- Ottieni link
- X
- Altre app
Post in evidenza
- Ottieni link
- X
- Altre app
Viaggi, saggi e paesaggi, gente, anche, famosa o comune, usi e costumi, sentimenti e ragionamenti.
Visite in luoghi ancora intatti e superbamente restaurati, o nostalgia per incanti evocati e scomparsi, violati da cementi infami.
Dagli anni ‘50 agli anni ‘80 Cesare Brandi ha annotato in occasioni diverse - per quotidiani, riviste, per la radio, per consulenze per restauri - le sue impressioni e considerazioni sull'arte e sull'ambiente in Italia.
Nessun viaggiatore italiano ha conosciuto così intimamente il suo paese, c'è stato di casa tanto da padrone, ad agio e disagio, amando e soffrendo luoghi e storie, ambienti e monumenti.
Ne è uscito uno straordinario libro, una novità che forse più di ogni altra opera di Brandi ci trasmette un ritratto così vivo e mobile del suo autore.
Ce n'è per ogni lettore: chi troverà in questa eccezionale raccolta il suo paese natale, la contrada, la città, la collina o l'isola dove ancora vive o da dove è stato esiliato.
Chi scoprirà l'angolo dove ha rischiato di non fermarsi mai perché non sapeva o non immaginava fosse tanto bello.
Altri conquisteranno una visione nuova di piazze, statue, facciate mille volte frequentate distrattamente e che l'occhio del grande critico d'arte, la penna del grande scrittore è riuscito a fissare e notare in modo completamente colto: di volta in volta ammirato o civilmente indignato per le strutture di uno sviluppo miope.
C'è anche un prologo: due magistrali saggi sulle piazze d'Italia e sul vecchio e il nuovo delle nostre città; e poi dai castelli piemontesi ai trulli pugliesi, dai pianori del Carso alla Barbagia, dal cuore verde dell'Umbria alle Egadi, dall'amata Etruria alle orme della Magna Grecia, non c'è plaga di Italia che non abbia qui la preziosa testimonianza di Brandi.
ASCOLTA i PODCAST dell’intero libro capitolo per capitolo
Piazze d’Italia
Non è facile stabilire, sia pure grosso modo, quanto dell'antico foro si è entrato a far parte costitutiva della piazza italiana.
Senza riandare al rapporto agorà-foro, che si svolge in un tempo troppo anteriore al costituirsi della piazza italiana, resta il fatto che nessuna delle piazze italiane, di quelle almeno che contano, coincide con l'appezzamento di un antico foro romano. E Roma i segni, dove il foro fu campo vaccino e, in tal senso, non venne qualificato urbanisticamente neppure dalle varie chiese che sorsero ai suoi margini.
Il Campo Vaccino fu luogo quasi foraneo di fiera, non piazza, la quale nasce, in Italia, agli albori del Medioevo, o come sagrato della cattedrale o come largo antistante alla sede dell'autorità civile.
Ascolta "Piazze d’Italia «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Il vecchio e il nuovo nelle antiche città italiane
Di tutte le arti la più difficile a comprendersi è l'architettura.
E mi piace subito aggiungere che, questo giudizio, vuole essere assai più che una constatazione di fatto, ma quasi un enunciato di diritto, nel senso che la difficoltà di comprensione dell'architettura può venire in primo luogo desunta dalla incerta collocazione estetica che ha ricevuto finora; a prescindere, dunque, dalla indifferenza che, nei suoi riguardi, professano anche persone che risultano sensibilissime alla pittura e alla scultura.
Chi voglia allora, senza arrestarsi alla constatazione, d'altronde difficilmente ricusabile, di questa difficoltà di comprensione per l'architettura, scandagliare i motivi, dovrà finire per riconoscere, e forse non senza sorpresa che una tale difficoltà deriva soprattutto dalla contraddittorietà con la quale, ai primi assaggi della riflessione, si presenta l'architettura in sé da un lato, la sua dichiarata utensilità: che sia cappella, fabbrica, casa, l'architettura deve servire a qualcosa; può servirla dall'altro, la sua monumentalità, che è insita fin dalle proporzioni che deve assumere, sempre maggiore che per qualsiasi altra arte detta figurativa.
Aosta romana e gli insediamenti preistorici
Che Aosta sia romana risulta subito anche dal nome, Augusta, fondata nel 25 avanti Cristo, colonizzata da tremila pretoriani dedotti da Augusto.
E c'è il suo arco grandioso e rurale come una pagnotta fatta in casa, e poi un ponte ad una sola arcata, la cinta completa della città quadrata, dove ancora si riconoscono il cardo e il decumano, le insule, le grandiose porte, il teatro, l'anfiteatro, e un criptoportico sterminato.
Luoghi narranti narrati e citati: Aosta
Ascolta "Aosta romana e gli insediamenti preistorici «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Il complesso monumentale di S. Orso
Un grosso pioppo contorto come una quercia e fronzuto ad un verde intenso che sembra perenne: accanto, un alto è massiccio campanile romanico, quasi lombardo, e poi la facciata della chiesa di Sant'Orso, con le sue cicatrici e l'alta ghimberga, questa guglia piemontese che dall'arco della porta arriva fino al culmine del tetto.
Già questi tre elementi, non dissociati, anzi legati, danno l'idea del nucleo organico che si incentrata su Sant’Orso.
Né basta, perché lì accanto c'è il priorato quattrocentesco d’un gotico fiorentino come una tovaglia ricamata.
Queste sono le cose che si vedono subito, ma ci sono poi quelle che si recuperano a poco a poco.
Intanto, proprio davanti alla chiesa di Sant'Orso sono venuti fuori i fondamenti di una chiesa del V secolo, con la pianta a croce greca e quattro assi di terminali: una rarità per gli studiosi, ma una curiosità per tutti, e, così legata al complesso monumentale, dà lo squillo di una così grande antichità.
