Post in evidenza

Il Grand Tour ai tempi di Google

Filosofia

Penisol@bella è un Visual Storytelling Blog, un Carnet de Voyages 2.0, con cui racconto viaggi lenti nell'Italia minore con la M maiuscola, svolti in treno in bus e a piedi, rendendo concrete, con immagini sinestetiche, le esperienze materiali ed immateriali, pensieri e riflessioni, al fine di rafforzare il brand di luoghi e territori, dell'Italia, grande giardino emozionale diffuso; dove stanno ospiti clandestini, le antiche architetture popolari e nelle piazze, alberi, lampioni e panchine a cui nessuno fa più caso.

Penisol@bella è una dichiarazione d'amore d'arte per la bellezza dell'Italia.
L'idea nasce dal mio amore appassionato incondizionato spassionato per il mio paese, l'Italia ed il Sud in particolare; dalla convinzione che troppi sono i detrattori, per calcolo, malafede e ignoranza intesa come non conoscenza del Paese in cui viviamo.

Il nome è frutto di un'invenzione creativa che parte da una serie di analogie con l'isola Bella, l'isola realizzata dalla nobiltà, come un vascello che naviga tranquillo nel Lago Maggiore, con a bordo un giardino emozionale ricco di verde e immerso in uno dei paesaggi unici italiani apprezzati da scrittori e poeti, da Manzoni a Hemingway.
Isola Bella è lago Maggiore, Penisolabella è Italia minore, anch'essa nata dall'opera congiunta di nobili famiglie e grandi architetti ed urbanisti; vascello che naviga tranquillo nel grande lago del Mar Mediterraneo; amata da poeti, scrittori, viaggiatori, ha grandi paesaggi verdi ed è grande giardino emozionale diffuso.

Architetto Fotografo Artista Digitale 2.0, posso contare su un'arma comunicativa in più: l'immagine che vale più di mille parole; l'immagine è strumento di comunicazione universale, in grado di coinvolgere tutti ed ognuno, con la sua sintesi e immediatezza; attraverso la sua forza evocativa, la potenza testimoniale, supportate da un linguaggio esteticamente “accattivante”, largamente comprensibile.
Meglio delle parole, le immagini, creano icone emozionali, in grado di coinvolgere, divulgare, sensibilizzare, creare opinione pubblica, e rafforzare il brand nell'immaginario collettivo, rappresentando uno strumento molto potente.

La fotografia d'architettura – di documentazione e ricerca – occupa una gran parte della mia attività e viene utilizzata nei miei progetti pittorici, a supporto del lavoro di narrazione dell’identità territoriale e di percorsi di messa in rete di potenzialità territoriali. 

Parole chiave per comprendere il mio lavoro sono: valorizzazione urbana e territoriale, città, paesaggio, comunità, identità, storia, memoria.

Pertanto, il progetto è andare controcorrente, tirarsi fuori dalla massa mugugnante, offrendo uno strumento di cultura informata in grado di provocare una presa di coscienza individuale e collettiva, che restituisca un'identità perduta, rendendo consapevoli di chi siamo, da dove veniamo, cosa e dove siamo, per decidere se essere o non essere. 

La grande informazione, e quella visiva soprattutto, crede di portare il mondo in casa, mentre in effetti aumenta la distanza che ci separa dall’esistente. 
Lavora sullo spettacolo, il lontano che diventa vicino e il vicino, reso in modo spettacolare, sembra sempre più lontano. 
Tutto diventa inafferrabile, e sconosciuto, un'anestesia dello sguardo. 

In definitiva non importa che nei Viaggi in Italia vi sia o non vi sia il Duomo di Milano o il Colosseo, o le architetture del Borromini, occorre, piuttosto, che il vedere attraversi l’immaginario soggettivo e quello collettivo, costruendo una propria strada tra gli indefiniti contorni mentali della memoria, che attivi nuove strategie di rappresentazione, che tengono conto del mondo esterno e dei mondi interni, del fotografo e dell’osservatore.


