo d'arte moderna e contemporanea di Trento e Rovereto (MART). 


Il museo vanta una vasta collezione permanente dell'Ottocento e dei primi del Novecento, fino alla prima guerra mondiale (dal romantico Francesco Hayez al futurista Boccioni) e organizza numerose esposizioni temporanee.

Dall'estate 2013 vi è un nuovo museo, il MUSE
Il Museo delle Scienze di Trento dista circa 1 km da Piazza del Duomo. 
Poco più di 10 minuti per arrivare al cospetto di quest’edificio dalle forme avveneristiche progettato dall’architetto italiano Renzo Piano


Il percorso espositivo si sviluppa su più livelli: dalla “Serra Tropicale” al piano interrato dove sono esposti molti reperti fossili, alle “Alte Vette” al quarto piano dove vengono illustrate condizioni e forme di vita dei ghiacciai alpini. 


Il tutto secondo una logica ascendente che usa la metafora della montagna per raccontare l’evoluzione della vita sulla terra, e più specificatamente l’evoluzione della vita nell’arco alpino. 


Ovviamente non mancano collezioni naturalistiche e scientifiche, come pure percorsi didattici ad hoc per i più piccoli che hanno la possibilità di imparare divertendosi


Insomma un museo ultramoderno che arricchisce l’offerta turistica e culturale di Trento, e che perciò costituisce una tappa imperdibile di una visita in città. 


Per maggiori informazioni consultare il sito: www.muse.it

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Ricerca

Trento vanta la presenza di centri di istruzione e di ricerca scientifica all'avanguardia, che gli hanno fatto conquistare il soprannome di "Silicon Valley delle Alpi"

Istituto trentino di cultura (ITC) - ente fondato nel 1962 che si occupa di ricerca sia in campo umanistico che scientifico-tecnologico.

Dal 1º marzo 2007 l'ITC ha preso il nome Fondazione Bruno Kessler (FBK). 
Si struttura in:
- Istituto per la ricerca scientifica e tecnologica che si occupa in prevalenza dei seguenti settori: informatica, microsistemi e micromeccanica, fisica-chimica delle superfici e interfacce, fisica teorica e computazionale;
- Istituto storico italo-germanico, centro di ricerca storica sulle relazioni fra l'Italia e il mondo germanico, in sintonia con la vocazione culturale di Trento come città-ponte;
- Istituto per le scienze religiose, centro di ricerca religiosa istituito nella città che ha ospitato il Concilio della Riforma della Chiesa cattolica;
- centro di ricerca in fisica nucleare;
 

Trento RISE - polo internazionale dell'eccellenza ICT creato dalla Fondazione Bruno Kessler e dall'Università degli Studi di Trento, dedicato all'innovazione sociale abilitata dall'ICT; ospita i laboratori di aziende nazionali e straniere come Telecom, Engineering, Point Grey ecc. ed è core partner di ICT Labs dello European Institute of Innovation and Technology. 
Ogni anno Trento RISE organizza con Fondazione Bruno Kessler e Università degli Studi di Trento gli ICT Days, grande kermesse nazionale dedicata all'innovazione ICT. 
Tra i programmi lanciati da Trento RISE vi è TechPeaks, un acceleratore di talenti finalizzato ad attirare i migliori talenti tecnologici europei in Trentino per la creazione di nuove aziende innovative (startup).
 

Centre for Computational and Systems Biology - centro di eccellenza nato dall'accordo siglato tra il governo italiano, la Provincia autonoma di Trento, l'Università di Trento e la Microsoft
Si occupa dei settori di ricerca scientifica relativi all'incrocio tra scienze, medicina, biologia, genetica e tecnologia dell'informazione.
 

