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Roma: Idroscalo di Ostia


In una bella mattinata di sole ho deciso di andarmi a fare una passeggiata all'Idroscalo di Ostia.Pertanto mi sono diretto alla stazione di Lido Centro dove ho preso l'autobus 014 dell'Atac che, in un quarto d'ora circa mi ha portato al capolinea dell'Idroscalo.
Partito dal piazzale della stazione, il bus si è diretto nel quadrante nord del quartiere, ha attraversato Nuova Ostia passando accanto a brutti palazzoni di edilizia popolare, raggiungendo Via dell'Idroscalo; quindi ha costeggiato l'area riconvertita a porto, e quella appartenente
all'area naturale protetta, passando davanti al luogo in cui trovò la morte Pier Paolo Pasolini; dopo dei cantieri navali, è giunto nello spiazzo dove prospettano le prime pittoresche costruzioni e l'asfalto, senza soluzione di continuità, si confonde con un triangolo di sabbia disordinato, punteggiato di barchette fatiscenti, un cartello a freccia direzionata verso il mare, indicante un bar, qualche montarozzo appena ricoperto da basse piante verdi. Scivolando nel mare la sabbia e l'asfalto sono delimitati da un improbabile tratto storto di guard rail a cui si appoggiata la palina del capolinea.
Sceso dal mezzo pubblico, inizio il mio giro addentrandomi da via degli Aliscafi, continuazione di via dell'Idroscalo.



L'Idroscalo del Lido di Roma (oggi Idroscalo di Ostia), dedicato alla memoria di Carlo Del Prete, giovane aviatore che nel 1928 volò fino in Brasile, fu costruito per l'ammaraggio ed il decollo di idrovolanti a pochi chilometri da Roma.
Dall'idroscalo romano partivano le linee aree per l'Africa Orientale Italiana, la cosiddetta Linea dell'Impero (Haifa - Rodi - Atene - Brindisi - Roma / Trieste Roma - Siracusa - Bengasi - Il Cairo - Khartum - Asmara / Dire Daua / Addis Abeba).
 









I lavori di costruzione videro un'imponente opera di innalzamento del terreno di circa un metro, per evitare l'insabbiamento che ne aveva già interrotto i lavori nel 1921, utilizzando materiali dragati dal fiume Tevere e la terra proveniente dagli scavi archeologici di Ostia Antica; venne restaurata anche Tor San Michele, che doveva servire come base per il faro dell'idroscalo.


Il volo inaugurale fu operato dalla Società Aerea Mediterranea con destinazione Cagliari (Idroscalo di Elmas) il 21 aprile 1928 e qui fece ritorno Italo Balbo dalla storica crociera aerea del Decennale il 12 agosto del 1933. 
L'idroscalo fu anche luogo dell'omicidio di Pier Paolo Pasolini il 2 novembre 1975.

 

Dal 1994 la zona è divenuta un'area naturale protetta gestita dalla Lega Italiana Protezione Uccelli, che vi ha creato il Centro Habitat Mediterraneo Ostia Lido per lo studio dell'avifauna e del biosistema del litorale laziale.




Sin dagli anni '60, nell'area si sono insediate alcune decine di famiglie romane, che vi hanno trovato una zona balneare in cui soggiornare durante l'estate, ristrutturando vecchie costruzioni dell'ex-Idroscalo, e costruendo abitazioni sui terreni demaniali: in alcuni casi ottenendone le concessioni, a seguito di notifica al Demanio dei lavori svolti. Presto però, a questa prima ondata di abitanti stagionali se ne aggiunsero altri più stanziali, fino a conformare un intero quartiere abusivo autocostruito sulla Foce del Tevere, in cui risiedono attualmente tra le 350 e le 500 famiglie. 























La decisione di realizzare il Porto Turistico di Roma nel 2001 ha complicato la situazione ambientale stravolgendo il biotopo, giacché le ultime dune, tipiche del litorale romano, sono andate distrutte, spianate sotto un'imponente colata di cemeto.


Fino alla fine degli anni '90, l'Idroscalo era conosciuto per la festa dell'Assunta: il 15 agosto la statua della Vergine era condotta in processione per le vie del quartiere - quasi tutte non asfaltate - e poi via mare fino al Pontile di Ostia. 











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