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Viaggio in Puglia con i viaggiatori tedeschi dell'800

Col geografo e matematico di Schwerin, Justus Tommasini (1774-1831), qui tradotto per la prima volta in italiano, il viaggio in Puglia offre uno scenario inedito. 
Le modalità del viaggio - a piedi e senza lettere commendatizie - rivelano ben presto una precisa intenzionalità sociale: conoscere le condizioni di vita dei ceti subalterni solitamente ignorati dei viaggiatori del passato. 

Non si incontrano più soltanto vescovi aristocratici, ma anche semplici parroci di campagna e contadini.

Le scurrilities, che avevano fatto il loro ingresso nella letteratura odeporica con lo Sterne del “Viaggio sentimentale", diventano nel Tommasini spunto di critica sociale non senza un forte senso dell'ironia. 

Il quadro che ne deriva e che finisce col coinvolgere nel giudizio tutto il Regno di Napoli, è di un estrema vivacità, ma anche di una grande desolazione. 

Se ne ricava l'impressione di un paese dominato dall'arbitrio e dalla corruzione, in cui cialtroneria e bigotteria, passività della gente comune ed arroganza dei potenti sembrano costituire le basi di un sistema sociale di cui non si intravede la fine. 

Quei “Paesaggi pugliesi” di Ferdinand Gregorovius (1821-1921), scritti all'indomani dell'unificazione nazionale, oltre al recupero definitivo degli scenari della Puglia federiciana, vengono offerti al lettore spunti di analisi su quella che già allora cominciava a configurarsi come "la questione meridionale". 

Le note di viaggio di Gregorovius attestano, fra l’altro, la delusione di una speranza: che, cioè, il Risorgimento politico potesse produrre automaticamente una rinascita morale e sociale della nazione.

In uno spirito di forte acredine anti cattolica che va ben oltre l’occasione dell'impegno pubblicistico del momento a favore del Kulturkampf bismarckiano, una grave situazione di degrado sociale e culturale per la quale propone come soluzione, sul piano economico-sociale, la riforma agraria e, sul piano intellettuale la lotta contro il dogmatismo della Chiesa di Roma. 

Sulle orme del Gregorovius, ben presto letture obbligata per chiunque si accingesse a visitare la Puglia, si muove anche lo storico dell'arte Paul Schubring (1869-1935), il quale, a distanza di qualche decennio, ne conferma le analisi e ne ribadisce il giudizio.

Meno impegnate in analisi socio-politiche e culturali, ma non per questo di minore interesse, sono le impressioni di viaggio di Gustav Meyer (1850-1900), un filologo classico austriaco che visita il Salento negli anni Ottanta dell’Ottocento alla scoperta della Grecia, e dello scrittore svizzero Joseph Victor Widmann (1842-1911) che ci lascia una serie di bozzetti - per la prima volta tradotti in italiano - che ripropongono con molto garbo e bonomia, in una prosa dal forte sapore impressionista, momenti di vita quotidiana a Taranto, Brindisi e Bari agli inizi del Novecento.

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JUSTUS TOMMASINI DA TARANTO A NAPOLI

Taranto 14-15-16 ottobre 1825

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Taranto 14 ottobre 1825

Finalmente ho raggiunto quello stato di equilibrio che tanto desideravo e poi facilmente immaginare quanto ciò mi riempie di gioia. 

Nemmeno lo stato miserevole della locanda in cui alloggio è riuscito a cancellare del tutto questa sensazione di piacere, anche se, certo, l’ha ridimensionata un po'. 

Ma riprendiamo la descrizione del viaggio! 

Sono partito da Rocca Imperiale di buonora, e, ad andatura ridotta, sistemato alla meno peggio su un basto scomodissimo, ho attraversato la vallata nella direzione del mare. 

Per il freddo intenso non ho resistito a lungo sul cavallo per cui, come al solito, ho preferito proseguire a piedi.