Luoghi narranti narrati e citati: Aosta - Complesso monumentale di S. Orso
Ascolta "Il complesso monumentale di S. Orso «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Bard
Questo paesino di Bard, ai piedi di un picco veramente alpestre, immerso in un verde prepotente, e anche quasi immerso nella Dora che tumultuosamente scorre alla sua destra, è come il simbolo e lo stemma della Val d'Aosta, della sua natura come della sua storia.
Da questa stretta passarono Cesare ed Augusto e su su tutti i grandi che con le armi o senza vennero in Italia; Napoleone che non riuscì a forzare il passaggio e audacemente lo scavalcò; Stendhal, presenza umana fra tutte, finché Cavour vi fu mandato quasi al confino, ufficiale del genio, per le sue idee troppo liberali.
Si costruiva il forte in vetta al picco, un forte che, inutilizzato come forte, non riesce a passare alla Regione, che ne dovrebbe fare qualcosa, luogo di mostre, un museo etnografico, e chi più ne ha più ne metta, perché l'enorme edificio a tre corpi scalati contiene più di cinquecento stanze.
Luoghi narranti narrati e citati: Bard - Forte di Bard
Ascolta "Bard «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Stupinigi
Questo altissimo capolavoro dell'architettura del Settecento fu costruito da Filippo Juvara nel 1729-33 e rappresenta l'apice del grande architetto messinese.
Il quale, siciliano ma di formazione romana, sviluppò in questo straordinario castello un motivo spaziale che gli era congeniale, l'incrocio delle diagonali a croce di Sant'Andrea che avevano avuto la prima audace applicazione da Michelangelo nella Cappella Sforza in Santa Maria Maggiore a Roma.
Lo Juvara era studioso di architettura antica e si fece, nei suoi anni romani, soprattutto al Borromini; ma nello Juvarra c'è un alito di classicità più che di classicismo, che tempera le audacie borrominiane in un codice che talora, come nella Basilica di Superga, sembra quasi anticipare il neoclassico, sebbene nello Juvarra ci sia un’indomita strutturazione dinamica, fonte di contrasti di luce e d'ombra che rifuggono dalla pacatezza e dalla frigidezza propria della futura architettura neoclassica.
Luoghi narranti narrati e citati: Stupinigi - Basilica di Superga - S. Ivo alla Sapienza - S. Vitale (Basilica - Ravenna)
Ascolta "Stupinigi «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Casale, piccola patria da difendere
Un piccolo museo, che come la piccola opera della Divina Provvidenza, ma per ora è proprio al primo stadio, ed è piccolo come una mano, il museo di Casale Monferrato, che finora non ne aveva alcuno, e con un lascito qui e uno là, è stato organizzato dalla infaticabile dottoressa Noemi Gabrielli, nel palazzo Treville, che è un palazzo di un architetto sconosciuto, fuori che a Casale, e con un nome siciliano, e invece era proprio monferrino; Scapitta, si chiamava, ma davvero un precursore, che anticipa il rococò con una grazia e un'intelligenza senza pari.
Luoghi narranti narrati e citati: Casale Monferrato - Museo di Casale Monferrato - Palazzo Treville (Gozzani di Treville)
Ascolta "Casale, piccola patria da difendere «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Novi Ligure
Novi si chiama Ligure ma è in Piemonte, e del Piemonte ha già il cielo allungato con il latte, anche quando è sereno, i piani larghi con i prati sempre teneri come fossero di insalata, la pulizia delle strade e la cucina.
Ma come centro cittadino, anche se il giornale locale racconta che ha più di tremila abitanti, sembra n’abbia diecimila o giù di lì.
Solo che all'ingresso del paese (proprio non riesco a chiamarlo città) c'è due o tre casermoni inequivocabili, con tanti quartieri, certo assolati, certo con una bella vista sui tetti antichi, ma che rompono irremissibilmente la modesta armonia di un abitato, senza grandi bellezze ma anche senza gravi stonature.
E poi c'è quella strada in curva, nata al posto delle mura, con le sue facciatine lisce e le inferriate aderenti, così piemontesi, che è come una strada fiancheggiata da conventi, silenziosa come col silenziatore, e porta ad una chiesa, quella della Maddalena, dove, sull’altar maggiore, si inerpica un calvario di statuette dorate, una selva di statue, che fa pensare alla Sicilia, e invece no, non è Sicilia, e modesto, quasi locale, frutto transappenninico, non so bene, data l'altezza da terra, se Ligure, Piemontese, o addirittura Lombardo, perché qui siamo a un crocevia.
Luoghi narranti narrati e citati: Novi Ligure - Chiesa della Maddalena (Novi Ligure) - Voltaggio - Govi (Gavi) - San Michele al Gargano (Basilica) - Abbazia di Rivalta Scrivia - Abbazia di S. Martino al Cimino - Abbazia di Casamari - Abbazia di Fossanova
Ascolta "Novi Ligure «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Genova
Come erano piccole codeste città famose, che nel Duecento hanno avuto una funzione determinante, tale che ora appare quasi ai confini della leggenda: Amalfi e Firenze, Pisa e Venezia e Genova.
L'Arsenale sembra per costruirci scafi da diporto, non galere; la cerchia antica di Firenze era quasi quella di un convento, e proprio al tempo del suo abbrivio internazionale.
Ma Genova ancor più colpisce, stretta come un mazzo di asparagi, con quei palazzoni alti, e fin da allora furono alti, per il poco spazio fra due torrenti, a ridosso dei monti, a ridosso del mare.
Luoghi narranti narrati e citati: Amalfi - Firenze - Pisa - Venezia - Genova - Porta Soprana a Pré - Via Balbi - Via Garibaldi - Via Nuova (Crevari) - Albaro (quartiere) - Sampierdarena (quartiere) - Villa Doria - Villa Cambiaso - Porta del Molo - Quartiere Castello - S. Maria di Carignano - Piazza Sarzano - S. Agostino - S. Maria di Castello - Villa Durazzo
Ascolta "Genova «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
La via Garibaldi a Genova
Una strada è generalmente un allineamento, su due lati, di case o palazzi; questi possono essere o non possono essere delle opere d'arte, e come opere d'arte appartenere a epoche diverse raggiungendo un equilibrio più pittoresco che scientificamente cercato.
