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Appunti di George Berkeley di viaggio a Lecce Taranto Matera del 1717

Dotato di forte indipendenza di giudizio, non meno che di competenze scientifiche, Berkley osserva città e campagne di Puglia in prospettiva: annota con precisione i tumuli di terra coltivata, saggia la natura dei terreni e della pietra; enumera i conventi e monasteri e gli abitanti di ciascun centro attraversato; si immerge nella Taranto dei pescatori, ancora ricca di vocabolario greco, con la stessa disinvoltura con cui si accosta i braccianti di Matera o ai dotti canonici di Lecce; partecipa in incuriosito alle pizziche popolari e vuol dire la sua sulle opposte scuole di pensiero che si fronteggiano sulla sindrome dell'area aracnidismo, sempre attento a raccogliere tutte le informazioni disponibili tra i soggetti che animavano la scena dei tarantolati.
Il suo passaggio dalla Puglia avviene dal 19 maggio al 2 giugno del 1717, e non ha mai scritto un diario di Viaggio in Italia, ma taccuini di appunti non discorsivi ma un continuo senza soluzione di continuità, che riportano ogni soggetto che venga colto dallo sguardo.

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Lecce, 27-28-29 maggio

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Lecce, 27 maggio

Siamo arrivati a Lecce a mezzanotte. 

Abbiamo dovuto aspettare un po' prima che ci aprissero le porte. 

Aletium secondo Tolomeo, Lupine secondo Strabone; anticamente detta Alipinum Licinum, anche Lupinum, come si legge in quattro iscrizioni che pare siano state ritrovate qui.

Alloggiamo in una misera locanda.

Luoghi narranti narrati e citati: Lecce

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Lecce, 28 maggio

8:45, siamo partiti da Lecce. 

Grano, pastura, pecore, olivi; oliveti. 

10:25 siamo usciti dal boschetto di ulivi. 

Grano, pastura per pecore a sinistra piacevole veduta di un paese molto popolato, case bianche, campi spaziosi, filari di alberi, boschetti, alberi sparsi, tutti in un'ampia pianura.

Luoghi narranti narrati e citati: Lecce - Noci - Casalnuovo [Manduria] - Guagnano

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Lecce, 29 maggio

In mattinata abbiamo fatto una passeggiata. 

Incontriamo un medico che raccoglie erbe medicinali in un campo alla periferia della città. 

Era convinto che i disagi del tarantato fossero spesso simulati a scopi lascivi ecc. come negli spiritati. 

Luoghi narranti narrati e citati: Lecce - Manduria - Oria - Gravina - Brindisi - Golfo di Taranto - San Giorgio Ionico

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L’AUTORE

George Berkeley nacque a Thomastown, nel Kilkenny irlandese nel 1685 e morì a Oxford nel 1753.

Teologo e filosofo empirista, fu Decano nella Chiesa anglicana d'Irlanda. 

Dopo alcuni viaggi trascorsi gli studi e viaggi, tra cui i due che lo portarono in Italia tra il 1713-14 e il 1716-1720 , si trasferì in America, contribuendo allo sviluppo della Yale University, della Columbia University e di altri istituti educativi. 

Berkeley non ha mai scritto un Viaggio in Italia, ma gli appunti dei due viaggi compiuti nella penisola (undici lettere spedite agli amici inglesi negli anni 1713-14 e altre tredici tra il 1717 e il 1720) apparvero subito interessanti agli studiosi del suo ricco carteggio, e rivelano un temperamento coraggioso e sprezzante del pericolo, ma soprattutto un enorme vastità di interessi e una capacità singolare di intuizione e di analisi. 

In particolare il secondo viaggio - a cui appartengono i testi qui selezionati - segna una tappa importante per la sua formazione intellettuale ed estetica.

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