CREATE-NET - Center for REsearch And Telecommunication Experimentation for NETworked communities, nato nel 2003 grazie al sostegno della Provincia Autonoma di Trento e dalla volontà dell'Istituto Trentino di Cultura e dell'Università degli Studi di Trento, cui si uniscono alcune tra le più note università e centri di ricerca europei
La ricerca del centro internazionale di ricerca CREATE-NET, si concentra sulle tecnologie della comunicazione (computing pervasive, networking wireless, ottici e banda larga, ingegneria e tecnologie di rete) e sui servizi di comunicazione focalizzati sull'utente e sulle comunità (sicurezza, ambienti multimediali intelligenti e arricchiti, sistemi distribuiti peer-to-peer).
 

Centro di Ecologia Alpina – istituto finanziato della Provincia autonoma di Trento presso Viote del Monte Bondone per progetti di studio e ricerca sugli ecosistemi degli ambienti montani dell'intero arco alpino.
 

Business Innovation Centre - nato nel 1984 e promosso dalla Direzione generale delle Politiche Regionali della Commissione Europea, si occupa dello sviluppo delle imprese e, nel caso dei BIC trentini, di ricerca favorendo l'interscambio tra i due mondi. 
Nel Polo tecnologico di Trento trovano posto, accanto alle attività produttive, le seguenti attività:
- Centro Ricerche Fiat - il centro si occupa di microsistemi, manufacturing virtuale, info telematica e business information technology.
- Laboratorio di ontologia applicata del CNR - il laboratorio studia la rappresentazione della conoscenza attraverso modelli.


Università

L'Università di Trento fu fondata nel 1962 come Istituto universitario superiore di scienze sociali, l'Università statale di Trento è uno dei più prestigiosi atenei italiani, con una forte vocazione internazionale. 

Sono presenti le seguenti facoltà: economia, giurisprudenza, lettere e filosofia, ingegneria, scienze cognitive (a Rovereto), scienze matematiche, fisiche e naturali, sociologia.

Musica

A Trento ha sede il Conservatorio di musica "F. A. Bonporti", una scuola di alta formazione musicale, pubblica e statale.
La sua prima finalità è la formazione di compositori, cantanti e strumentisti, insegnanti di musica; svolge anche attività di ricerca (convegni, pubblicazioni, ecc.) e di produzione artistica (concerti, spettacoli musicali, ecc.). Vi è anche
annesso il Liceo ad indirizzo musicale al Conservatorio.
A Trento hanno sede due prestigiosi cori italiani che hanno fatto la storia del canto corale popolare: il coro della SOSAT e il coro della SAT; esiste inoltre un prestigioso coro polifonico, la Corale Città di Trento, fondata nel 1889.

Trento offre ogni anno una stagione sinfonica eseguita dall'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento.
Altra realtà è Il Vagabondo produzioni - La Piccola Orchestra Lumière - una fucina creativa nata per promuovere, forgiare e divulgare nuove opere musicali legate alla canzone, al cinema, al teatro e all'arte.

La musica da camera è invece offerta dalla Società Filarmonica di Trento.
Trento ospita concerti di ensemble di tutto il territorio provinciale, come l'Orchestra Giovanile Trentina, che promuove una propria Stagione Concertistica al Nuovo Teatro Comunale di Pergine Valsugana.

Hanno sede a Trento le scuole musicali I Minipolifonici e Il Diapason.

EVENTI

Le manifestazioni più importanti, che coinvolgono il maggior numero di persone e che richiamano molti turisti sono:

- Trento FilmFestival - Festival cinematografico internazionale dedicato alla montagna;
- Festival dell'economia - appuntamento annuale iniziato nel 2006 che prevede dibattiti e incontri fra le personalità più importanti del mondo economico e politico a livello nazionale e internazionale;
- Fiera di San Giuseppe - nella domenica più vicina al 19 marzo si svolge in città un mercato nel quale si vendono merci di ogni tipo: piante, mezzi agricoli, ecc;
- Feste Vigiliane - nella settimana che comprende il 26 giugno, festa di San Vigilio, santo patrono della città;
- Autunno trentino;
- Mercatino di Natale di Trento - mercatino natalizio che si tiene durante il periodo d'Avvento principalmente in piazza Fiera e piazza Cesare Battisti;
- Mercatino dei Gaudenti - mercatino dell'usato per privati cittadini a cadenza mensile, istituito nel 1998, si tiene in piazza Garzetti il 2º sabato del mese, agosto escluso;
- Concorso internazionale per direttori d'orchestra Antonio Pedrotti;
- Religion Today Film Festival Trento;
- Palio delle contrade di Trento - prima settimana di settembre;
- Esposizione internazionale di cactus e succulente - ultimo fine settimana di maggio;
- Hai mai suonato un'opera d'arte? - pianoforti decorati per le vie del centro storico.