Così è ad esempio una strada bellissima come via Tornabuoni a Firenze, che non fu progettata da un unico architetto, anche se molti grandi artisti li collaborarono a varie riprese: Benedetto da Maiano, il Cronaca, il Dosio.
Così è via del Capitano a Siena, ti abbraccia costruzioni dal secolo decimoquarto al tardo Cinquecento, bellissimi, col Duomo in fondo.
Così è il corso Vannucci a Perugia, prospettiva variata col fondale della Fonte dei Pisani, di contro alla parete formellata del Duomo.
Ma via Nuova ovvero via Garibaldi a Genova è un'altra cosa: intanto fu ideata da un solo grande artista, l'avessi, realizzata relativamente in poco tempo, armonica, concorde, di proporzione ridotta, di promozione grandissima.
Luoghi narranti narrati e citati: Genova - Via Tornabuoni (Firenze) - Via del Capitano (Siena) - Corso Vannucci (Perugia) - Via Nuova (Via Garibaldi a Genova) - Via Giulia (Roma) - Colosseo (Roma) - Pantheon (Roma) - Teatro Olimpico del Palladio (Vicenza)
Ascolta "La via Garibaldi a Genova «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Savona
Quando si riesce a uscire da Genova verso Savona; quando si riesce a rivedere i colli quasi a strapiombo, coperti di una vegetazione fitta e arzilla, la felice espressione del Petrarca per Genova torna in mente, «colles asperitate gratissima».
L'ossimoro è stupendo.
E questa è veramente la Liguria, ancora, a onta dell’eruzione cutanea di case e case, e purtroppo grattacieli.
Ma appena si arresti la colata, ecco tornare questi colli «asperitate gratissime», prepotenti verso il mare che sta buono in fondo come quando si fa freddare la minestra della scodella.
In Liguria protagonista è la terra, non il mare.
In troppi altri posti è più bello: e pochi altri, invece, la terra è più vestita e gradevole, con i suoi densi alberi, i suoi fiori, i suoi rari filari di viti, e gli ulivi nebbiosi.
Così, sotto il sole benevolo, procediamo verso Savona.
Andiamo dunque a Savona: ma è a due passi, si gira a destra e siamo a Savona. Per chi la conoscesse dalla storia, la sua lotta con Genova la mette in simpatia, come tutti gli oppressi contro i prepotenti.
Luoghi narranti narrati e citati: Genova - Albisola (Albissola Marina) - Savona - Villa Gavotti - Villa Faraggiana - Museo di Savona (Pinacoteca Civica) - Santuario di Nostra Signora della Misericordia
Una perla nel golfo della Spezia: Panigaglia
Fino a poco tempo fa, Panigaglia era tanto se la conoscevano gli spezzini, ora sta diventando un affare nazionale; ed è giusto che lo diventi, perché, in un'Italia che si nutre del turismo, ci si deve pure accorgere, che, in fatto di devastazioni, si è arrivati al punto di rottura.
E dopo, sarei inutile piangere sul latte versato, anche per il turismo.
Certo, ci cuoce di invocare In primo luogo il turismo e non il rispetto del paesaggio in sé e per sé: ma purtroppo, in sede di civiltà di massa, bisogna contrapporre argomenti finanziari ad argomenti finanziari.
Ed ora, mentre a Roma si studia magari il consueto compromesso che non salverà nulla e lascerà tutti scontenti, e mentre «a comando» vengono inoltrate petizioni e suppliche perché l'impianto metanifero e pestilenziale sia comunque attuato a Panigaglia, vediamo, se siamo in tempo, che cos'è Panigaglia.
Luoghi narranti narrati e citati: Panigaglia - Golfo della Spezia - Lerici - Portovenere - Rapallo - Patrasso - Corinto
La Riviera Ligure
Veramente non sembrerebbe che neppure più se ne potesse parlare, della Riviera Ligure, tanto è stata manomessa, dilaniata, congestionata.
Come ci si può occupare ancora di Rapallo o di Santa Margherita, con quei basamenti immondi venuti su uno accanto all'altro, senza un respiro, senza uno sguardo, brutti di forma, utilitari nel senso peggiore, e con disprezzo per una natura che era così bella?
Una natura, tante sono le coste belle d'Italia, o per meglio dire tante erano, che pure aveva un fascino unico, così digradante e così a picco sul mare, e verde come un ninfeo scrosciante di acqua, a specchio di un mare che sembra inerpicarsi all'orizzonte: bello anche quando è grigio, bello se è tranquillo, bello se in burrasca, con quelle spiaggette sassose come il greto di un fiume, poi promontori come chele di aragosta, ma verdi e semmai con le case rosa.
Luoghi narranti narrati e citati: Riviera Ligure - Rapallo - Santa Margherita (Ligure) - Zoagli - Camogli - Albisola (ovvero Albissola Marina) - Villa Gavotti - Villa Faraggiana
Ascolta "La Riviera Ligure «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Il candelabro Trivulzio del Duomo di Milano
Forse non esiste a Milano opera più preziosa e discussa dell'imponente Candelabro a sette braccia detto l'Albero Trivulzio, che sta in Duomo nel transetto sinistro.
La sua storia ha un lato misterioso: compare di colpo alla metà del Cinquecento come dono Trivulzio e viene allora completato nella sua parte alta a partire dal secondo nodo fino a raggiungere l'altezza di sei metri circa.
Agli studiosi è sempre parso strano che un'opera di tanta mole, che, per altra notizia, risulta venuta dalla Francia, non abbia lasciato traccia per tre secoli, quando fusioni del genere erano tutt'altro che frequenti.
Ma nulla si sa della sua primitiva collocazione, anche se persiste la tesi che lo vorrebbe opera Milanese: persiste e con autorevoli nomi per quanto nessuno stretto rapporto lombardo leghi il candelabro all'ambiente milanese.
