Non si incontrano più soltanto vescovi aristocratici, ma anche semplici parroci di campagna e contadini.
Le scurrilities, che avevano fatto il loro ingresso nella letteratura odeporica con lo Sterne del “Viaggio sentimentale", diventano nel Tommasini spunto di critica sociale non senza un forte senso dell'ironia.
Il quadro che ne deriva e che finisce col coinvolgere nel giudizio tutto il Regno di Napoli, è di un estrema vivacità, ma anche di una grande desolazione.
Se ne ricava l'impressione di un paese dominato dall'arbitrio e dalla corruzione, in cui cialtroneria e bigotteria, passività della gente comune ed arroganza dei potenti sembrano costituire le basi di un sistema sociale di cui non si intravede la fine.
Quei “Paesaggi pugliesi” di Ferdinand Gregorovius (1821-1921), scritti all'indomani dell'unificazione nazionale, oltre al recupero definitivo degli scenari della Puglia federiciana, vengono offerti al lettore spunti di analisi su quella che già allora cominciava a configurarsi come "la questione meridionale".
Le note di viaggio di Gregorovius attestano, fra l’altro, la delusione di una speranza: che, cioè, il Risorgimento politico potesse produrre automaticamente una rinascita morale e sociale della nazione.
In uno spirito di forte acredine anti cattolica che va ben oltre l’occasione dell'impegno pubblicistico del momento a favore del Kulturkampf bismarckiano, una grave situazione di degrado sociale e culturale per la quale propone come soluzione, sul piano economico-sociale, la riforma agraria e, sul piano intellettuale la lotta contro il dogmatismo della Chiesa di Roma.
Sulle orme del Gregorovius, ben presto letture obbligata per chiunque si accingesse a visitare la Puglia, si muove anche lo storico dell'arte Paul Schubring (1869-1935), il quale, a distanza di qualche decennio, ne conferma le analisi e ne ribadisce il giudizio.
Meno impegnate in analisi socio-politiche e culturali, ma non per questo di minore interesse, sono le impressioni di viaggio di Gustav Meyer (1850-1900), un filologo classico austriaco che visita il Salento negli anni Ottanta dell’Ottocento alla scoperta della Grecia, e dello scrittore svizzero Joseph Victor Widmann (1842-1911) che ci lascia una serie di bozzetti - per la prima volta tradotti in italiano - che ripropongono con molto garbo e bonomia, in una prosa dal forte sapore impressionista, momenti di vita quotidiana a Taranto, Brindisi e Bari agli inizi del Novecento.
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JUSTUS TOMMASINI DA TARANTO A NAPOLI
Taranto 14-15-16 ottobre 1825
Taranto 14 ottobre 1825
Finalmente ho raggiunto quello stato di equilibrio che tanto desideravo e poi facilmente immaginare quanto ciò mi riempie di gioia.
Nemmeno lo stato miserevole della locanda in cui alloggio è riuscito a cancellare del tutto questa sensazione di piacere, anche se, certo, l’ha ridimensionata un po'.
Ma riprendiamo la descrizione del viaggio!
Sono partito da Rocca Imperiale di buonora, e, ad andatura ridotta, sistemato alla meno peggio su un basto scomodissimo, ho attraversato la vallata nella direzione del mare.
Per il freddo intenso non ho resistito a lungo sul cavallo per cui, come al solito, ho preferito proseguire a piedi.
Luoghi narranti narrati e citati: Rocca Imperiale - Rotondella - Policori (Policoro) - Scanzano (Jonico) - Palagiano - Tempio della Concordia di Girgenti [Agrigento] - Massafra - Strada da Bari a Taranto - Tempio di Metaponto - Capo San Vito - Isola di San Pietro - Isola di San Paolo - Taranto
Taranto 15 ottobre 1825
Il viaggio a piedi da Reggio a qui è fra i più faticosi che abbia mai compiuto.
Già la lunghezza, settantacinque miglia tedesche e più, non è una bazzecola, se si pensa che per portarlo a termine mi ci sono voluti quindici giorni.
Lo stato miserevole delle strade, tutte con un fondo sabbioso che non ti permette di fare un solo passo come si deve, ha reso la cosa ancor più gravosa, soprattutto nella parte meridionale della Calabria.
Non che mi aspettassi delle comodità, ma spesso mancavano anche le cose più elementari.
In tutto il viaggio solo due volte, a Catanzaro e a Crotone, sono riuscito ad avere la carne.
In genere mangiavo pesce e uova, e anche queste ultime non sempre si trovavano.
Il caffè poi sono riuscito ad averlo solo nelle due città sunnominate.
Luoghi narranti narrati e citati: Reggio (Calabria) - Catanzaro - Crotone - Taranto
Taranto 16 ottobre 1825
Del tutto inatteso si è abbattuto su di me un temporale di cui ancora non mi è dato prevedere gli sviluppi: mi trovo, infatti, in balia della stupidità e della bestialità napoletane che rendono impossibile una qualsivoglia previsione anche da parte della persona più equilibrata.
Ti riferisco ora i fatti nella maniera più circostanziata possibile.
Ieri sera non mi ero ancora coricato che già sento bussare alla porta della mia stanza ed una voce dal trono sgarbato mi intima di aprire.
Quando chiedo chi siano, mi sento rispondere: «I gendarmi!»
E difatti è abitudine di questi bricconi, sia nei napoletano che nel resto d'Italia, presentarsi sempre ad una certa ora della notte, per cui, coricandoti la sera nel tuo letto, non puoi sapere se la mattina seguente ti risveglierai lì o in una qualche prigione, la qualcosa, come ovvio, non ti dà certo un grande senso di sicurezza.
Luoghi narranti narrati e citati: Taranto - Crotone - Lecce - Manduria - Campi (Salentina)
L’AUTORE
Justus Tommasini (pseudonimo di Johann Heinrich Westphal) nasce a Schwerin il 31 giugno del 1794 e muore in Sicilia nel settembre del 1831 (si ignora la data esatta della morte). Frequenta il ginnasio nella sua città natale e si unisce, nel 1813, al corpo franco di Lutzow con quale partecipa alle operazioni di guerra nel Meklemburgo, in Danimarca e, l'anno successivo, sulle Ardenne. Nominato ufficiale, partecipa alla battaglia di Ligny. Ripresi gli studi, si laurea nel 1817 in matematica presso l'Università di Gottinga. Insegna da prima in un istituto di Vechelde, quindi a Danzica e Stettino. Fallito il progetto di approdare all'insegnamento universitario, il Tommasini compie un primo viaggio in Egitto nel 1822. L'anno dopo si stabilisce a Napoli, da dove intraprende diversi viaggi che lo portano in varie parti d'Italia e, per ben cinque volte, in Sicilia. Nel 1830 compie un secondo viaggio in Egitto. Nel settembre del 1831, mentre in una giornata di gran caldo sta cercando di raggiungere Termini Imerese da Siracusa, colto da una fortissima colica, cade dal mulo. Il mulattiere, che si precipita nel paese più vicino in cerca di aiuto, al suo ritorno lo trova già morto. Il Tommasini giunge in Puglia il 14 ottobre del 1825 e vi resta sino al 28 dello stesso mese. Visita Taranto, Manduria, Lecce, Otranto, Bari, Giovinazzo, Molfetta, Trani, Barletta, Cerignola e Foggia. I passi riguardanti la Puglia che qui si propongono per la prima volta in traduzione italiana sono tratti dal volume "Passeggiata attraverso la Calabria e la Puglia" edito nel 1928.


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