Luoghi narranti narrati e citati: Rocca Imperiale - Rotondella - Policori (Policoro) - Scanzano (Jonico) - Palagiano - Tempio della Concordia di Girgenti [Agrigento] - Massafra - Strada da Bari a Taranto - Tempio di Metaponto - Capo San Vito - Isola di San Pietro - Isola di San Paolo - Taranto

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Taranto 15 ottobre 1825

Il viaggio a piedi da Reggio a qui è fra i più faticosi che abbia mai compiuto. 

Già la lunghezza, settantacinque miglia tedesche e più, non è una bazzecola, se si pensa che per portarlo a termine mi ci sono voluti quindici giorni. 

Lo stato miserevole delle strade, tutte con un fondo sabbioso che non ti permette di fare un solo passo come si deve, ha reso la cosa ancor più gravosa, soprattutto nella parte meridionale della Calabria. 

Non che mi aspettassi delle comodità, ma spesso mancavano anche le cose più elementari. 

In tutto il viaggio solo due volte, a Catanzaro e a Crotone, sono riuscito ad avere la carne.

In genere mangiavo pesce e uova, e anche queste ultime non sempre si trovavano. 

Il caffè poi sono riuscito ad averlo solo nelle due città sunnominate.

Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Catanzaro - Crotone - Taranto

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Taranto 16 ottobre 1825

Del tutto inatteso si è abbattuto su di me un temporale di cui ancora non mi è dato prevedere gli sviluppi: mi trovo, infatti, in balia della stupidità e della bestialità napoletane che rendono impossibile una qualsivoglia previsione anche da parte della persona più equilibrata. 

Ti riferisco ora i fatti nella maniera più circostanziata possibile.

Ieri sera non mi ero ancora coricato che già sento bussare alla porta della mia stanza ed una voce dal trono sgarbato mi intima di aprire. 

Quando chiedo chi siano, mi sento rispondere: «I gendarmi!»

E difatti è abitudine di questi bricconi, sia nei napoletano che nel resto d'Italia, presentarsi sempre ad una certa ora della notte, per cui, coricandoti la sera nel tuo letto, non puoi sapere se la mattina seguente ti risveglierai lì o in una qualche prigione, la qualcosa, come ovvio, non ti dà certo un grande senso di sicurezza.

Luoghi narranti narrati e citati: Taranto - Crotone - Lecce - Manduria - Campi (Salentina)

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Manduria 17 ottobre 1825

Stamattina, di buon'ora, è giunta la carrozza coi due gendarmi, il custode della prigione, i galantuomini, la gente che si trovava nelle vicinanze mi hanno augurato buon viaggio guardandomi con gli occhi di chi si aspetta qualcosa. 

Ho fatto a ciascuno un piccolo regalo, scusandomi di non poter fare di più non sapendo cosa mi aspetta. 

Nessuno però è rimasto con scontento. 

Dapprima abbiamo seguito la carrozzabile per Brindisi, poi ad un certo punto la strada svolta a destra e procede, più male che bene, soprattutto in una giornata di pioggia come questa, fino a Manduria. 

La cosa però, giacché me ne stavo seduto all'interno della carrozza, mi ha lasciato del tutto indifferente. 

Raggiungemmo Manduria prima di mezzogiorno, per cui pregai brigadiere di proseguire. 

Questi però, maestro nell'arte sua non meno del custode della prigione di Taranto, oppose il suo rifiuto e mi annunciò che saremmo ripartiti all'indomani. 

Non escludo che qualche scudo le avrebbe forse potuto far cambiare idea.

Luoghi narranti narrati e citati: Taranto - Manduria

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Lecce 19 ottobre 1825

Sono partito da Manduria ieri mattina dopo che mi è toccato servire il caffè ai gendarmi tutti quanti erano. 

Il cocchiere, che aveva interesse a raggiungere Lecce in giornata, si è messo a spronare i cavalli a più non posso, per cui, prima di mezzogiorno, abbiamo raggiunto Campi dove c'è il cambio di gendarmi. 

Naturalmente, il mio non era lo stato d'animo migliore per badare al paesaggio, pure la sua vista gli recava piacere; quand'ecco, all'improvviso, presentarsi ai miei occhi in tutta la sua estensione Lecce. 

Le case gialle, i tetti piatti, i campanili slanciati: il tutto immerso nella luce della sera che conferiva alla città un aspetto orientale. 