Luoghi narranti narrati e citati: Milano - Duomo
Ascolta "Il candelabro Trivulzio del Duomo di Milano «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Bramante architetto a Milano
La prima formazione di Bramante fu ad Urbino, ma ad Urbino di lui non si conosce nulla di sicuro.
Eccetto che quando si muove da Urbino Bramante è soprattutto pittore, e come pittore appare a Bergamo e poi a Milano.
Ad Urbino, dove si stava costruendo il palazzo Ducale, Bramante accanto a Luciano Laurana e a Francesco di Giorgio Martini poté assorbire la rarefatta atmosfera in cui sorgeva un architettura basata soprattutto sulle proporzioni con un codice geneticamente classico: a Mantova, recandosi a Milano, si incontrò con l'opera dell'Alberti, e del Sant'Andrea in costruzione c'è un eco visibile nella sua attività Milanese.
Ma difficilmente si potrebbe spiegare il primo stile di Bramante architetto con la sola conoscenza del Laurana e dell'Alberti.
Luoghi narranti narrati e citati: Urbino - Palazzo Ducale (Urbino) - Milano - Chiesa di San Satiro (Milano) - Cappella dei Pazzi (Firenze) - Sagrestia Vecchia di San Lorenzo (Firenze) - Basilica di San Lorenzo (Milano) - Palazzo Spada (Roma) - Sant’Andrea dell’Alberti (Basilica di Mantova) - Santa Maria delle Grazie (Basilica di Milano) - Sant’Ivo alla Sapienza (Roma) - Sant’Ambrogio (Basilica di Milano)
Ascolta "Bramante architetto a Milano «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
La chiesa di S. Simpliciano
La chiesa di San Simpliciano, a Milano, è qualcosa di più che un restauro da condursi finalmente in porto: è un monumento, il cui recupero, nelle sostanziali membrature che ne restano, può rappresentare la più importante testimonianza del tempo di Sant'Ambrogio.
Di una Milano, cioè, capitale dell'Occidente e che, in quel fortunoso e grandioso Quarto secolo, catalizzava, ormai più di Roma, Oriente e Occidente, in una silloge, se non in una sintesi culturale, che che differiva da quella di Costantinopoli come da quella di Roma, e, lo si può anticipare, da quella che sarà un secolo di poi, a Ravenna.
Luoghi narranti narrati e citati: Chiesa di San Simpliciano - Milano - Basilica di San Dionigi - Porta Venezia - Chiesa San Nazaro (Basilica) - Chiesa dei Santi Apostoli - Chiesa di San Simpliciano - Basilica di Treviri (di Costantino) - Basilica di Massenzio (Roma) - San Marco a Venezia - Curia nel Foro Romano (Curia Iulia)
Ascolta "La chiesa di S. Simpliciano «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Castelseprio
In mezzo ad un bosco di castagni giovani, diritti come spade, c'è una chiesa dall'antica pianta a trifoglio, e in questa chiesa una serie mutila di affreschi sbiaditi: ma questi affreschi sbiaditi costituiscono preziosissimo tesoro.
Sono fra le pitture alto-medievali più antiche e illustri del mondo e rappresentano una testimonianza, che, per collocarla nel tempo, ha messo la febbre addosso agli studiosi.
Infatti a tutt'oggi le teorie più accreditate oscillano dal VII al IX secolo: né uno sbalzo di due secoli è poca cosa, oscillando fra due epoche oscure e germinanti. Castelseprio era un piccolo centro fortificato che si trova non lontano da Castiglione d’Olona e che ebbe una sua importanza nell'alto medioevo, finché Ottone Visconti, arcivescovo di Milano, se ne impadronì nel 1287, diroccandolo e risparmiando i soli edifici sacri
Luoghi narranti narrati e citati: Castelseprio - Castiglione d’Olona - Basilica S. Giovanni evangelista (Castelseprio) - Chiesa di S. Maria foris portas (Castelseprio) - Santa Maria Antiqua (Chiesa di Roma)
Ascolta "Castelseprio «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Bergamo Alta
Stare a Bergamo Alta è come trovarsi in quelle città miniaturizzate che tengono in mano i santi protettori come un bel vassoio, e di qua e di là c'è il vuoto.
Così intorno a Bergamo Alta c'è un anello di vuoto, che è aria, cielo, e magari nuvole, vento: questo dà a tutta la città asserragliata nelle sue chiese nei suoi palazzi, una leggerezza, una luce, uno spazio rarefatto, che non si penserebbe, con quelle strade strette, con la penombra che vi si deposita in fondo.
Ma appunto perché Bergamo alta non sta sulla terra, sta nel cielo e il cielo l'avvolge e il sole la penetra e l'aria da percorre veloce e luminosa come un bambino in monopattino.
Le strade sono strette, tortuose, lastricate a ferretti a spina di pesce o acciottolate, e ciò conferma l'aspetto antico della città e gli dona anche un che di rurale, di una campagna che sta alle porte, con tante buone cose fresche, e gli uccellini che volano per poi finire allo spiedo.
Luoghi narranti narrati e citati: Bergamo Alta - Trescore (Balneario) - Cappella Colleoni - Bergamo Bassa - Parco delle Rimembranze
Ascolta "Bergamo Alta «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Lovere
Per andare a Lovere conviene fermarsi a Bergamo, la quale è come un vino vecchio che si è spogliato e la feccia è andata tutta in fondo.
Codesto fondo è Bergamo Bassa, piena di fabbriche: il vino che si è spogliato, Bergamo Alta.
Con le sue viuzze lastricate a ferretti a spina di pesce, e gli spalti carichi di fronde, come certi carri di fieno che non si vedono le ruote.
E poi La piazza dove, da sotto un arco, appare la Cappella Colleoni una cosa da tenersi dentro una campana di vetro, squisita e assurda nel suo Rinascimento nordico e testardo, così fiorito ma anche così spinoso.