Tradizioni e folclore

La religione cristiano-cattolica ha inevitabilmente caratterizzato la vita della città, nel lavoro così come nei momenti di festa e nelle ricorrenze per le quali, tra l'altro, si ricorda:

- la fiera delle Casolare nella prima domenica di quaresima dove si espongono i latticini;
- la fiera di San Giuseppe il 19 marzo dove si vendono piante e fiori, ma anche attrezzi per il giardinaggio e l'agricoltura, classica fiera di primavera, negli ultimi anni spostata alla domenica più vicina;
- la fiera delle Sante Croci il 3 maggio a piazza Fiera dove si passano in rassegna delle macchine agricole;
- la fiera dei bresi (funghi) il 15 maggio a piazza delle Erbe;
- la fiera di San Vigilio il 26 giugno dove si somministravano le consacrazioni;
- la fiera di San Lorenzo il 10 agosto delle zigole (cipolle);
- la fiera del vino di San Michele il 29 settembre;
- la fiera di Santa Caterina presso porta Aquila il 25 novembre dove si esponevano articoli per le malghe e animali da traino;
- la fiera di Santa Lucia il 13 dicembre in tutto il centro storico dove si vendono giocattoli, dolci e di tutto un po';
- la fiera natalizia di San Tommaso del 21 dicembre (mercatini di Natale).



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COME RAGGIUNGERE E SPOSTARSI A TRENTO

Strade

Trento, posta nella valle dell'Adige, è situata sull'asse viario del Brennero (Strada statale 12 dell'Abetone e del Brennero, Autostrada A22); è punto di arrivo dell'asse viario della Valsugana (Strada statale 47 della Valsugana) ed è qui che terminano la Gardesana Occidentale e la SP 90 Destra Adige.



Ferrovie

Sono presenti due stazioni ferroviarie: Stazione di Trento - Stazione di Trento FTM



La ferrovia del Brennero, situata parallelamente all'autostrada permette veloci collegamenti verso nord (Bolzano, Austria e Germania) e sud (Verona). 
Da Trento partono, inoltre, i treni verso Bassano del Grappa (linea ferroviaria della Valsugana, con coincidenza per Venezia e fermate urbane a Santa Chiara, San Bartolameo, Villazzano e Povo-Mesiano) e le vallate del Trentino nord-occidentale - linea ferroviaria Trento-Malé-Mezzana, inaugurata nel 1964 in sostituzione della preesistente tranvia.
 


Impianti a fune


A Trento la funivia di Sardagna che collega la città con la frazione, venne costruita negli anni '20 e permette un veloce collegamento con il monte Bondone. 
Il primo viaggio della funivia ebbe luogo il 4 agosto 1925
 


Trasporto pubblico

I trasporti urbani ed extraurbani sono gestiti dalla società Trentino Trasporti
La rete urbana consta di 23 linee, che collegano la Stazione Centrale a tutti i quartieri e le frazioni del comune, fino a Lavis. 
Centro del sistema di trasporto pubblico della Provincia, dalla città partono una serie di collegamenti extraurbani verso le vallate trentine (Fassa, Fiemme, Giudicarie, Non, Primiero, Rendena, Sole, Tesino, Valsugana).

Il servizio taxi di Trento è gestito invece dalla "Cooperativa Radiotaxi Trento".


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