Bastava solo che uno si immaginasse un bosco di alberi da frutta intorno alla città per avere l'impressione di trovarsi di fronte a Damasco dalle pendici dell'antilibano.

Luoghi narranti narrati e citati: Manduria - Campi (Salentina) - Lecce - Carceri di Sant’Antonio

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Otranto 20 ottobre 1825

Per percorrere le cinque o sei miglia tedesche da Lecce fin qui ho impiegato relativamente poco, tanto che a mezzogiorno ero già ad Otranto. 

La strada è monotona nonostante si attraversano diversi paesi. 

Sui muri delle case e dei passi carrai si notano dei dipinti. 

Le case, costruite, come nel resto della Puglia, con pietre squadrate e coi tetti piatti o a terrazza, si presentano bene. 

Mi è piaciuta soprattutto una chiesetta in mezzo alla campagna. 

Nei pressi di Otranto il paesaggio si fa collinoso e desertico, e tale rimane per lunga pezza. 

A sinistra, verso il mare, si scorge un laghetto. 

Si entra poi in un uliveto e, dopo aver percorso un viottolo scosceso tagliato nella roccia, ecco all'improvviso comparire la città. 

Luoghi narranti narrati e citati: Otranto

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Lecce 21 ottobre 1825

Il tempo che ieri minacciava continuamente di piovere si è rimesso al bello, anche se si comincia a sentire un po' di freddo. 

La strada che da Otranto porta a Lecce e che già ieri me era parsa piuttosto noiosa, oggi poi lo è stata ancor di più nonostante il traffico più vivace. 

Ho incontrato molte carrozze e cavalieri, ma nessuno mi ha molestato con domande alla calabrese. 

Lecce mi piace.

Luoghi narranti narrati e citati: Lecce

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Taranto 23 ottobre 1825

Puoi facilmente immaginarti con quanto poco piacere ritorni nella bella Taranto. 

Da Lecce, infatti, volevo prendere la strada per Brindisi e proseguire poi per L'Antica via Appia sino a Benevento. Purtroppo, però, nel mio passaporto mi viene prescritto tutt'altro itinerario, e precisamente la strada che da Lecce, passando per Taranto, Bari, Foggia e Avellino, porta a Napoli, al quale devo attenermi con l'obbligo, puoi immaginarti quanto gradito, di fare vistare il mio passaporto in tutta una serie di località che mi vengono esplicitamente indicate.

Luoghi narranti narrati e citati: Taranto - Lecce - Bari - Foggia - Avellino - Napoli - Manduria - Oria - Roccaforzata - San Pancrazio (Salentino)

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Bari 24 ottobre 1825

Quando stamani sono partito da Taranto, non credevo di raggiungere Bari in giornata e pensavo di pernottare a Gioia. 

Se non che a qualche miglia da Taranto sono stato raggiunto da un cabriolet napoletano vuoto e, dopo aver discusso un po', mi sono accordato col cocchiere perché, per una piastra, mi portasse a Bari in giornata, un tratto di complessive tredici miglia tedesche. 

Con il cabriolet, leggerissimo, il viaggio è piuttosto veloce, e i cocchieri, quando da Napoli si recano in provincia, portano sempre un secondo cavallo da affiancare al primo alle stanghe, per cui le due bestie non hanno quasi bisogno di tirare e possono badare solo a correre.

Luoghi narranti narrati e citati: Taranto - Lecce - Bari - Gioia (del Colle) - Mottola - Capurso - Gargano

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Trani 25 ottobre 1825

Il fastidio che mi procura l'obbligo di fare apporre un visto al mio passaporto in ogni località che attraverso non è di poco conto, ne guadagna la mia conoscenza delle anticamere degli intendenti e dei sottointendenti, e dipende solo da me intrecciare rapporti di amicizia coi loro domestici. 

Solo che, purtroppo, sono talmente preso dalle preoccupazioni che mi procura il mio viaggio che maledico tutte queste vantaggiosissime opportunità che mi vengono offerte e tutte formalità farraginose che hanno inventato intorno ai passaporti, e non vedo l'ora di giungere re a Napoli per sentirmi libero da tutti questi lacci.