Luoghi narranti narrati e citati: Lovere - Bergamo - Bergamo Alta - Bergamo Bassa - Cappella Colleoni - Lago d’Iseo - Val Camonica
Ascolta "Lovere «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
I graffiti della Val Camonica
Per andare in Val Camonica si passa da Lovere, e, prima di Lovere si incontra il piccolo lago di Endine, in una valle che pare sia freddissima ed inverno fa un ghiaccio alto un metro.
Lovere è come al fondo di un imbuto e bisogna andarci apposta, ma poi non ci se ne pente, perché in fondo all'imbuto c'è la Val Camonica, con questi straordinari graffiti sulle rocce, i fumetti della preistoria.
I graffiti si trovano su grandi rocce a scivolo, levigate dai ghiacciai del Quaternario che c'erano una volta; e si vedono le strisciate scavate sul sasso vivo, quando, dimoiando, scendevano a valle: è la più antica incisione, questa, e non la meno impressionante.
In quanto ai graffiti, per lo più sono almeno dell'età del bronzo se non del ferro: asce, punte di lancia, l'aratro.
Ma l'interesse maggiore è che ci fanno assistere al trapasso da una prima cultura, ancora paleolitica, fondata sulla caccia, all'agricoltura, dunque stanziale: cervi e daini e poi i bovi con le corna ripiegate.
Ma anche tante altre configurazioni, che gli archeologi preistorici, particolarmente dediti agli esercizi di fantasia, interpretano nei modi più curiosi.
Luoghi narranti narrati e citati: Lovere - Lago di Endine - Lago d’Iseo - Val Camonica - Capo di Ponte - Grotte dell’Addaura (Palermo) - Monte Pellegrino (Palermo) - Santuario di San Michele (Puglia) - Monte Sant’Angelo (Puglia)
Ascolta "I graffiti della Val Camonica «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
La Certosa di Pavia
La Certosa di Pavia non è certo un monumento che abbia bisogno di presentazione, ma di preservazione.
Si dice questo, non perché attualmente sia mal tenuta: anzi l'aspetto interno della chiesa e dei chiostri, è ineccepibile.
La piccola comunità cistercense che vi è stata allocata, è una comunità studiosa, e assai sensibile alla bellezza del monumento: attenta a chiudere con innumerevoli chiavi gli innumerevoli cancelli, tiene i chiostri fioriti come giardini.
Luoghi narranti narrati e citati: Certosa di Pavia - Pavia
Ascolta "La Certosa di Pavia «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Riva del Garda
Riva, questo fiordo lacustre dove l'acqua ha il colore del cielo e dell'acciaio, dove l'aria non è aerea, ma vetrina, dove il sole è rossa senza bruciare.
Posta in fondo al Lago di Garda come in fondo al buco della serratura, Riva è come se si vedesse sempre con un occhio solo.
Il percorso è meraviglioso, si faccia, da destra o da sinistra, con l'occhio destro o col sinistro, e via via che il lago si restringe, si rendono sempre più precipiti i monti, ma per quanto precipiti si aggrappano agli ulivi e ai cipressi fitti come aculei.
Luoghi narranti narrati e citati: Riva del Garda - Lago di Garda - Peschiera (del Garda) - Sirmione
Ascolta "Riva del Garda «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Il centro storico di Trento
Riva, questo fiordo lacustre dove l'acqua ha il colore del cielo e dell'acciaio, dove l'aria non è aerea, ma vetrina, dove il sole è rossa senza bruciare.
Posta in fondo al Lago di Garda come in fondo al buco della serratura, Riva è come se si vedesse sempre con un occhio solo.
Il percorso è meraviglioso, si faccia, da destra o da sinistra, con l'occhio destro o col sinistro, e via via che il lago si restringe, si rendono sempre più precipiti i monti, ma per quanto precipiti si aggrappano agli ulivi e ai cipressi fitti come aculei.
Luoghi narranti narrati e citati: Trento - Castello del Buon Consiglio - Monumento a Dante - Chiesa di San Francesco Saverio - Via Bellenzani - Via del Suffragio - Via Manci - Piazza Battisti - Piazza del Duomo - Case Cazuffi (- Rella) - Palazzo Pretorio - Duomo - Monte Bondone
Ascolta "Il centro storico di Trento «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Vino di Udine
Il mio ospite non si capacitava del perché, potendo dormire nel castello di Miramare, volessi per forza andare a finire a Udine.
Ma a parte il fatto che l'interno di Miramare è un incubo asburgico, io avevo una nostalgia segreta, quasi inconfessabile proprio perché ingenua e come infantile di rivedere Udine, di ritrovare la trattoria dove andavo a mangiare allora, se ci fosse stata sempre: ed era l'unico momento di rifiato della giornata.
Non poteva capire queste cose, il mio ospite, perché non c'era, giustappunto, da capire nulla, e la qualità di Udine, la qualità del Friuli restava dentro di me, covava dentro di me, come in quelle bottiglie antiche, che non si riesce più a stappare.
Luoghi narranti narrati e citati: Castello di Miramare - Udine - Santa Maria La Longa
Ascolta "Vino di Udine «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Trieste
Per una persona come me, che non può dimenticare il Risorgimento, la cui ultima esplosione fu la guerra del 15-18, Trieste è un tale groppo di sentimenti, di ricordi, di bandiere e di canti, che è impossibile vederla a nudo, ridurla a quel che ora è: una città di frontiera, stretta fra il mare e una linea di confine.
Questa città, che è la città più italiana d'Italia, senza retorica, ma per radicato, ancestrale convincimento, e anche la meno italiana d'aspetto, ma bella di razza, con due o tre monumenti come reliquie in un contesto freddino e dignitoso. Bagnata dalla migliore letteratura italiana di questo secolo, da Svevo a Saba, sullo sfondo di Joyce e di Rilke, ha tutte le sue credenziali, non solo quelle patriottiche, e dovrebbe, nella vita d'oggi, impersonare un ruolo più vigoroso che non abbia, anche se finalmente sta risorgendo da una derelizione ingrata.