Gli obiettivi di Penisolabella sono:

combattere l'ignoranza indotta da decenni di educazione scolastica che ha prodotto un disastro a valanga, travolgendo ogni strato sociale e politico. Una scuola sempre più rivolta, alla rincorsa delle novità, delle omologazioni, mai alla tradizione, alla ricchezza culturale e artistica italiana; malata di esterofilia, non insegna a leggere i nostri autori che, assieme a quelli venuti dall'estero, dal 1700 hanno fatto e raccontato i loro Grand Tour, lasciandoci racconti estasiati ed entusiasmanti, della nostra terra; la scomparsa della geografia che ha privato intere generazioni della conoscenza dei luoghi, ma anche una conoscenza integrata delle identità materiali e immateriali, costituite da stratificazioni e reti di comuni e luoghi senza soluzione di continuità ricchi di testimonianze artistiche, architettoniche, beni artistici e culturali, produzioni e cucine tipiche, tradizioni, artigianato, ambiente e natura, paesaggi urbani rurali naturali

Combattere l'ignoranza indotta dai mezzi d'informazione che giornalmente ci bombardano di notizie negative e si accorgono dell'Italia minore e bellissima solo in occasione dei disastri; la dimenticanza e morte della creatività italiana. 

Insomma con Penisol@bella voglio combattere tutto ciò che ha ingenerato la perdita di identità con conseguente tristezza e depressione di fondo, crisi, insoddisfazione, disaffezione da parte degli italiani attratti da mete improbabili, sia per turismo che per lavoro, ignari di quante potenzialità, bellezze, storia e storie, siano contenute dalla nostra Penisola.



Analogamente a quanto avvenne a Picasso, cui l'avvento della fotografia lo fece cadere in depressione, al pensiero che vanificasse l'esistenza della pittura, anche per me è arrivato il momento della crisi, quando la fotografia, già poco considerata in Italia, è stata sdoganata come linguaggio e mezzo esclusivo del Fotografo.

Così come Picasso risolse la sfida tra pittura e fotografia, allontanandosi dal realismo di quest'ultima, inventando il cubismo, anch'io, pur fotografo di lungo corso, facendo ricorso alla mia passione giovanile per le tecniche pittoriche e dell'uso dell'acquarello, sfruttando i mezzi messi a disposizione dalla tecnologia, mi sono allontanato dalla fotografia per tornare alla pittura, usando la scrittura con la luce per dipingere con la luce.

Ho fatto il percorso simile a quello degli Impressionisti sostenuti dal fotografo  Nadar e dei Macchiaioli sostenuti dai fotografi Alinari, pittori che svilupparono la propria pittura tra dialogo ed antagonismo con la nuova arte fotografica appena scoperta.

Come loro usarono pennellate e macchie di colore per restituire forme attraverso colori luci e ombre distruggendo la precisione e la nettezza fotografica, anche io sono tornato a trasformare le fotografie in macchie di colore, i miei Acquarelli Digitali, partono dal buon vecchio scatto fotografico rielaborato con la tecnica ad acquarello, non più applicato col pennello sulla carta, ma con uso di software e computer.

NE' RICCO NE' FAMOSO MA SOLO UTILE E FELICE, lavoro non profit nell'ottica della Sharing Economy (Economia Condivisa) Art Sharing, nella convinzione che la comunicazione visiva della bellezza, arricchisca mente e spirito, evitando l’imbarbarimento di singoli e società; contribuendo a migliorare “l’estetica e l’etica del quotidiano” e, quindi, la qualità della vita, per un mondo migliore.

La mia filosofia di vita è vivere con poco, l'essenziale,  niente sprechi, alimentazione frugale, consapevole e felice di esser vivo; adotto la dieta - dal greco δίαιτα, dìaita, «modo di vivere» -, stile di vita consapevole, etico-responsabile ed eco-sostenibile, lento: 5 sensi + 2 mente e cuore; artista, filosofo, creativo, ascetico, visionario, contemplativo, lento, calmo e paziente per nascita e per scelta lavoro con sguardo lento, viaggio in treno, e vivo praticando l'ozio meditativo e creativo e le pause estatiche estetiche.