Luoghi narranti narrati e citati: Manduria - Taranto - Gioia (del Colle) - Bari - Trani - Giovinazzo - Molfetta - Bisceglie

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Cerignola 26 ottobre 1825

Cerignola è una cittadina passabile con una locanda più che discreta.

L'oste, napoletano di nascita, mi ha chiesto i numeri del lotto, che gli ho dato, e, per ricompensarmi, mi ha offerto una bottiglia di ottimo vino che, come mi è stato subito precisato, non sarebbe stata messa sul mio conto.

Auguro a quel galantuomo che la sua bottiglia di ritorni centuplicata, ma, quando anche vincesse, è certo che non ne avrò alcun merito.

Luoghi narranti narrati e citati: Cerignola - Trani - Barletta - Gargano - Rovine di Canne - San Cassano (Cassiano) - Castel del Monte - Casale della Trinità (oggi Trinitapoli)

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Foggia 27 ottobre 1825

Con lo stesso piacere con cui ieri avrei seguito l'antica via Appia da Bari a Cerignola passando per Bitonto, Andria e Canosa, oggi, se non avessi avuto l'obbligo di farvi stare il passaporto nel capoluogo della Capitanata, mi sarei risparmiato questo lungo giro fin qui.

la strada che da Cerignola porta a Foggia attraversa una vasta pianura poco coltivata in cui raramente si incontra una masseria.

Luoghi narranti narrati e citati: Foggia - Bari - Cerignola - Bitonto - Andria - Canosa (di Puglia) - Capitanata - Gargano

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Grotta Minarda 28 ottobre 1825

Stamattina alle quattro - ancora era buio - il vetturino era già pronto per la partenza. 

Nei pressi della locanda c'erano, però, già molte persone, una delle quali mi si accostò mentre stavo per uscire dalla porta per dirmi di aver saputo che la sera prima stavamo cercando delle ragazze. 

Si doleva di non essere stato presente, perché sicuramente sarebbe stato in grado di soddisfare i nostri desideri. 

Poteva però rimediare, e si offrì di condurmi seduta stante da una ragazza di eccezionale bellezza. 

Lo ringraziai per la sua buona volontà e aggiunsi che mi dispiaceva di non poter approfittare dei suoi servigi: se già la sera prima avevo avuto scarsissima voglia di fare simili conoscenze, ora ne avevo ancora di meno.

Così dicendo salii sulla carrozza dove il mio compagno di viaggio aveva già preso posto e mi sistemai alla meno peggio.

Luoghi narranti narrati e citati: Troia - Bovino - Monte Acuto [Montaguto] - Ariano (Irpino) - Greci - Savignano (Irpino) - Grotta Minarda [Grottaminarda]

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Napoli 30 ottobre 1825

Appena giunto a Napoli mi sono recato dall'inviato prussiano per informarlo di quanto mi era capitato a Taranto. 

Mi ha promesso di denunciare la cosa al Ministro degli Esteri Medici per risparmiarmi almeno il fastidio di dovermi presentare personalmente al Ministro di Polizia, ma mi ha anche detto in ospedale in qualche soddisfazione. 

E ha avuto ragione.