Luoghi narranti narrati e citati: Trieste - Miramare (Castello) - San Giusto - Quartiere di Maria Teresa - Teatro romano - Istria - Capo d’Istria [Capodistria] - Pirano
Ascolta "Trieste «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
La Chiesa della Salute
Non so proprio cosa vi da una persona, anche colta, ha pronunziare il nome di Venezia: se San Marco o il palazzo dei Dogi, o la Laguna appannata come dal teatro degli angeli, o le isole che galleggiano come boe, le frotte di turisti che si riversano dalla stazione, i maledetti piccioni di Piazza San Marco che si levano a volo tutti insieme e magari se ne andassero una volta per tutte: per me, io vedo la Salute.
In un certo senso la bellezza innegabile della Salute è quasi secondaria rispetto al valore unico che ha per Venezia, entro la città di Venezia.
Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - San Marco (Basilica) - Palazzo dei Dogi - Piazza San Marco - Chiesa della Salute - Sant’Ivo alla Sapienza (Roma) - Santi Luca e Martina (Roma) - Riva degli Schiavoni - Isola di San Giorgio - San Giovanni dei Fiorentini (Roma)
Ascolta "La Chiesa della Salute «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Il S. Giorgio Maggiore del Palladio
Come succede per quasi tutti i monumenti più celebri di Venezia, non si sa mai quando si sono visti per la prima volta, tante le riproduzioni, spesso incantevoli come gli originali, ad esempio del Canaletto e del Guardi.
Ma per il San Giorgio Maggiore del Palladio, questo fatto se è vero per il San Marco o il palazzo dei Dogi, è forse più vero, perché, così come si presenta dalla Riva degli Schiavoni, è quasi a portata di mano, con la sua bella facciata spiegata come una bandiera.
Ma poi l'interno è anche più bello dell'esterno, e, quello, per vederlo, va preso il traghetto, non si vede a distanza.
Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - San Giorgio Maggiore (Abbazia e Chiesa) - San Marco (Basilica) - Palazzo dei Dogi - Riva degli Schiavoni
Ascolta "Il S. Giorgio Maggiore del Palladio «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
I Tetrarchi di Venezia
C'è a Venezia, e proprio a portata di mano, ma per fortuna di porfido che è la pietra più dura che esista, un gruppo di quattro persone che si abbracciano, collocato, quasi a caso, sull'angolo della cappella del tesoro di San Marco.
Le quattro persone intente in questo atto di pace sono vestite in modo desueto, hanno un'armatura, un mantello allacciato sulla spalla, e in mano delle splendide spade con l'elsa a testa di aquila, proprio come il re Sassani, ma non sono re Sassani.
Sono, o almeno si crede che siano, i Tetrarchi, ossia quattro imperatori romani secondo un uso instaurato da Diocleziano nel 308, ma a cui Costantino mise presto fine.
Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - San Marco (Basilica)
Ascolta "I Tetrarchi di Venezia «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Marghera
Marghera non è una città, non è un paese, ma un coacervo di fabbriche, di tubi, di ciminiere, davanti a una Venezia sgomenta per il mostro che ha partorito: il quale, appunto come mostro, ora minaccia di divorarla.
Ma le cose hanno un loro fato, e tanto più quelle create dall'insipienza e dal cinismo degli uomini.
Perché poté parere un'idea felice, quella di avere tolto le industrie da Venezia, a cui veniva serbata così la serenità, il silenzio, l'aria pura.
Ma al di fuori del silenzio, null'altro è rimasta a Venezia, e meno di tutto l'aria pura.
Luoghi narranti narrati e citati: Venezia - Marghera - Malcontenta (Villa) - Villa Pisani
Ascolta "Marghera «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Chioggia, una città più lontana
Vivere in una città viva ma come defunta, una città dove la gente, il giorno va fuori e, quando la sera rientra, si mette in casa, vicino alla tavola, e la moglie apparecchia e intanto sorveglia il tegame, che non bruci, la pentola che bolle, pesa la pasta e la cala.
Questa città è come morta, allora, ma brulicante di persone vive che ha dentro, come fosse enormemente gravida.
E allora le strade sono vuote, e allora si passeggia senza tempo in una lontananza remota.
Una città così fatta, come una melagrana piena di chicchi, e come vivi, è quasi liquidi insomma un piccolo seme, che invece è duro, legnoso e allega i denti: appunto il frutto dell'amore, perché l'amore è così, dolce al primo assaggio vivido e quasi liquido, ma dentro è duro e sarà d'amaro.
Finché il sapore che rimane è solo quello.
Luoghi narranti narrati e citati: Chioggia - Venezia - Murano - Burano
Ascolta "Chioggia, una città più lontana «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Le tombe scaligere a Verona
Fra le tante belle cose che possiede Verona nessuno è più singolare del complesso delle tombe scaligere di Cangrande, Mastino II, Cansignorio.
Rappresenta, questo insieme, come un elisir del Gotico, la quintessenza aromatica, in una città che fa da estrema punta verso il settentrione venendo dalla grande pianura padana.
La caratteristica, vorremmo dire quasi pesistica delle tombe scaligere e di essere riunite in un piccolo spazio dietro l'abside di Santa Maria Antica e quasi di fronte al palazzo della Scala così strette in piccola corte con le loro cuspidi aguzze sormontate dai monumenti equestri dei signori defunti, sembrano quasi più una veglia d'arme che un complesso mortuario.
Luoghi narranti narrati e citati: Verona - Tombe Scaligere - Santa Maria Antica
Ascolta "Le tombe scaligere a Verona «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Il Gattamelata di Donatello a Padova
Questo senza esitazione si può dire il più bel monumento equestre del mondo fu finito da Donatello nel 1453 e rappresenta il messaggio più classico dell'artista, e non perché vagamente si ispiri al Marco Aurelio di Roma e ai cavalli, forse ellenistici, di San Marco a Venezia, perché, anzi, mai forse Donatello è stato più se stesso che in questa impareggiabile scultura, ma perché della classicità ha l'ampio respiro, la solidità senza impaccio, lo stile puro senza stilismi.