Non avendo datori di lavoro o mecenatilavoro non profit nell'ottica della Sharing Economy (Art Sharing), finanziandomi col Crowdfundingaffidandomi a tutti coloro che lo vogliano, apprezzando il mio lavoro, entrando a far parte dei miei Amici, ospitandomi per residenze, sostenendomi con la vendita dei miei libri
clicca sul logo
e delle mie opere Fine Artsulle gallerie online


Clicca sul logo per accedere alla galleria


clicca sul logo


Fin da ragazzo sono stato abituato ad impegnarmi direttamente per rendermi utile alle cause che sceglievo di combattere; la scelta dell'impegno politico e di cittadinanza attiva, si concretizzò con l'uso della Fotografia, per narrare bellezza, visioni, pensieri, riflessioni, proposte.
Poi venne l'era di internet e la Fotografia da sola, per narrare la realtà vista e vissuta, emozioni e atmosfere, non bastava più; le mie competenze accumulate col passare degli anni, che stimolavano la mia creatività; tutto filtrato attraverso la sensibilità informata dalla mia cultura onnivora richiedevano anche altro e il 2.0 mi permetteva di mettere in pratica l'immediata condivisione delle tante idee e informazioni, condividendole con tutti.


Il mio progetto 2.0 - etico estetico impegnato -, vado oltre le parole, attraverso l'uso delle immagini, per una cultura informata raccontando fatti concreti che possano provocare una presa di coscienza collettiva per una consapevolezza del vissuto.


Fotografo Documentarista dal 1977, Slow Blogger - Italy Visual Storyteller dall'avvento di internet (1998).

Vivo consapevoleetico-responsabile ed eco-sostenibile, lento: 5 sensi + 2 mente e cuore; artista, filosofo, eremita metropolitano, asceta, visionario, contemplativo, meditativo, antropologo, sociologo; lento, calmo, paziente per nascita e per scelta, Viaggio a passo lento (60 metri al minuto, rilevazione di Google) con uso di pipa, macchina fotografica al collo, computer online, e con sguardo attento sempre pronto a riprenderenarrando  pensieri con immagini che si fanno parole, racconti alla scoperta dell'Italia, narrando il presente tra passato prossimo e scoperta del passato remoto.

Tutto il mio lavoro è diffuso online, attraverso i miei blog e i social network.
Realizzo progetti videofotografici che diffondo sui miei blog giuseppecocco, penisolabella, e in maniera virale sui social network -: Twitter - Facebook - Google + - Pinterest - Instagram; li geolocalizzo attraverso Google.

Non appongo solo una firma di prestigio, ma mi coinvolgo col mio stile espressivo, il linguaggio interpretativo, denso di soggettività. Il linguaggio fotografico favorisce una lettura della trasformazione stratificata del Paese Italia. La foto diventa un documento su cui lo sguardo si esercita per offrire elementi di discussione meno astratti nella lettura del territorio.

Il mio lavoro di artista è un libero tentativo di narrazione di vita vissuta e testimonianza visiva con cui provare a comporre uno stato delle cose, un'esperienza diretta dei luoghi, affidata a una libera e personale interpretazione.

Narratore e divulgatorei miei progetti 2.0 vanno oltre le parole e, attraverso l’uso delle immagini sinestetiche, voglio creare icone emozionali che possano entrare a far parte dell’immaginario collettivo, per una consapevolezza del vissuto.



La Permacultura è cultura della cittadinanza attiva, che si sviluppa dall'individuo alla comunità sociale in maniera virale attraverso la testimonianza di un vivere etico e sostenibile, per cerchi concentrici come le onde provocate da un sasso lanciato nello stagno.
Le strategie "dal basso verso l'alto" più rilevanti partono dall'individuo e si sviluppano attraverso l'esempio e l'emulazione fino a generare cambiamenti di massa. 
Pertanto, la permacultura non ha come obiettivo principale quello di far pressione su governo e istituzioni per cambiare la politica, ma quello di permettere a individui, famiglie e comunità locali di accentuare la propria autosufficienza ed autoregolazione. 
Tale approccio si basa sulla consapevolezza che una parte degli individui e quindi della società è pronta, disponibile e in grado di cambiare il proprio comportamento, se crede che ciò sia possibile e rilevante. 
Questa minoranza, socialmente ed ecologicamente motivata, rappresenta la chiave di volta di un cambiamento su larga scala.
-
Contattatemi per maggiori informazioni

Whatsapp: +39 348.2249595


0