Luoghi narranti narrati e citati: Napoli

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L’AUTORE

JUSTUS TOMMASINI (pseudonimo di Johann Heinrich Westphal) nasce a Schwerin il 31 giugno del 1794 e muore in Sicilia nel settembre del 1831 (si ignora la data esatta della morte). Frequenta il ginnasio nella sua città natale e si unisce, nel 1813, al corpo franco di Lutzow con quale partecipa alle operazioni di guerra nel Meklemburgo, in Danimarca e, l'anno successivo, sulle Ardenne. Nominato ufficiale, partecipa alla battaglia di Ligny. Ripresi gli studi, si laurea nel 1817 in matematica presso l'Università di Gottinga. Insegna da prima in un istituto di Vechelde, quindi a Danzica e Stettino. Fallito il progetto di approdare all'insegnamento universitario, il Tommasini compie un primo viaggio in Egitto nel 1822. L'anno dopo si stabilisce a Napoli, da dove intraprende diversi viaggi che lo portano in varie parti d'Italia e, per ben cinque volte, in Sicilia. Nel 1830 compie un secondo viaggio in Egitto. Nel settembre del 1831, mentre in una giornata di gran caldo sta cercando di raggiungere Termini Imerese da Siracusa, colto da una fortissima colica, cade dal mulo. Il mulattiere, che si precipita nel paese più vicino in cerca di aiuto, al suo ritorno lo trova già morto. Il Tommasini giunge in Puglia il 14 ottobre del 1825 e vi resta sino al 28 dello stesso mese. Visita Taranto, Manduria, Lecce, Otranto, Bari, Giovinazzo, Molfetta, Trani, Barletta, Cerignola e Foggia. I passi riguardanti la Puglia che qui si propongono per la prima volta in traduzione italiana sono tratti dal volume "Passeggiata attraverso la Calabria e la Puglia" edito nel 1928.

FERDINAND GREGOROVIUS

Lucera colonia saracena degli Hohenstaufen

Da un pezzo io nutrivo il desiderio di visitare nelle Puglie Lucera, Manfredonia e il Gargano, il promontorio sull'Adriatico, il vero ragion Horos dell'Occidente, il monte celebre quel suo pellegrinaggio. 

Solo nella primavera del 1874 potei appagare il desiderio mio. 

I miei compagni, nelle escursioni attraverso il bel paese della Puglia, furono mio fratello e Raffaele Mariano, col quale, venendo egli da Roma, ci eravamo data la posta a Caserta, ed ivi infatti ci incontriamo.

Luoghi narranti narrati e citati: Caserta - Lucera - Manfredonia - Gargano - Barletta - Trani - Telese (Terme) - Benevento - Foggia - Canosa (di Puglia) - Barletta - Duomo di Foggia - Andria - Castel del Monte - Castel Fiorentino (detto anche Torre Fiorentina) - Troia - Girofalco (Girifalco) - Acerenza - Capua - Aversa - Isole Tremiti - Sgurgola (Scurcola Marsicana)

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Manfredonia

Di ritorno a Foggia, ci rimettiamo dopo brevissima sosta di nuovo in via per Manfredonia. 

Volevamo vedere l'unico monumento che ancora rimanga dell'eroico Re Manfredi. Le due città distano l'una dall'altra proprio come Roma e Tivoli. 

La strada corre attraverso la pianura, chiusa questa a manca dal lungo dorso del Gargano mentre a destra si distende a perdita d'occhio, confondendosi con l'orizzonte. 

Codesta pianura, onde Foggia è circondata, e la parte alta del tavoliere di Puglia. Essa ricorda assai dappresso la campagna di Roma, dove anche dall'ottobre alla primavera svagolano a migliaia le pecore, menate per pascolo dagli Abruzzi e dalla Sabina. 

Però, a differenza di quest'ultima, è più ricca di erba ed ha insieme qualcosa della steppa e, non offrendo alla vista che un piano perfetto, è meno pittoresca. 

Dal lato del Gargano è giù innanzi, verso Manfredonia, il tavoliere è quasi privo di alberi. 

Il finocchio selvatico dalle lunghe aste, coronate dei loro graziosi mazzolini di fiori color giallo d'oro, ha preso il posto degli alberi e degli arbusti. 

Qui, come nella campagna romana, lussureggiano pure l'asfodelo, il caglio, la menta e tutte quelle piante aromatiche tanto predilette dal bestiame.

In alcuni punti era come un mare flessuoso e ondeggiante di fiori.

Luoghi narranti narrati e citati: Foggia - Manfredonia - Tavoliere di Puglia - Campagna di Roma (Romana) - Gargano - Capitanata - Tratturi - Cerveteri - Cisterna (di Latina) - Terracina - Paludi Pontine (Agro Pontino) - (Monte) Sant’Angelo - Siponto - San Giovanni in Lamis (Abbazia di San Marco) - Santa Maria de Pulsano (Abbazia) - Pantano Salso - Barletta - Lago di Salpi - Santa Maria Maggiore (Basilica di Siponto) - Benevento - Trani - Barletta - Bari - Brindisi - Otranto - Carbonara (di Bari) - Monastero Sant'Angelo (Santuario)

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L'Arcangelo sul Gargano (1a parte)

La leggenda dell'apparizione dell'Arcangelo sul Gargano è la seguente. 