Luoghi narranti narrati e citati: Padova - Monumento Equestre al Gattamelata
Ascolta "Il Gattamelata di Donatello a Padova «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Il tessuto urbano di Bologna
Mi ricordo ancora che quando, più di venti anni fa, venni a stare a Bologna, e ce ne passai tre, gradite a meraviglia pur di scoprire, per mio conto, la bellezza di Bologna, e, subito dopo, come questa fosse sottovalutata, sia dentro alla città che fuori.
Naturalmente occorre intendersi: né prima di venirci a stare ignoravo Bologna, né si poteva dire una città poco nota, anzi celebre come è sempre stata.
Ma, anche celebre, o per l'Università o per Jacopo della Quercia, o per i Carracci o per la gastronomia, la celebrità di Bologna non investiva la città vera e propria: i portici, ecco i portici sono famosi, ma come portici, per la struttura particolare che danno alla città.
Io dovevo, con lunghe amorose passeggiate, rovesciare i termini della questione.
Luoghi narranti narrati e citati: Bologna - Università
Ascolta "Il tessuto urbano di Bologna «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
La piazza del Duomo a Parma
Non esiste, io credo, per tutto il Medioevo una piazza più armonica è più singolare di quella del Duomo di Parma.
È una piazza sagrato, ma più per le funzioni che per l'aspetto in quanto è aperta da più di quattro lati, senza peraltro essere di passo.
Questa caratteristica è di chiusura e apertura insieme simula una spazialità particolare che i monumenti nella loro unità sviluppano pur essendo separati l'uno dall'altro.
A dovere scegliere l'opposto e sottolineare le differenze non c'è che da citare la piazza del Duomo di Pienza.
Luoghi narranti narrati e citati: Parma - Duomo di Parma - Piazza Duomo di Parma - Duomo di Pienza - Piazza Pio II di Pienza - San Nicola di Bari (Basilica) - Battistero di Parma
Ascolta "La piazza del Duomo a Parma «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Gli affreschi del Parmigianino a Fontanellato
Per chi andava a Parma, finora, non si poneva come strettamente imperativo recarsi a Fontanellato per vedere il piccolo gabinetto affrescato dal Parmigianino con la favola di Diana e Atteone.
Ed anche uno storico d'arte, portandosi là, veniva preso dall'insoddisfazione di trovare degli affreschi come coperti di cenere e per di più esposti ad infiltrazioni d'acqua piovana.
Era uno stato di cose intollerabili, e maggiormente dopo un intervento maldestro che avrebbe dovuto togliere le infiltrazioni e sembrava quasi avercele convogliate. Finché, rinnovati il sopralluoghi, gli esami, e i consunti, il restauro, un restauro che in primo luogo togliesse la causa di infiltrazioni, è stato spedito alla radice dal soprintendente Quintavalle.
Luoghi narranti narrati e citati: Fontanellato - Gabinetto affrescato dal Parmigianino
Quella ched è sovrana
Salutami Toscana,
quella ched è sovrana,
in cui regna tutta la cortesia
Con queste parole Re Enzo imprigionato a Bologna salutava la Toscana che dalla prigione si presentava idillica, e tale ha sempre continuato a figurare anche se vi sia un'altra Toscana, rissosa, avara, sempre pronta a fare il Bastian contrario, e partigiana nel senso peggiore.
Ma la prima Toscana ha la prevalenza e come stemma ha la sua campagna severa e incantevole, i dintorni delle città così amene, anche se ora assaltati dalla speculazione edilizia, Fiesole coi suoi cipressi, Siena con i suoi colli, Lucca con le sue ville, e ancora ancora quanti paesini stretti in cima a un colle con un campanile e un viale di cipressi.
Luoghi narranti narrati e citati: Bologna - Fiesole - Siena - Lucca - Firenze - Pisa - Piazza del Duomo (Piazza dei Miracoli di Pisa) - Cattedrale (Duomo di Pisa) - Battistero (Pisa) - Madonna di Monticchiello - Monteaperti - Orvieto - Duomo di Orvieto - Piazza del Campo (Siena) - Torre del Mangia (Siena) - San Gimignano - Volterra - Livorno - Monumento dei Quattro Mori (Livorno) - Lucca - (Monumento Funebre) Ilaria (del Carretto) di Jacopo della Quercia (Lucca) - L'Apostolo di Jacopo della Quercia (Lucca) - Pistoia - Duomo di Pistoia (Cattedrale di San Zeno) - Prato - Arezzo - Castel del Monte - La Verna (Santuario Francescano) - Casentino - Certaldo - Montelupo (Fiorentino) - Signa - Monteriggioni - Pienza - Montepulciano - Pescia - Settignano - Carmignano - Amiata (Monte) - Macchia Faggeta - Abbadia San Salvatore - Maremma - Versilia - Garfagnana - Mugello
Ascolta "Quella ched è sovrana «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
Addio, Toscana
Questa campagna, voi la visualizzate subito, con i suoi cipressi, i suoi ulivi, i suoi filari, ordinata e pulita come una casa povera dove tutto è al suo posto.
Ma non è così o non è solo così.
Si può capire meglio, forse, guardando un cane che dorme, una vacca che, distesa, digruma, e si vede quella pelle spessa che segue il corpo e la ricasca, qui fa una piega o un montarozzo, ma senza stacco: continua al di sotto, perché è un corpo con i suoi muscoli e l’adipe, mentre le ossa sono come un fossile dentro la terra. Ora la campagna toscana è così, come una grossa bestia che riposa, e la terra segue i muscoli, li rimodella teneramente.
Perché tenera e questa terra grossa e arida, di cui, come l'acqua dalla pietra di Mosè, scaturisce il vino più secco, l'olio più etereo.