A Siponto viveva un ricco uomo di nome Gargano, i cui armenti pascolavano sul promontorio. 

Un giorno un bel toro scomparve.

Lunghe furono le ricerche di Gargano e dei suoi pastori in tutte le sinuosità e i burroni del monte, fino a che non lo ebbero ritrovato all'ingresso di una grotta. Pieno di furore per la molta pena durata, Gargano vuole uccidere il toro; ma il dardo scoccato gira sopra sé stesso e va a colpire il tiratore. 

Il fatto prodigioso viene raccontato al vescovo di Siponto, Lorenzo; e questi ordina un digiuno di tre giorni. 

L'ultimo giorno di penitenza, l'8 maggio dell'anno 493, apparve al vescovo l'Arcangelo Michele e gli annunziò, la grotta averla egli stesso consacrata, e dover quindi innanzi essere un luogo dedicato in onore di lui e degli altri angeli.

Luoghi narranti narrati e citati: Siponto - Grotta dell’Arcangelo Michele al Gargano - Castel Sant’Angelo (Roma) - Sant’Angelo in Pescheria (Chiesa di Roma) - Portico d’Ottavia (Roma) - San Michele in Sassia (oggi Santo Spirito a Roma) - Santa Maria degli Angeli (Terme di Diocleziano a Roma) - San Michele in Affrisco (in Africisco a Ravenna) - San Michele di Pavia - (Le) Mont Saint-Michel - (Abbazia di) Michelsberg a Bamberga (Monte San Michele) - (Abbazia di) Michelsberg a Ulm - (Abbazia di) Michelsberg a Hersbruck (Monte San Michele) - (Abbazia di ) Michelsberg a Besigheim (Monte San Michele)

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L'Arcangelo sul Gargano (2a parte)

In sul primo albeggiare del 17 maggio eravamo già usciti in carrozza da Manfredonia. 

L'umanità pellegrinante ha trovato modo di compiere anche i suoi uffici religiosi più comodamente che non facessero gli antichi progenitori. 

Al promontorio, dove un tempo non si saliva che a piedi o sull'asino, ora si va per una spaziosa strada carrozzabile, tagliata nel calcareo alabastrino, la quale conduce sino in cima del monte, alla città dell'Arcangelo.

Da Manfredonia al principiare dell'erta si impiega un'ora circa; e di qui poi, sino alla grotta, occorrono ancora due ore.

Luoghi narranti narrati e citati: Manfredonia - Gargano - Foggia - San Severo - Lago di Lesina - Lago di Varano - Pantano Salso - Matinata (Mattinata) - Monte Sant'Angelo - Porto di Viesti (Vieste) - Peschici - Rodi (Garganico) - San Marco in Lamis - San Nicandro (Garganico) - Monte Saraceno - Rignano (Garganico) - San Giovanni Rotondo - Vico (del Gargano) - Cagnano (Varano) - Carpino - Ischitella - Città di Sant’Angelo - Grotta di San Michele - Castel SantAngelo (Roma) - Viesti (Vieste) - Bosco delle Umbrie (Foresta Umbra)

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Andria

Ad un'ora buona da Trani e Barletta è posta Andria, città della Terra di Bari assai popolosa di contadiname. 

L'imperatore Federico II l'amava di preferenza delle altre città pugliesi.

Lì, nei pressi, edificò il più bello dei suoi castelli di caccia: Castel del Monte.

Di tutti i monumenti degli Hohenstaufen nel mezzogiorno d'Italia, questo è, senza dubbio, il meglio conservato; onde il visitarlo fu lo scopo preciso del nostro soggiorno fatto due volte in Andria. 

Ma anche la terra è per sé stessa notevole, e la storia sua è parte non insignificante della storia del feudalesimo nel reame di Napoli in generale. 

Io voglio quindi dirne qui alcunché.

Luoghi narranti narrati e citati: Trani - Barletta - Andria - Foggia - Castel del Monte - Castelfiorentino - Lucera - Duomo di Andria - Duomo di Foggia - Duomo di Trani - Molfetta - Bitonto - Duomo di Taranto - Taranto - Altamura - Castelnuovo (della Daunia) - Porta Sant'Andrea (Andria) - Chiesa di Sant'Andrea (Andria) - Rione Grotte di Sant'Andrea (Andria) - Chiesa Porta Santa (Andria) - Chiesa di San Francesco (Andria) - Chiesa di San Domenico (Andria) - Chiesa di Sant'Agostino (Andria) - Abbazia di Siponto - Terlizzi - Cerignola - Palazzo Torre(s) (Trani) - Duomo di San Riccardo (Andria) - Palazzo dei Duchi di Andria - luogo della Disfida di Barletta - Corato - Ruvo (di Puglia) - Contea di Conversano - Museo Jatta di Ruvo

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Castel del Monte castello degli Hohenstaufen in Puglia (1a parte)

Dalle montagne della Puglia una lunga catena di colline si dirama, in direzione sud-est, nella Terra di Bari e, volgendo per Altamura e Gravina, va sin quasi alle prime alture che chiudono il Golfo di Taranto. 

Sono le Murge. 

Corrono lungo il confine della Basilicata, formando un paese montuoso, dalle linee uniformi, monotone, deserto ed incolto, parte rivestito di querceti, parte spogliato di alberi e brullo. 

Le pendici però offrono pascoli eccellenti; e qui da tempo immemorabile è il ritrovo di pastori e cacciatori. 

La catena giace parallela al mare, dal quale dista poche miglia appena. 

Da essa, già a grande distanza, dalla costa come dal piano, si vede emergere, quasi piramide, una verde linea, tutta nuda da alberi, e in vetta solo solo un castello, nessun altro edificio scorgendosi al di là né al di sopra. 

È il celebre Castel del Monte. 

Luoghi narranti narrati e citati: Altamura - Gravina (in Puglia) - Murge - Andria - Foggia - Gioia (del Colle) - Apricena - Avigliano - (Castel) Lagopesole - Castel del Monte

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Castel del Monte castello degli Hohenstaufen in Puglia (2a parte)

A me piace fermarmi a discorrere alquanto del destino dell'infelice moglie di Manfredi e dei figlioli: è un racconto che in parte si connette col castello che abbiamo visitato. 

Caduto Manfredi sul campo di battaglia a Benevento, la moglie Elena fuggì con i figli della fortezza saracena di Lucera, dove era rimasta, prendendo la via del mare. Intenzione sua era l'imbarcarsi e cercar salvezza presso i congiunti in Epiro. Sciaguratamente, venti contrari impedirono l'uscita delle galere dal porto di Trani; onde la regina, piena di fiducia, si pose sotto la protezione del castellano della città. Ma l'inquieto è pauroso uomo la consegnò, il 6 marzo 1266, ai cavalieri di Carlo Angioino che la seguivano. 

Essa fu in principio con i figli tenuta in custodia nel castello di Trani. 

I figli erano quattro: Beatrice, allora di 6 anni, Enrico di quattro, e più piccoli Federico ed Enzo. 

Luoghi narranti narrati e citati: Battaglia di Benevento (1266) - Fortezza saracena di Lucera - Porto di Trani - Castello di Trani - (Castel) Lagopesole - Castello di Nocera - Castellammare (di Stabia) - Salerno - Castello di Canosa - Castel del Monte - Andria - Battaglia di Tagliacozzo - Nocera (Superiore) - Vespro Siciliano - Castel dell'Ovo - Foggia - Anagni - Duomo di Canosa