Senza gli aspri ed eroici dirupi della campagna laziale - quelle ambe affogate affogate con una capigliatura corvina di lecci, che si vedono fra Orvieto e Orte, ad esempio - i costoni pettinati dall'aratro battono ai piedi di monti modesti, ma verdi, intensamente pelosi come un pube: anch'essi quasi arrotondati da una mano che affettuosamente accarezzasse.
Luoghi narranti narrati e citati: Toscana
Ascolta "Addio, Toscana «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
I lungarni a Firenze
Queste placide rive dell'Arno, trasformate in passeggio, anche se ormai vi trascorre un traffico infernale, sono forse della sembianza di Firenze l'immagine più viva e accattivante, il luogo dove ad un tratto dalle sue vie nobili e grigie, la città si apre all'immaginazione lungo un fiume che è più un letto di un fiume che un fiume, ma a che saggi accorgimenti di dire hanno trasformato quasi in un lago, a meno che la furia degli elementi non lo facciano divenire un terribile gorgo alluvionale.
Ma quando è così tranquillo e sereno, azzurro più del cielo, bordato di verde, riesce a comunicare una pace rara, il congedo dei dolori quotidiani, e la nostra vita fruisce appena come la sua pura acqua fra le dighe che lo fanno sembrare tanto largo. Nessun fiume è simile a questo, anche se sia più grande, più ricco d'acqua, più maestoso.
Luoghi narranti narrati e citati: Lungarni - Firenze - Chiesa di San Miniato (al Monte) - Campanile di Santa Croce - Campanile di Badia - Torre del Bargello - Ponte Vecchio - Crocifisso di Cimabue
Ascolta "I lungarni a Firenze «Terre d'Italia» di Cesare Brandi" su Spreaker.
39 - Il convento di S. Marco
40 - Valdarno
41 - Il campanile di Pisa
42 - Una misura lirica
43 - Da Siena all’abbazia di S. Galgano
44 - La piazza di Pienza
45 - A S. Antimo
46 - Piombino
47 - Ultimo lembo di Maremma
48 - Talamone
49 - La montagna di bronzo
50 - Belvedere
51 - Triangolo magico
52 - Il Laurana di Urbino
53 - La piazza di Ascoli Piceno
54 - Tenera Umbria
55 - Il palazzo dei Consoli di Gubbio
56 - Visita a Burri
57 - Alla sorgente del Tevere
58 - Una città d’arte che odora di tartufi
59 - L’isola Maggiore del Trasimeno
60 - Perugia
61 - Perugia
62 - Miracolo di Assisi
63 - Quel Pinturicchio sembra appena dipinto
64 - Immagine di Spoleto
65 - Il paliotto di Nicola da Guardiagrele a Teramo
66 - La fontana delle 99 cannelle a L’Aquila
67 - La chiesa di S. Pietro ad Alba Fucense
68 - Termoli
69 - Magia di un tempio del prato
70 - Sepino
71 - Il Lazio
72 - La notte a piazza Navona
73 - Un museo ad Ardea
74 - La Tuscia romana, quasi un’Atlantide
75 - Norchia etrusca
76 - La Madonna di Farfa
77 - Il mirabile tempio di Ninfa
78 - La Cattedrale di Anagni
79 - Forse, l’isola dell’Odissea
80 - Difendere la solitudine della via Flacca
81 - L’Ulisse di Sperlonga
82 - Così andai a Sud
84 - Napoli
85 - Napoli laureata
86 - Antiche vedute di una Napoli scomparsa
87 - Villa Pignatelli, il dono della principessa
88 - I grandi bronzi ercolanesi e pompeiani
89 - L’antico incanto di Palinuro
90 - La tomba greca di Paestum
91 - Il miele sotto terra
92 - Procida
93 - Ischia
94 - I Sassi di Matera
95 - Metaponto
96 - Puglia
97 - Dentro un trullo di campagna
98 - La masseria
99 - Le Chianelle
100 - Primavera a Martina
101 - La Foresta umbra del Gargano
102 - La cattedrale di Elia a Bari
103 - Lecce gentile
104 - Taranto
105 - Il sepolcro di Isabella d’Aragona nel Duomo di Cosenza
106 - Sibari
107 - Tre ruderi calabresi
108 - Il monastero certosino di Serra San Bruno
109 - Derelizione di Palermo
110 - Erice: come una fantasia
111 - Le Egadi
112 - Motya
113 - Pantelleria
113 - Carlofonte
114 - Alghero
115 - Tharros
116 - Il pozzo sacro di Paulilatino
117 - Il maestro di Castelsardo
118 - Ogliastra
119 - La Barbagia
L’AUTORE
Cesare Brandi (Siena, 8 aprile 1906 - Vignano, 19 gennaio 1988) è stato uno storico dell'arte e critico d'arte italiano, specialista nella teoria del restauro.
Storico d'arte di formazione, si è contraddistinto per una poliedrica attività che lo ha visto scrivere nell'ambito sia della estetica contemporanea (di formazione crociana) sia della teoria del restauro, senza considerare il lungo elenco di libri nati come diari di viaggio.
audiobooks
audiolibri
Cesare Brandi
diari
diari di viaggio
diaries
Grand Tour
Italia
Italy
Itinerari
Lands of Italy
letteratura
lettura libri
reading books
Terre d'Italia
tourism
Turismo
viaggi in Italia
viaggiatori
- Ottieni link
- X
- Altre app
Fotografo documentarista geografico dal 1977; 40 anni da viaggiatore resiliente in Italia, oggi Divulgatore Geografico - Storyteller - Travel Blogger - Podcaster; Meridionalista innamorato dell'Italia, narro e faccio conoscere il Bel Paese, il più grande giardino emozionale diffuso.
Nel 2005 apro il blog Penisolabella seguito da Agricoltour e Va dove (ti) Porta il Treno e mi ritrovo ad essere l'unico blogger a raccontare l'Italia minore con la M maiuscola

Commenti