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L’AUTORE

FERDINAND GREGOROVIUS nasce il 19 gennaio del 1821 a Neidenburg, nella Prussia Orientale, non lontano dalla vecchia frontiera polacca da una famiglia originaria della regione dei Laghi Masuri: il cognome era, infatti, originariamente, Grzegorzewski. Nel 1831, in seguito alla morte della madre, Gregorovius abbandona la casa paterna per frequentare il ginnasio a Gumbinnen ospite di un fratello minore del padre. Nel 1838, all'età di 17 anni, termina il ginnasio e si iscrive all'Università di Konigsberg alla facoltà di teologia, in ossequio al desiderio paterno. Fra il 1838 e il 1841, accanto ai corsi di teologia che lo interessano poco, frequenta le elezioni del filosofo Karl Rosenkranz, ma anche degli storici Drumann e Voigt. Dal 1841 al 1844, dopo aver portato a termine gli studi di teologia, fa il precettore a Neighbour e in vari altri luoghi, ma fermamente deciso a diventare filosofo. Del 1845 e la pubblicazione del suo primo libro, “Werdomar e Wladyslaw”, un romanzo di un acceso romanticismo e con un intreccio tedesco-polacco. Nel 1846 ritorna a Konigsberg dove resterà i successivi sei anni dedicandosi prevalentemente all'insegnamento. Del 1848 è l'opuscolo “L'idea polacca”, in cui prende partito per le nazioni in lotta per la libertà nazionale. Tre anni dopo, sulla falsariga di questo muscolo, il Gregorovius pubblica i “Canti polacchi e Magiari". Nel 1851 pubblica la “Storia dell'imperatore Adriano e dell'età sua", un lavoro che aveva intrapreso su consiglio dello storico Drumann. Il 1852 è una data di estrema importanza nella biografia del Gregorovius, in quanto proprio in quest'anno egli decide di trasferirsi in Italia per seguire l'amico Alois Borntrager che si era stabilito nel nostro paese perché ammalato di tisi. Il 2 ottobre, dopo aver visitato la Corsica, è a Roma: vi resterà per 22 anni. Il 24 novembre del 1853, mentre si trovava sul Ponte Quattro Capi gli viene l'idea di scrivere la storia di Roma nel Medioevo, un'opera alla quale si dedicherà nei prossimi decenni frugando con grande diligenza negli archivi e nelle biblioteche d'Italia. L'opera verrà completata nel 1873. Intanto già nel 1854 era uscita l'opera in due volumi Corsica, e, fra il 1856 e il 1877 verranno pubblicati, tra l'altro, gli “Anni di pellegrinaggio in Italia" in cinque volumi. Nel 1870 , durante la guerra franco-prussiana, torna in Germania e, recandosi nei luoghi delle operazioni belliche, scrive degli articoli per la «Allgemeine Zeitung» di Augusta. Nel 1874 lascia Roma e si stabilisce a Monaco di Baviera presso il fratello Julius, continuando però a fare dei viaggi in Italia. Nel 1889 è la pubblicazione della “Storia della civiltà di Atene nel Medio Evo" in due volumi. Muore a Monaco, cittadino romano - come volle che si annunciasse - il 1° maggio del 1891. Resoconti di viaggio riguardanti l'Italia si trovano in un volume più volte pubblicato. Di particolare interesse sono le raccolte epistolari e i diari romani. 

Viene in Puglia una prima volta nel maggio del 1874 accompagnato dal fratello Julius e da Raffaele Mariano, partendo da Roma il 14. Il 16 è a Foggia. Prosegue poi alla volta di Manfredonia e, il 17, e a Monte Sant'Angelo. Ritorna quindi a Foggia e, l'indomani, prosegue per Barletta. Il 19 è ad Andria, quindi a Bari. Il 21 parte per Taranto dove resta anche il 22. Sulla via del ritorno si ferma a Trani, dove si congeda dal Mariano. Prosegue poi per Napoli. Ritorna in Puglia l'anno dopo, sempre nel mese di maggio, con l'intenzione di visitare con più agio Benevento, Castel del Monte e Taranto. L'11 maggio è a Trani e, il giorno dopo, visita di nuovo Castel del Monte. Il 13 è a Ruvo dove visita la collezione di vasi della famiglia Jatta. Visita poi Brindisi, Lecce (15 e 16 maggio) e infine, Taranto, dove resta sino al 19 maggio. Si ripropongono i “Paesaggi pugliesi" apparsa col titolo “Nelle Puglie” nel 1882.

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